Sono sei, al momento, le vittime dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio sulla strada statale 79 Ternana al confine tra Lazio e Umbria, all’altezza del Lago di Ventina. Un pullman si è scontrato frontalmente con un camper che procedeva in direzione opposta. Coinvolte anche tre auto che non sono riuscite a evitare l’impatto con i mezzi nel tratto compreso tra lo svincolo di Colli sul Velino e quello di Piediluco. Una vettura si è ribaltata.
I feriti sono una trentina, di cui tre gravi. Il bilancio non è ancora definitivo. Un uomo è in condizioni disperate all’ospedale di Perugia. La direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera di Perugia ha comunicato che il paziente, di 58 anni, residente nel Lazio, è attualmente ricoverato in prognosi riservata in terapia intensiva.
Il paziente ha riportato un grave trauma cranico. Le condizioni cliniche permangono critiche: è in vita, sottoposto a ventilazione meccanica, in sedazione e in trattamento con le specifiche terapie intensive previste dal quadro clinico. La direzione sanitaria informa, inoltre, di aver attivato il servizio di supporto psicologico a favore dei familiari del paziente.
Nell’ospedale di Terni due persone sono al momento ricoverate in rianimazione, in condizioni stazionarie, tre in osservazione e quattro sono stati dimessi questa mattina.
Le indagini sono affidate alla polizia stradale di Terni con il supporto della polizia stradale di Rieti. Sul posto si è recato il pm di turno della procura di Terni che in base ai primi accertamenti potrebbe aprire un fascicolo per omicidio stradale oppure per omicidio colposo plurimo.
Il drammatico incidente sulla statale 79 Ternana è avvenuto in territorio laziale, all’uscita della galleria di Greccio. Sul pullman turistico viaggiavano venti persone. L’intera zona era stata interessata da un intenso acquazzone e da forti raffiche di vento che hanno causato anche la caduta di alberi sulla carreggiata.
Chi sono le vittime
Si tratta dei coniugi Giampiero Colasanti, di Narni (Terni), di 68 anni, e Daniela Bellanca, di 59, che erano a bordo del camper. I due, morti sul posto, tornavano da un week end in Abruzzo in provincia dell’Aquila, dove avevano partecipato a un raduno di bikers.
Nello scontro è morto anche Federico Romualdi, di Terni, di 49 anni, conducente del bus navetta che trasportava i turisti alla Cascata delle Marmore. Tra le vittime anche Stefania Laurenzi, di Roma, 49 anni, morta sul posto, e Paolo Cosci di Massa, di 51 anni, morto in ospedale, e la sua compagna, coetanea, Graziella Baldini, anche lei di di Massa. Questi ultimi erano a bordo del bus navetta.
La dinamica dell’incidente
Secondo una prima ricostruzione, fornita dalla Polizia stradale di Rieti citata dai media, che ha operando insieme a quella di Terni, competente per territorio, il camper, che viaggiava in direzione Terni, avrebbe invaso la corsia opposta da cui sopraggiungeva il pullman che stava percorrendo la superstrada in direzione opposta, dunque Rieti. La dinamica è tuttavia da accertare. L’impatto è stato frontale e molto violento, il camper è stato completamente disintegrato. Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche tre auto, una delle quali si è capovolta su un lato.
Lo schianto sulla Terni-Rieti, la vacanza finita in tragedia
È morto facendo il lavoro che amava mentre stava trasportando, alla guida di un bus-navetta da 40 posti, i turisti nell’area fra la Cascata delle Marmore e Piediluco.
Federico Romualdi, 49enne di Terni residente nella frazione di Torreorsina, avrebbe fatto il possibile, frenando fino a inchiodare, per evitare l’impatto con il camper che avrebbe invaso la sua corsia di marcia, domenica pomeriggio lungo la superstrada Terni-Rieti. Purtroppo non c’è riuscito ma forse quell’azione, anche istintiva, ha permesso di contenere un bilancio di vittime (sei) e feriti (34 di cui 19 già dimessi), comunque drammatico. L’uomo, dipendente di una ditta ternana di trasporti, lascia la moglie – con cui avrebbe festeggiato quest’anno i 25 anni di nozze – e due figli, uno poco più che ventenne e l’altro quasi maggiorenne. A bordo del camper finito contro il bus-navetta c’era una coppia di Narni: il 68enne Giampiero Colasanti – al volante – e la compagna 59enne Daniela Bellanca. Stavano tornando dall’Abruzzo, dove avevano trascorso il fine settimana partecipando a un raduno di bikers a San Pio delle Camere (L’Aquila). Colasanti, conosciuto da tutti a Narni e soprannominato “Scintilla” per le sue abilità professionali nel campo della meccanica, delle saldature e dell’elettronica, era uno dei punti di riferimento della Corsa all’Anello, tradizionale rievocazione storica della città. La compagna Daniela lavorava da tempo come commessa in un supermercato di Narni. Lasciano una figlia, Colasanti, e un figlio, Bellanca, avuti da precedenti relazioni. Il tragico schianto è costato la vita anche a un’altra coppia di coniugi, i 61enni Graziella Baldini e Paolo Cosci, toscani di Massa, che erano a bordo del bus. La prima è deceduta sul colpo, mentre lui è morto all’ospedale “Santa Maria” di Terni nonostante i tentativi dei sanitari. Cosci era titolare di un’impresa di infissi e la coppia, in gita in Umbria per visitare anche l’area della Cascata delle Marmore, era molto conosciuta nella città di origine. Lasciano due figli.
Tragico destino anche per un’altra passeggera del bus-navetta, la 59enne Stefania Laurenzi, di Roma, deceduta sul luogo dell’incidente. Con lei, in quella che doveva essere una gita spensierata in Umbria, c’erano il marito Massimiliano, che lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Perugia, e le due figlie della coppia, trasportate all’ospedale di Rieti con lesioni non gravi.
Sull’impatto la Procura della Repubblica di Terni, guidata dal procuratore capo Antonio Laronga, ha aperto un fascicolo per le ipotesi di omicidio stradale e lesioni personali colpose. Prevista l’autopsia sulle salme dei due conducenti – del camper e del bus navetta – per tentare di chiarire le cause dell’accaduto, la cui dinamica, secondo quanto si è potuto apprendere, sarebbe ritenuta relativamente chiara. Cordoglio è stato espresso, tra gli altri, dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, e dai sindacati che sottolineano, fra l’altro, “l’ennesimo caso di una vittima sul lavoro” e sollecitano maggiore sicurezza.