Gratteri: “Se ci fosse la volontà politica, ‘ndrangheta sconfitta in 5 anni”

Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

“Se ci fosse la volontá politica la ‘ndrangheta si sconfigerebbe in cinque o sei anni”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri nel corso di una intervista a Maurizio Costanzo andata in onda domenica sera su Rete4.

Il magistrato antimafia è tornato sulla necessità di modifiche al codice penale e altre norme per potere essere incisivi nella lotta contro la mafia. Modifiche che Gratteri chiede da anni senza tuttavia trovare “sponde” favorevoli in parlamento.

Intanto, oltre al contrasto diretto, meglio puntare a sensibilizzare i giovani alla cultura legalitaria.  “Nel tempo libero – ha detto – vado nelle scuole per dire agli alunni la convenienza a non delinquere”. Non sono insegnamenti di “etica e morale”, ma solo convenienza a camminare sull’altra sponda della legalitá.

L’elemento sospetto che rivela se un uomo è potenzialmente uno ‘ndranghetista, o con mentalità border line “è il silenzio”, ha spiegato Nicola Gratteri a Maurizio Costanzo. Uomini che si confondono, “si vestono come me e lei. Sono laureati, sono architetti, ingegneri…”, professionisti. Apparentemente persone comuni, quasi insospettabili se non fossero traditi dal loro “silenzio”,  dal “dire e non dire”. Un identikit che alle latitudini meridionali, Calabria in particolare, circola in moltissimi ambienti.

Parlando del suo ultimo libro scritto con Antonio Nicaso, “Padrini”, Gratteri ha rivelato che i suoi volumi sono molto letti in carcere. Molti imputati nei processi di mafia, a domande dei pm su dove avessero appreso della scala gerarchica delle mafie, questi hanno risposto di averlo appreso dai testi del procuratore.