Rigopiano, segnalati dirigenti pubblici. Caos nei soccorsi

Correlati

L'Hotel Rigopiano in una foto scattata da vigili fuoco dall'elicottero
L’Hotel Rigopiano in una foto scattata da vigili fuoco dall’elicottero

A cinque giorni dall’anniversario della tragedia di Rigopiano, con 29 morti e 11 scampati alla valanga, emergono nuovi particolari che testimoniano il caos di quei momenti. Con una regione sotto metri di neve, morti per freddo e monossido, stalle crollate, 300mila senza luce, può accadere che gli allarmi siano fraintesi.

I carabinieri forestali hanno segnalato alla Procura di Pescara due dirigenti pubblici, il responsabile sala operativa 118 e una funzionaria della Prefettura: segnalati per omissione d’atti d’ufficio, al momento non si hanno riscontri sul fatto che siano o meno nel registro degli indagati.

Agli atti stralci di due telefonate, una della funzionaria con l’operatore del 112 dei carabinieri – a generare confusione è quanto accaduto a Farindola dove i soccorsi erano intervenuti al mattino in una struttura agricola – l’altra del 118 all’amministratore dell’hotel che conferma come sia tutto a posto, ma al quale non è stato espressamente chiesto dove si trovasse e se sapesse nulla di una valanga.

Potrebbero interessarti


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Questo sito, per scelta, non intende monetizzare mostrando fastidiosi e invasivi banner pubblicitari che irritano l'utenza. Si sostiene grazie alle donazioni dei lettori.

Altre news

Attentato a Ranucci, prese 4 persone. “Pagati per agire in trasferta”. Caccia ai mandanti

Svolta nelle indagini sull'attentato al conduttore di Report. Presunti esecutori sono campani che sono stati pagati per compiere l'attacco lo scorso ottobre a Pomezia. La Dda di Roma contesta anche il metodo mafioso. Il giornalista: "Ora capire se ci sono altri livelli". Fondamentali l'incrocio delle riprese di videosorveglianza e i tabulati telefonici

DALLA CALABRIA

Incendiarono locale a Vicenza per incassare l’assicurazione, 5 arresti tra cui tre calabresi

Le indagini della Polizia e della Guardia di finanza hanno portato al fermo in carcere dei proprietari e di tre presunti complici assoldati a Reggio Calabria