Alitalia, nominati i commissari. Dallo Stato 600 milioni: “Un prestito”

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Da sinistra i tre commissari Alitalia Stefano Paleari, Enrico Laghi e Luigi Gubitosi (Ansa)

Nominati i tre commissari di Alitalia che dovranno guidare la compagnia fuori dalle secche. Si tratta di Luigi Gubitosi (ex dg Rai), Enrico Laghi (commissario Ilva)e Stefano Paleari (esperto di trasporto aereo).

E’ la seconda volta dal 2008 che l’ex compagnia di bandiera va in amministrazione straordinaria. Quest’anno la condizione si è verificata dopo la bocciatura del referendum da parte dei lavoratori di Alitalia sul piano di salvataggio proposto dal vecchio cda, con cui la società doveva ricapitalizzare e rimettere le ali alla storica compagnia.

Ora il problema è garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e garantire l’operatività della società fino a quando non s’intravede il sereno all’orizzonte. Il governo, per adesso darà un prestito ponte di 600 milioni di euro, ma c’è chi si dice “prudente” a dare ancora aiuti di stato alla compagnia, oggi privata, che negli anni ha spillato ai contribuenti italiani oltre 8 miliardi di euro, se si considerano i seicento di oggi come “prestito ponte”: sei mesi sono l’arco temporale per rimettersi in “volo”.

“Cercheremo come prioritario il fatto che si compri l’insieme dell’azienda in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla”, ha detto il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, parlando di Alitalia a Radio Anch’io.

“Oggi non ci sono trattative sul tavolo, i commissari devono predisporre un programma ed è previsto che entro 15 giorni inizino ad aprire alle manifestazioni di interesse”. “Quando arriveranno le valuteremo”, ha aggiunto Calenda indicando la necessità  di “un’alleanza con un’azienda del trasporto aereo”.

Poi a proposito di una possibile quota dello Stato in Alitalia proposta anche dall’ex premier Renzi: “Il Governo ha escluso la nazionalizzazione di Alitalia – ha spiegato -, e credo che i cittadini, che hanno pagato 7,5 miliardi, più questo prestito ponte, quindi 8 miliardi” per Alitalia, “sono molto attenti a come vengono usati i loro soldi e dobbiamo essere noi molto attenti a come vengono usati”, ha concluso il ministro.