Caso De Luca, le intercettazioni che fanno clamore

Il governatore Vincenzo De Luca e il giudice Anna Scognamiglio
Il governatore Vincenzo De Luca e il giudice Anna Scognamiglio

“Se quelle conversazioni come riportate dai giornali non sono vere, due sono i casi: o sono state trasmesse da chi ha interessi, anche politici, alla diffusione di notizie false, o queste intercettazioni esistono, e stanno da qualche altra parte. E’ comunque una vicenda che desta inquietudine”. Lo dice l’avvoccato Giovanbattista Vignola, legale del giudice Scognamiglio in merito alle intercettazioni diffuse. 

L’avvocato Vignola invita la magistratura a svolgere immediate indagini per accertare le responsabilità della “diffusione di intercettazioni che – dice – sembrano essere difformi dal vero”. “La procura – ha aggiunto l’avv. Vignola – ha il diritto di negare agli avvocati l’accesso agli atti quando questi sono segreti. Ma quando ci troviamo di fronte a una fuga di notizie dovrebbe essere un diritto della difesa entrare in possesso delle carte. Occorrerebbe una norma che lo stabilisse. Ciò che avviene è irriguardoso, paradossale e offensivo nei confronti dei diritti della difesa e delle garanzie del cittadino”, conclude il penalista.

LE INTERCETTAZIONI – ”Io non faccio il direttore generale e va bene, però tu non farai il presidente della Giunta regionale. Io perdo 5 tu perdi 100”. Così Guglielmo Manna si esprimeva in una intercettazione ambientale in un’auto parlando con l’avvocato Gianfranco Brancaccio, uno degli indagati, il 20 agosto scorso.  Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio (una dei componenti del collegio del tribunale di Napoli chiamata a decidere sulla sospensione di De Luca), come spiegano gli investigatori, fa riferimento alla decisione favorevole al presidente della Regione del 17 luglio.

”Aveva fatto quello che avevano chiesto loro – è la sintesi degli investigatori della squadra mobile – senza ottenere fino a quel momento alcuna controprestazione e che adesso, con questa seconda occasione (a proposito di un nuovo ricorso contro De Luca presentato da un gruppo di ex consiglieri del centrodestra assegnato al collegio di cui fa parte la moglie) voleva risposte certe altrimenti lui non avrebbe fatto il direttore generale, ma Vincenzo De Luca non avrebbe fatto il presidente della Regione Campania”.

Questo il passaggio della intercettazione: ”Che io non faccio il direttore generale e va bene, però tu non farai il presidente della della giunta regionale, mi pare il discorso è un poco…e io perdo, io perdo 5 e tu perdi 100”. Secondo gli inquirenti, Manna aspirava a un incarico di rilievo nel settore della sanità campana.

Nella stessa conversazione, Manna accenna al nuovo ricorso di cui dovrebbe occuparsi la Scognamiglio. Spiega che una collega di lei ”ha fatto in modo di gestire le carte in modo che ad Anna (Scognamiglio, ndr) tocca praticamente il ricorso abbinato come relatore e praticamente Anna già adesso la settimana prossima deve fissare l’udienza sul giudizio principale”.

”A questo punto voglio capire, perché io i patti li ho rispettati, e si è fatto quello che si era detto”. Così Guglielmo Manna il 20 agosto scorso intercettato. ”Ora sta a loro giocare…”, aggiunge il suo interlocutore, l’avvocato Gianfranco Brancaccio, tra gli indagati.

Non trova riscontro, invece, in Procura a Roma, l’intercettazione, riportata dai quotidiani, tra il giudice civile Anna Scognamiglio, del tribunale di Napoli, e il marito Guglielmo Manna secondo la quale lui avrebbe detto “E’ Fatta”. Negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio viene spiegato che quella intercettazione non esiste negli atti al vaglio della magistratura romana.

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