Grecia, Atene vuole dalla Merkel i danni di guerra: 11 miliardi di euro più i tesori rubati dai nazisti

Il presidente del Parlamento greco Zoe Constantopoulou
Il presidente del Parlamento greco Zoe Constantopoulou

La Grecia da paese indebitato potrebbe diventare un paese “creditore” nei confronti di Berlino. Atene chiede che la Germania risarcisca i danni provocati durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Parlamento greco ha approvato stamani all’unanimità la proposta del proprio Presidente, Zoe Constantopoulou, per la ricostituzione ed il rilancio di una Commissione Interparlamentare per la rivendicazione dei danni di guerra causati al Paese dai tedeschi durante il secondo conflitto. Non solo: Atene chiede anche la restituzione del prestito forzoso fatto da Atene al III Reich (almeno 11 miliardi di euro odierni secondo un recente rapporto ufficiale ellenico) e il ritorno in Grecia delle antichità rubate dai tedeschi.

Tsipras avverte, “Andremo fino in fondo” – Nel corso del dibattito, il premier Alexis Tsipras ha affermato che la questione dei risarcimenti dei danni di guerra “è molto tecnica e delicata”, ma ha anche ribadito che è un dovere andare sino in fondo. Da parte loro, tutti i rappresentanti dei partiti hanno sottolineato quanto sia importante seguire una linea strategica nazionale a livello politico e legale per ottenere il risultato voluto.

La Grecia è pronta a dare battaglia. Il ministro della Giustizia Nikos Paraskevopoulos è arrivato a ventilare l’ipotesi di firmare l’attuazione forzosa della sentenza emessa nel 2000 dall’Areios Pagos, il Tribunale Supremo della Grecia, che prevede la confisca dei beni tedeschi in territorio greco e riguarda il risarcimento dei parenti delle vittime dei nazisti a Distomo, un villaggio della Beozia, in cui il 10 giugno 1944 le SS uccisero 218 persone, tra cui diversi bambini, come rappresaglia dopo un attacco di partigiani. La Germania non ha mai pagato alla Grecia vere e proprie riparazioni generali di guerra che, secondo alcune stime, ammonterebbero a 70 miliardi di euro attuali. Negli Anni Sessanta Bonn si limitò a versare 115 milioni di marchi come forma di assistenza alla Grecia.

Il governo tedesco guidato da Angela Merkel ritiene “politicamente e giuridicamente chiusa la questione delle riparazioni di guerra”. Il portavoce dell’esecutivo Steffen Seibert, durante una conferenza stampa a Berlino aggiunge che “non so se le dichiarazioni del premier greco siano proprio esatte o se sono state iper-interpretate”.

In ogni caso, ha sottolineato il portavoce “abbiamo davanti a noi una strada difficile con la Grecia, sulla quale dovremmo concentrarci per il bene dei cittadini”. La Germania “è assolutamente consapevole della sofferenza arrecata a tanti paesi nella seconda guerra mondiale, ma questo non cambia la posizione del governo sulle riparazioni”.

Il funzionario ha anche fatto capirte che simili rivendicazioni non avranno alcun effetto sul negoziato che Atene e l’Ue stanno conducendo sul rifinanziamento del debito ellenico. Le minacce sulle confische di beni tedeschi all’estero “non influenzano la nostra posizione” nel confronto sul programma di aiuti, ha tagliato corto Siebert