Tangenti, le intercettazioni tra Lupi e Incalza: "Se abolita la Struttura di Missione cade il governo"

Maurizio Lupi e Ercole Incalza
Maurizio Lupi e Ercole Incalza

Si arricchisce di particolari l’inchiesta “Sistema” condotta dalla procura di Firenze che ha portato oggi in carcere Ercole Incalza, potentissimo dirigente del ministero delle Infrastrutture, e altre tre persone con l’accusa presunta corruzione. In alcune intercettazioni del Ros dei Carabinieri viene captato Maurizio Lupi (ministro dei governi Letta e Renzi) con Ercole Incalza sulla paventata chiusura della struttura tecnica di Missione.

LUPI GARANTISCE: “SE VIENE ABOLITA CADE IL GOVERNO”

“Su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!”. Con queste parole il 16 dicembre 2014, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi si rivolge ad Ercole Incalza in una telefonata intercettata dal Ros nell’ambito dell’inchiesta di Firenze denominata “Sistema” culminata oggi con l’arresto di quattro persone e 47 indagati.

Va precisato che il ministro Lupi non è indagatoIn quanto parlamentare, il ministro non poteva essere direttamente intercettato , ma è entrato “passivamente” nell’inchiesta per via delle sue conversazioni con Incalza tenuto dai Ros sotto “sorveglianza” telefonica. 

LUPI MINACCIA LA CRISI DI GOVERNO PER GARANTIRE INCALZA

Secondo i pm la conversazione “ben rappresenta” l’importanza della Struttura tecnica di cui era a capo Ercole Incalza. “Il ministro Lupi – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – a fronte della proposta di soppressione” della Struttura di Missione “o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo”.

A questo proposito, il ministro rassicura Incalza: “Vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico già…però io non voglio…cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci sarò io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!...l’hai capito non l’hanno capito?!”.

LA STRUTTURA DI INCALZA PILOTAVA GLI APPALTI DA ANNI

La Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, è scritto nell’ordinanza, opera alle dirette dipendenze del ministro ed è stata diretta per anni da Ercole Incalza, soggetto secondo gli inquirenti “in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici per moltissimi anni”.

LA NOMINA DI RICCARDO NENCINI A VICEMINISTRO GRAZIE A INCALZA

Il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, sarebbe stato nominato grazie alla “sponsorizzazione” di Ercole Incalza. È quanto emerge da una telefonata tra Lupi e lo stesso Incalza riportata nell’ordinanza di custodia cautelare come esempio dello “strettissimo legame” tra i due e “dell’influenza” del super manager sul ministro.

CON I COMPAGNI SOCIALISTI “SEMPRE, SEMPRE PIU’ COPERTO”

La telefonata è del 28 febbraio 2014 e a chiamare è Lupi: “Dopo che tu hai dato…hai coperto…hai dato la sponsorizzazione per Nencini…l’abbiamo fatto viceministro”. “Ma ora non rompa i coglioni”. Nel corso di alcune successive telefonate Ercole Incalza fa presente che al ministero per le Infrastrutture sono arrivati due suoi compagni socialisti facendo riferimento a Nencini e a Umberto Del Basso De Caro. Il suo amico commenta tali nomine dicendo “complimenti…sempre sempre più coperto”. Il viceministro Riccardo Nencini, in serata smentisce: “È solo millantato credito”

I FAVORI DELLA CRICCA AL MINISTRO LUPI

“Stefano Perotti – l’imprenditore arrestato oggi nell’operazione “Sistema” condotta dalla procura di Firenze – ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi”, secondogenito del ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi (Ncd).

LE REGALIE ALLA FAMIGLIA LUPI

Dall’ordinanza di custodia che ha portato in carcere Ercole Incalza e altre tre persone (con 47 indagati) emergono presunti regali che gli arrestati avrebbero fatto al ministro del governo Renzi e ai suoi più stretti familiari tra cui appunto il figlio Luca. Il ministro avrebbe ricevuto anche abiti sartoriali e un orologio Rolex dal valore di oltre 10mila euro in occasione della laurea in ingegneria del figlio. A donare il vestito al ministro, sarebbe stato Franco Cavallo, uno dei quattro andati in cella oggi. Secondo il gip, Cavallo aveva uno “stretto legame” con Lupi tanto da fare “favori al ministro e ai suoi familiari”.

