22 Febbraio 2024

Hamas: “Raid israeliani sulla folla in attesa di aiuti a Gaza, 20 morti”

L'organizzazione palestinese ha anche affermato che se la Corte internazionale di giustizia ordinerà un cessate il fuoco a Gaza, i miliziani palestinesi si atterranno alla decisione se la rispetterà anche Israele

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In una dichiarazione pubblicata tramite il suo canale ufficiale Telegram, Hamas ha affermato che se la Corte internazionale di giustizia ordinerà un cessate il fuoco a Gaza, i miliziani palestinesi si atterranno alla decisione se la rispetterà anche Israele.

Lo riporta Al Jazeera. La dichiarazione dice anche che Hamas rilascerà tutti gli ostaggi se Israele libererà i palestinesi attualmente detenuti. “Il nemico sionista deve porre fine al suo assedio di Gaza durato 18 anni e fornire tutti gli aiuti necessari per la popolazione”, conclude la dichiarazione.

Il portavoce del Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, denuncia un attacco contro persone che facevano la coda per ricevere aiuti umanitari a Gaza. “L’occupazione israeliana ha commesso un nuovo massacro contro migliaia di bocche affamate che aspettavano aiuti”, ha detto Ashraf al-Qudra in una dichiarazione su Telegram, come riporta Al Jazeera. L’attacco è avvenuto alla rotonda del Kuwait a Gaza City, uccidendo almeno 20 persone e ferendone altre 150″, ha detto.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato intanto il premier israeliano Benyamin Netanyahu al ministero della Difesa a Tel Aviv. Il faccia a faccia è durato 35 minuti e chiude la missione del titolare della Farnesina nella regione dopo la tappa di ieri a Beirut e gli incontri oggi in Israele e a Ramallah, in Cisgiordania.

A Ramallah, in Cisgiordania, in precedenza l’incontro tra Tajani e il presidente palestinese Abu Mazen. Nella riunione era presente anche il ministro degli Esteri palestinese al Malki. Tajani è stato il primo ministro degli Esteri dell’Ue ad incontrare il leader dell’Anp dopo gli attacchi di Hamas allo stato ebraico del 7 ottobre scorso.

“L’obiettivo è avviare un percorso politico per arrivare a un vero Stato palestinese che possa vivere in pace con lo Stato israeliano, rispettando le esigenze di sicurezza di Israele”, ha detto Tajani nell’incontro con Abu Mazen. “La mia visita qui – ha aggiunto – è una missione di vicinanza e di solidarietà all’Autorità nazionale palestinese”. Abu Mazen – a quanto si è appreso – ha chiesto all’Italia e all’Ue di prepararsi ad essere vicini all’Anp nella ricostruzione di Gaza dove il 70% degli edifici è stato distrutto, i servizi per la popolazione, le infrastrutture non funzionano. Mentre andrà avanti il negoziato e il processo politico – ha aggiunto Abu Mazen secondo le stesse fonti – bisognerà occuparsi della popolazione palestinese che vive nella striscia. Con l’Italia – ha concluso – lavoreremo anche a ricostruire le chiese e gli edifici della comunità cristiana. Dopo aver ricordato che Hamas non ha nulla in comune con l’Anp, Abu Mazen – ha sottolineato che l’Autorità nazionale palestinese sta facendo e farà riforme nel governo. Alla fine della guerra – ha proseguito – l’Anp opererà un rinnovamento della sua amministrazione. Per il presidente palestinese, bisogna riuscire a realizzare rapidamente la pace, a realizzare lo Stato della Palestina nei confini del 1967.

Tajani ha incontrato a Gerusalemme anche il presidente israeliano Isaac Herzog. L’incontro, secondo quanto si è appreso, è durato 35 minuti e si è discusso della guerra a Gaza e della conseguente situazione internazionale. Poi l’incontro con il ministro degli Esteri, Israel Katz, e il ministro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz.

“Sosteniamo con forza le azioni del governo israeliano contro le organizzazioni terroristiche e parallelamente vogliamo affrontare con i nostri amici israeliani la preparazione per un ritorno al confronto politico e diplomatico”, ha detto Tajani, incontrando a Gerusalemme il presidente Isaac Herzog. “Dopo le operazioni militari a Gaza – ha aggiunto – bisognerà individuare immediatamente un percorso politico per evitare che gli attuali scontri” si ripetano e si allarghino nella regione. Bisogna avviare “un percorso politico che inevitabilmente dovrà portare” alla formula della soluzione a 2 Stati.

Nel corso dell’incontro Tajani – che in Israele ha anche incontrato alcuni familiari degli ostaggi in mano ad Hamas – ha espresso “ancora una volta la sua indignazione per l’attacco di Hamas del 7 ottobre alla popolazione civile israeliana attorno a Gaza” e ha confermato la richiesta del governo italiano a quello israeliano “di tutelare in ogni modo le vite dei civili palestinesi durante le operazioni militari”. Tra gli argomenti affrontati con il capo dello Stato israeliano, il ministro Tajani ha evocato “la necessità della tutela dei cristiani, sia dei pochi rimasti a Gaza sia dei cittadini arabi cristiani presenti in Cisgiordania”.

Il ministro degli Esteri ha anche ribadito che “nel Sud Libano è importante mantenere una distanza di sicurezza fra l’esercito di Israele e le formazioni militari di Hezbollah”. Ed ha annunciato che di questi temi e delle “richieste ricevute dal governo libanese” nella sua visita ieri nel Paese dei cedri, parlerà con la dirigenza israeliana oggi a Gerusalemme. “Il negoziato – ha aggiunto – deve procedere nonostante questa fase di guerra a Gaza, vogliamo dare un messaggio a tutte le parti coinvolte in questo scenario: non c’è alternativa ad un percorso di pace, da avviare immediatamente”.

“Siamo favorevoli ad un’interruzione del conflitto” a Gaza, ha detto Tajani rispondendo ad una domanda se la Corte dell’Aja decidesse domani di imporre a Israele un cessate il fuoco. “Ma a patto – ha aggiunto – che non sia una proposta contro Israele e che da Hamas non arrivino più razzi per colpire il Paese”. “In questo momento certamente la parte israeliana non è entusiasta di questa proposta. Lo capisco anche perché sono in guerra e per il fronte interno è difficile parlarne”. Il ministro ha aggiunto che però “non bisogna demordere sulla soluzione dei 2 Stati. E’ quella che riguarda il futuro, senza allentare la sicurezza attorno a Israele”. Il capo della Farnesina incontrerà il premier israeliano Benyamin Netanyahu a breve.

“Biden invia capo della Cia per mediare su ostaggi a Gaza”
Intanto, il presidente Usa Joe Biden intende utilizzare il direttore della Cia William Burns per aiutare a realizzare un ambizioso accordo fra Hamas e Israele che includerebbe il rilascio di tutti i restanti ostaggi e due mesi di cessate il fuoco, la più lunga pausa delle ostilità da quando è iniziata la guerra a Gaza. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Burns nei prossimi giorni andrà in Europa per incontrare i capi dell’intelligence israeliano e egiziano e il primo ministro del Qatar.


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