Istat: Disoccupazione al 10,9%. Sale il Pil, ma l’economia rallenta

L'inflazione a luglio segna un'ulteriore accelerazione, la terza consecutiva, salendo all'1,5% dall'1,3% del mese precedente

Carlomagno Panda Settembre 2018

Pil lavoroA giugno il tasso di disoccupazione torna a salire, attestandosi al 10,9%, in aumento di 0,2 punti su base mensile. Lo rileva l’Istat, diffondendo i dati provvisori. L’Istituto fa notare come la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registri un aumento del 2,1% (+60 mila). Il numero dei disoccupati risulta così pari a 2 milioni e 866 mila. Invece nei dodici mesi la disoccupazione, si sottolinea, “cala lievemente”, “mantenendosi sui livelli della fine del 2012”.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno risale, risultando pari al 32,6%, in rialzo di 0,5 punti percentuali su maggio. Lo rileva l’Istat, diffondendo i dati provvisori e sottolineando come il livello degli under25 in cerca di occupazione sia nettamente inferiore al massimo raggiunto nel marzo del 2014 (43,5%) ma ancora di 13 punti superiore rispetto al minimo toccato nel febbraio del 2007 (quando era 19,5%).

A giugno, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo di 49 mila unità (-0,2%). Lo rileva l’Istat. La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Il calo, spiega l’Istat, si concentra tra i dipendenti permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila). Continuano invece a crescere i dipendenti a termine (+16 mila), che aggiornano di nuovo il loro record storico, raggiungendo i 3 milioni 105 mila.

Istat: Sale il Pil nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è salito dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,1% su base annua. Lo comunica l’Istat, in base alle stime preliminari. La dinamica dell’economia risulta così in “rallentamento”, spiega l’Istituto. Nel primo trimestre la crescita congiunturale era stata pari allo 0,3% in termini congiunturali e all’1,4% su base annua. In particolare, il rialzo trimestrale è il più basso dal terzo trimestre del 2016.

La crescita acquisita per il 2018, quella che si otterrebbe se la dinamica congiunturale del Pil fosse pari a zero nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,9%.

La durata dell’attuale fase di espansione dell’economia italiana prosegue ormai da sedici trimestri, con una crescita complessiva nell’arco del periodo pari al 4,5%. Tuttavia, il livello del Pil risulta inferiore dello 0,7% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 e del 5,4% a confronto con il massimo storico del primo trimestre del 2008.

Nel secondo trimestre del 2018 scende il valore aggiunto nel comparto che raggruppa l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca mentre si registrano rialzi per l’industria e i servizi. Lo rileva l’Istat, diffondendo le stime preliminari. Dal lato della domanda, spiega l’Istituto, “vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”.

Accelerazione per l’inflazione

L’inflazione a luglio segna un’ulteriore accelerazione, la terza consecutiva, salendo all’1,5% dall’1,3% del mese precedente. Si tratta del livello più alto dall’aprile del 2017. E’ quanto stima l’Istat che su base mensile rileva un aumento dello 0,3%. Il rialzo si deve principalmente alle tariffe di luce (+1,9% in termini tendenziali) e gas (+8,5% su base annua), secondo gli aggiornamenti decisi a fine giugno.

Il cosiddetto carrello della spesa, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, a luglio sale al 2,3% (dal 2,2% di giugno). E’ quanto stima l’Istat, in base a dati tendenziali, spiegando come continuino “le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo”. L’Istituto segnala poi come i prezzi dei vini salgano del 6,8% su base annua. Quanto ai prezzi della pasta, pur diminuendo su giugno e decelerando in termini tendenziali, registrano ancora un’inflazione “sostenuta” (+4,6%).