Appalti illeciti sui rifiuti, arrestato il presidente della provincia di Caserta

Appalti illeciti, arrestato Angelo Di Costanzo
Angelo Di Costanzo

La Guardia di Finanza e i carabinieri di Caserta hanno eseguito arresti nell’ambito di un’inchiesta sull’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del Casertano.

Tra i destinatari dei provvedimenti imprenditori e politici, fra i quali il presidente della Provincia di Caserta, Angelo Di Costanzo (Fi), per fatti che inerenti quando era sindaco di Alvignano.

Arrestati anche l’attuale sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello (Pd) e l’ex sindaco di Casagiove, Elpidio Russo, l’assessore all’Ambiente Simone Giannetti e il comandante della polizia municipale Franco Vincenzo Mario, entrambi di Alvignano. Custodia cautelare anche per Pietro Andrea Cappella, presidente del consorzio di bonifica Sannio-Alifana, l’imprenditore di San Potito Sannitico Luigi Imperadore e due funzionari dell’ufficio tecnico di Piedimonte Matese, Pietro Terreri ed Ernesto Palermiti.

Complessivamente sono venti le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
Tra gli imprenditori figura anche il titolare della Impresud, Francesco Iavazzi, azienda che si occupa di servizi ambientali. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Secondo l’accusa citata da Repubblica.it, gli arrestati avrebbero ottenuto l’assunzione di amici e parenti, oltre a buoni benzina, auto di lusso e altri regali: ad elargire favori e assunzioni sarebbe stato il Gruppo Termotetti, riconducibile a Imperadore, una ditta della zona che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, che in cambio avrebbe così ottenuto l’assegnazione degli appalti. L’azienda si è aggiudicata, tra il 2013 e il 2015, le gare di appalti ad Alvignano, Piedimonte Matese e Casagiove.

Viene definita dagli inquirenti un’associazione a delinquere che aveva come obiettivo condizionare gli affidamenti degli appalti per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, corrompere pubblici ufficiali e truffare gli enti. Tra i reati contestati figura anche l’abuso d’ufficio. Complessivamente, arrestati compresi, gli indagati sono 35.
Le trentacinque persone indagate avrebbero agevolato la Termotetti S.a.s e altre società riconducibili allo stesso gruppo che opera in vari settori e in varie regioni italiane.

Al Consorzio Stabile Sannio Appalti si è aggiudicato, con le stesse modalità, l’appalto dei lavori al lotto di Presenzano I presso il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, diretto da Pietro Andrea Cappella, che figura tra le venti persone arrestate.

In alcune occasioni, secondo quanto emerge dalle indagini, i bandi di gara per l’assegnazione degli appalti venivano disegnati “ad hoc”, direttamente in una delle aziende candidate, la Termotetti, e poi fatti pervenire ai rappresentanti delle amministrazioni comunali che li pubblicavano in maniera quasi integrale, avvantaggiando la società a danno delle altre.

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