Aldo Moro, rivelazioni "scottanti" intreccio Br e 'Ndrangheta

Aldo Moro, rivelazioni "scottanti" intreccio Br e 'Ndrangheta
Aldo Moro

A 37 anni dall’omicidio dello statista Dc Aldo Moro, ci sarebbero delle nuove ed esplosive rivelazioni nel rapimento e nell’uccisione del leader democristiano per mano delle Br.

Si tratta di rapporti tra le Brigate rosse e la ‘ndrangheta, quest’ultima con un ruolo che non sarebbe secondario nel caso che sconvolse il paese nel ’78.

Lo segnala la relazione della commissione d’inchiesta bicamerale che fa il punto sul lavoro finora svolto. Nuovi elementi di interesse sarebbero emersi durante la collaborazione avviata con le Procure di Milano, Brescia e Reggio Calabria. Diversi indizi sono stati raccolti in merito alla notizia, circolata in ambienti ‘ndranghetisti, dell’esistenza di un’arma “sporca” impiegata a via Fani nel rapimento di Aldo Moro e l’uccisione della scorta.

Il camorrista Raffaele Cutolo, ascoltato in carcere da alcuni esponenti della Commissione, avrebbe riferito di aver appreso durante la sua detenzione da un boss della ‘ndrangheta di contatti intercorsi, con riferimento al sequestro di Aldo Moro, tra le Brigate Rosse e ambienti ‘ndranghetisti in relazione al reperimento di armi.

La Commissione ha accertato che nel carcere in cui all’epoca si trovava Cutolo vi era un solo detenuto appartenente alla malavita organizzata calabrese, il cui nome era compatibile con quello riferito dalla stesso Cutolo”.

Non è certo una novità il dibattito su presunti rapporti tra ‘ndrangheta e bierre: nel 1993 – scrive Repubblica – si è svolto il processo Moro quater che ha avuto come oggetto proprio la presenza o meno del ‘ndranghetista Antonio Nirta tra rapitori di Aldo Moro. Il suo nome fu fatto dal pentito Saverio Morabito al pm Alberto Nobili.

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