PEROTTI – MOR, TUTTO IN FAMIGLIA. 

Giulio Burchi, indagato nell’inchiesta dei pm fiorentini “racconta anche al dirigente Anas, ing. Massimo Averardi, che Stefano Perotti ha assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi”, presso lo studio Mor di Genova che fa capo a Giorgio Mor, il cognato di Perotti. Scrive il gip, nell’ambito della commessa Eni, che Perotti stipulerà un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l’incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale “persona fissa in cantiere” Luca Lupi per 2mila euro al mese.

UN LAVORO AL FIGLIO DEL MINISTRO PER DARGLI “SICUREZZA”

Dalle carte dell’inchiesta emerge come il figlio del ministro debba essere protetto, cioè messo in “sicurezza“. Il 1 luglio 2014 Burchi parla con Alberto Rubegni, consigliere d’amministrazione dell’Autostrada Torino-Milano: “Il nostro Perottibus – dice – ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco”. Non solo. Ha vinto “anche il nuovo palazzo dell’Eni a San Donato e c’ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita”. Quel Lupi è riferito a Luca, il figlio del ministro Ncd.

L’INTIMITA’ DI PEROTTI COL MINISTRO

Nell’intercettazione i due dicono: “Ho visto Perotti l’altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?”.

LA DIFESA DI LUPI: “MAI CHIESTO DI FAR LAVORARE MIO FIGLIO. NON E’ MIO COSTUME”

“Non ho mai chiesto all’ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato”. E’ questo il commento del ministro Maurizio Lupi dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni che lo riguardano nell’ambito dell’inchiesta “Sistema” della procura di Firenze”.

“Mio figlio Luca – spiega Maurizio Lupi – si è laureato al Politecnico di Milano nel dicembre 2013 con 110 e lode dopo un periodo di sei mesi presso lo studio americano Som (Skidmore Owings and Merrill LLP) di San Francisco, dove era stato inviato dal suo professore per la tesi. Appena laureato – aggiunge il ministro – ha ricevuto un’offerta di lavoro dallo stesso studio per la sede di New York”.

“In attesa del visto per lavorare negli Stati Uniti (un primo visto l’ha ricevuto nel giugno 2014, subito dopo il matrimonio, per ricongiungimento con la moglie che è ricercatrice in Italia e in America ha lavorato da febbraio 2014 a febbraio 2015 presso lo studio Mor di Genova con un contratto a partita Iva per un corrispettivo di 1.300 euro netti al mese. Nel gennaio 2015 gli è stata reiterata l’offerta dello studio Som, gli è quindi finalmente arrivato il visto e dai primi di marzo mio figlio lavora a New York”, ha concluso l’esponente del governo.

STEFANO PEROTTI: “MICHELE EMILIANO E’ TERRIBILE”

Nel febbraio 2014, Stefano Perotti “mostra alla moglie tutta la sua preoccupazione per la possibilità che Maurizio Lupi non sia confermato come ministro per le infrastrutture” e, riferendosi alla possibilità che possa essere nominato al suo posto Michele Emiliano, commenta: “No, il rischio è questo Emiliano, che sarebbe un magistrato, che è terribile”. Lo scrive il gip di Firenze nell’ordinanza per l’inchiesta sui grandi appalti.

IL DIRETTORE DEI LAVORI SU ZANONATO: “UN MACELLO”

Un po’ di tempo prima, nel 2013, ricorda ancora il gip, “dopo le annunciate dimissioni dei ministri Pdl/Fi (fra i quali Maurizio Lupi) Ercole Incalza anticipa” a Perotti “che l’incarico di ministro ad interim verrà ricoperto dal ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato”. Perotti commenta: “Un macello”. E Incalza di risposta: “Un macello sì, va buo'”.

Nel 2014, la possibile esclusione di Lupi dal Governo, continua il gip, fa emergere la preoccupazione di Perotti, che a Franco Cavallo mostra l’esigenza di “chiudere le ultime pratiche”. “Non è chiaro – scrive il gip – a quali “ultime cose” o “ultime pratiche” alluda Perotti, quello che appare certo è che esse debbano essere “fatte” o “chiuse” prima che sia nominato un diverso ministro dell’Infrastrutture e che, pertanto, la presenza di Maurizio Lupi in tale dicastero sia una condizione essenziale per realizzarla”.

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