Lega, è lotta continua tra Tosi e Salvini. E il Pd si frega le mani

Flavio Tosi Luca Zaia eterni duellanti nella Lega

 

 

Slitta di un giorno l’ultimatum di Matteo Salvini a Flavio Tosi. Uno spostamento che avrebbe come obiettivo il tentativo di “ricucire” dopo lo strappo tra i due leader della Lega; il primo a favore della candidatura di Luca Zaia a governatore del Veneto, il sindaco di Verona molto perplesso sulle modalità che hanno portato alla formazione delle liste per le prossime elezioni di maggio. E tra i due litiganti, alle prossime elezioni di maggio, a godere è Alessandra Moretti del Pd che guarda lo “spettacolo” fregandosi le mani. “Non dovrà fare neanche campagna elettorale”, commentano amari ambienti del centrodestra.

Una settimana tesissima per il Carroccio che vive momenti di forte fibrillazione interna che rischiano di “regalare” la vittoria al Pd di Renzi. Nel pomeriggio, dopo l’ennesimo tira e molla, è spuntata anche una che Tosi avrebbe recapitato a Salvini per “mediare”. Ma da via Bellerio smentiscono. “Matteo Salvini non ha ricevuto alcuna lettera inviatagli da Flavio Tosi con proposte di mediazione. Il segretario è sempre pronto a valutare una proposta che tenga però conto di quanto stabilito dall’ultimo consiglio federale”. Allo stesso tempo, fonti vicine al sindaco veronese affermano di “non essere a conoscenza di documenti” inviati da Tosi.

La riunione di lunedi del Comitato di disciplina deputato a decidere sulle espulsioni, aveva rinviato ogni decisione a oggi pomeriggio ma non s’è fatto nulla. Ieri è anche scaduto “l’ultimatum” del Consiglio federale che ha sancito l’incompatibilità tra chi fa parte della Fondazione di Flavio Tosi, il sindaco “ribelle” di Verona e la militanza nel Carroccio.

Intanto Salvini, in uno dei tanti passaggi quotidiani sui media, rispondendo alle domande dei cronisti afferma con sicurezza, che non esiste “nessun rischio di perdere il Veneto: Zaia ce la fa anche se mi candido io, Gesù bambino e tutti quanti messi assieme, per quello che ha fatto”. La guerra intestina di questi giorni fa apparire invece un quadro molto diverso rispetto alle convinzioni del leader leghista.

Il fedelissimo di Tosi, Matteo Toscani butta comunque acqua sul fuoco delle polemiche: “A mio avviso – dice – dovrebbero fare un passo indietro tutti e tre, Salvini, Tosi e Zaia, per motivi diversi, se lo facessero, si ricomporrebbe la frattura e andremmo vincenti verso le elezioni di maggio”.

“Tosi – ha spiegato il fondatore del gruppo “Impegno veneto” – è piuttosto avvilito e demoralizzato per la situazione, non solo per lui e per chi lo sostiene, ma anche per la Lega”.

Se la commissione presieduta da Bossi voterà per l’espulsione di Tosi che non appare intenzionato a rinunciare alla sua Fondazione, è “probabile, anzi inevitabile – secondo Toscani – che Tosi si candidi lo stesso alle prossime elezioni regionali. L’auspicio è che non accada.

L’uscita di Tosi dal partito sarebbe devastante per la Lega, perché favorirebbe una vittoria della candidata di Renzi in Veneto (Alessandra Moretti, ndr), che è sempre stato governato bene dal centro-destra e sarebbe un peccato perderlo per lotte intestine. È una rottura non ancora consumata, ma evidente e tangibile”.