Uccide nuora e genero perché sospettava una relazione clandestina tra cognati

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Avrebbe ucciso il genero e la nuora e poi si è costituito. E’ successo a Sant’Antimo, in provincia di Napoli, centro balzato alle cronache nei giorni scorsi perché comune di origine di Giulia Tramontano, la donna incinta uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello a Senago, nel Milanese.

Il duplice omicidio, è stato da subito attributo a Raffaele Caiazzo, 45 anni anni, suocero delle vittime Luigi Cammisa, trovato morto in strada, e di Maria Brigida Pesacane, 24enne, ritrovata senza vita in casa. Entrambi sono stati raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco.

La pista familiare è stata sin da subito quella seguita dai carabinieri. Le urla dei familiari, per ore, a Sant’Antimo, si sono alternate al rumore dell’elicottero che ricercava Raffaele Caiazzo, quasi immediatamente l’unico sospettato che si è poi costituito e arrestato. Il movente, dalle prime informazioni, sarebbe riconducibile ad una relazione clandestina tra i due cognati. Il suocero è venuto a saperlo e ha deciso di farli fuori.

Luigi Cammisa di 29 anni e Maria Brigida Pesacane di 24 anni, erano cognati perché sposati con Anna e Alfredo Caiazzo, figli del presunto assassino.

È stato condotto nel carcere napoletano di Poggioreale il 44enne Raffaele Caiazzo, fermato dopo essersi costituito per il duplice omicidio commesso a Sant’Antimo (Napoli) del 29enne Luigi Cammisa e della 24enne Maria Brigida Pesacane, coniugi dei suoi due figli Anna e Alfredo e genitori dei suoi quattro nipotini, tutti in tenera età.

Per l’accusa Caiazzo avrebbe agito sulla scorta del sospetto che le due vittime fossero amanti, e avrebbe sparato prima a Cammisa in strada e quindi alla nuora in casa, per poi dileguarsi salvo poi costituirsi, dopo aver saputo di essere ricercato dai carabinieri, alla stazione dell’Arma di Gricignano d’Aversa, nel Casertano.

Caiazzo è stato prima condotto nella sede della compagnia dei carabinieri di Giugliano in Campania, e dopo un lungo interrogatorio in cui avrebbe reso prime parziali ammissioni sulle proprie responsabilità, è stato sottoposto a fermo da parte della Procura di Napoli Nord per il duplice omicidio (contestate anche le aggravanti dei futili motivi e di aver agito contro un affine in linea diretta) e per detenzione e porto d’arma abusivi, e poi trasferito a Poggioreale in attesa della convalida del provvedimento restrittivo da parte del Gip. La pistola non è stata ancora ritrovata. L’autopsia sulle salme delle due vittime verrà eseguita in questi giorni.

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