Appalti, tangenti e ‘ndrangheta. 14 arresti in Lombardia

Appalti e tangenti, 14 arresti in LombardiaI finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno arrestato 14 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione di subappalti di opere pubbliche realizzate in Lombardia, di natura fiscale (nella forma dell’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e delle indebite compensazioni), truffa ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e complessi societari, nonché illecita concorrenza realizzata attraverso minaccia e violenza.

L’ordinanza di custodia cautelare, è stata emessa dal gip del Tribunale di Milano, Alessandra Simion che ha condiviso l’impianto accusatorio formulato dalla Dda presso la Procura milanese nelle persone del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Bruna Albertini.

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Milano hanno consentito di ricostruire le condotte della presunta associazione a delinquere, formata da vari imprenditori, anche avvalendosi di diverse società del settore dell’edilizia che, formalmente intestate a soggetti “prestanome” e apparentemente prive di legami tra loro, sarebbero risultate riconducibili al sodalizio che avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta.

Nel corso dell’operazione, chiamata “Underground”, che ha visto impegnati un centinaio di finanzieri, sono state eseguite numerose perquisizioni. Sono state accertate violazioni per circa 20 milioni di euro.  

Tra le “commesse incriminate” ci sono gli appalti relativi alla linea ferroviaria che collega il Terminal 1 al Terminal 2 di Malpensa. Tra gli arrestati figurano Davide Lonardoni, di Nord Ing, controllata di Ferrovie Nord; il presunto “faccendiere” bresciano Alessandro Raineri; l’imprenditore bergamasco Pierino Zanga, dipendente delle società ritenuto il “dominus” del circuito di ditte aggiudicatrici.

E poi Salvatore Piccoli, imprenditore originario di Catanzaro, Pierluigi Antonioli, Giuseppe Colelli; l’imprenditore bergamasco Venturino Austoni; Antonio Stefano e Graziano Macrì, ritenuti dagli investigatori vicini a clan della ‘ndrangheta.

In manette anche l’imprenditore Giuseppe Gentile, originario di Reggio Calabria, il commercialista Giuseppe Tarantini. Ai domiciliari sono finiti il dipendente della Nord_Ing, Massimo Martinelli, Gianluca Binato, dipendente di della società Itinera, e l’imprenditore Livio Peloso.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare violazioni penali-tributarie, attività distrattive del patrimonio di alcune società coinvolte, in relazione alle quali il Tribunale ha dichiarato il fallimento delle stesse: i rispettivi titolari di fatto risultano indagati anche per reati di bancarotta fraudolenta.

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