Parigi, ridotta in cenere la Cattedrale Notre-Dame, si cercano responsabilità

Del simbolo cattolico parigino non è rimasto quasi nulla. Gli esperti ritengono che la struttura è salva e Macron annuncia la ricostruzione. Mistero sulle cause. Intanto l'Isis esulta

Carlomagno campagna Fiat 500 aprile 2019

Notre-Dame, cattedrale di Parigi, capolavoro gotico e patrimonio dell’umanità, il principale luogo di culto cattolico di Parigi, è stata divorata da un maxi incendio. La sua struttura, la facciata e i tesori che custodisce sarebbero stati salvati, sono convinti gli esperti e il presidente Macron, ma la sua guglia, uno dei simboli della capitale francese, è crollata dopo essere stata preda delle fiamme per più di un’ora.

La procura di Parigi ha aperto una inchiesta per incendio “involontario”. Al momento non è ancora chiaro come si sia sviluppato l’incendio. I vigili del fuoco hanno detto che l’origine delle fiamme sia da ricercare nei lavori di ristrutturazioni. Ma è mistero. Nessun investigatore si sente tuttavia di escludere la matrice dolosa.

Il presidente Usa, Donald Trump aveva invocato l’intervento dei Canadair dall’alto per limitare i danni, ma nessuno lo ha preso in considerazione. Con lanci di acqua dall’alto forse si sarebbe potuta salvare ma qualcuno ha pensato probabilmente che bombe d’acqua avrebbero potuto fare più danni. Se ci saranno responsabilità e ritardi nei soccorsi è cosa ancora da accertare. La realizzazione di Notre-Dame era iniziata nel 1163 (completata tutta nel 1344) ed è sopravvissuta ai moti della rivoluzione francese e a ben due conflitti mondiali.

Intanto, l’Isis esulta per la distruzione di uno dei simboli cristiani più conosciuti del mondo dopo la Basilica di San Pietro. Site, il sito di monitoraggio sul terrorismo islamico ha rintracciato post in cui i jihadisti si sono rallegrati del fuoco che ha inghiottito la cattedrale cattolica, condividendo foto dei media con le fiamme e il fumo, con commenti che esprimevano la loro gioia.

Piangono invece i parigini, ma pure gli europei e tutto il mondo cattolico. Si ferma la politica, come ha voluto il presidente Emmanuel Macron, che proprio ieri sera avrebbe dovuto annunciare in diretta tv importanti riforme dopo la “rivoluzione” dei Gilet gialli. E che, in preda alla commozione, ha dato il primo segnale di riscossa: “La ricostruiremo tutti insieme”, ha detto il numero uno dell’Eliseo.

Nessuno dimenticherà questo 15 aprile, primo giorno delle celebrazioni della settimana Santa. Non lo dimenticheranno i tanti parigini che sono usciti di casa e hanno raggiunto sul parapetto della Senna, a sud dell’Ile-de-la-Cité, i turisti allontanati dalla spianata della cattedrale subito dopo le 18:50, quando le fiamme hanno cominciato a divampare su un’impalcatura.

I lavori di ristrutturazione, un cantiere gigantesco, erano cominciati da pochi giorni. In particolare era da ristrutturare e rinforzare il tetto della cattedrale, quello che – sotto la violenza delle fiamme e il peso della guglia – è crollato e adesso tutti sono con il fiato sospeso per capire se anche la preziosa volta che sovrasta la navata centrale è stata distrutta.

Non ci sono feriti tra i fedeli o i turisti, l’unico in gravi condizioni è un pompiere, uno dei 500 intervenuti con ingenti mezzi per tentare di domare le fiamme che continuavano ad avanzare inesorabili. A tarda sera, le fiamme erano meno intense, i pompieri hanno annunciato che la struttura della cattedrale “è salva”. Il rettore ha aggiunto che reliquie preziose come “la corona di spine” di Cristo – stando alla tradizione – è intatta. I lavori di spegnimento sono durati per tutta la notte e ancora stamane vi erano focolai da domare.