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Via libera dal Senato alla legge elettorale. Ora passa alla Camera. Proteste

Un momento nell'aula del Senato durante il voto del disegno di legge sulla Riforma elettorale, Roma, 15 Settembre 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Via libera dell’Aula del Senato alla riforma della legge elettorale con 113 sì. Ora il testo passa alla Camera.

Proporzionale con premio di maggioranza a chi supera almeno il 42% e preferenze con capolista bloccati: lo Stabilicum, secondo la definizione della maggioranza, Melonellum (per le opposizioni), assume così la sua forma definitiva in attesa dell’ultimo passaggio blindato alla Camera.

E’ un “grande passo avanti”, festeggia il presidente del Senato Ignazio La Russa mentre la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati si dice “ottimista” che a Montecitorio non ci sarà “nessuno scoglio” a frapporsi all’approvazione finale. Ma alla Camera – da qui a metà ottobre – si navigherà comunque a vista. Tanto che non è del tutto scontato che, alla fine, il governo opti per la fiducia, con voto palese, su ciascuno dei quattro articoli modificati del testo.

Il voto finale sarebbe comunque segreto – è il ragionamento che fa qualcuno nel centrodestra – e una caduta in quel voto comporterebbe direttamente la fine della legislatura mentre un inciampo più piccolo su un singolo emendamento potrebbe essere meno pesante.

Tutte considerazioni che si approfondiranno, comunque, nelle prossime settimane. Intanto si depositeranno un po’ le scorie delle tensioni e dello scontro che al Senato, sul provvedimento, non è stato di poco conto. In Aula, anche durante le dichiarazioni di voto finali, le scintille non sono mancate a partire dal botta e risposta tra il presidente La Russa e il capogruppo M5s Luca Pirondini che durante il suo duro intervento (“vi dò un consiglio nel listone metteteci Caroccia”, ha attaccato), ha sollevato un fac-simile della scheda elettorale con il contrassegno del partito della premier e la scritta ‘Fratelli di casta’. E poi quando le opposizioni dopo il voto hanno nostrato i cartelli con la scritta ‘No alla legge truffa’.

E’ una legge fatta “per paura di perdere”, è andato all’attacco nel suo intervento Matteo Renzi. “Avete previsto che il 42% possa far scattare un premio fino a 70 deputati e 35 senatori, ma che idea di democrazia è?”, ha scandito il capogruppo Dem Francesco Boccia accusando oltretutto il centrodestra di voler “cacciare le donne dal Parlamento”, togliendo la quota per i capilista.

A difesa della riforma tutto il centrodestra a partire da FdI. La Lega, rivendica che ora si fa “chiarezza sulla proposta politica delle coalizioni prima del voto”. La legge è “un punto di equilibrio serio e costituzionalmente sostenibile”, è stato detto.

Il centrodestra prova, dunque, a buttarsi alle spalle le fibrillazioni dei giorni scorsi in particolare sulle preferenze. “Auspico – suona allora come avvertimento l’intervento di Andrea De Priamo (FdI) – che i colleghi della Camera possano confermare questa scelta, perché siamo tutti parlamentari, sappiamo quanto sia impegnativo andare a cercare le preferenze, ma sappiamo anche quanto sia importante essere legittimati dal consenso popolare”.

La chiusura dell’oleodotto Est-Ovest in Arabia ha ridotto le vie di uscita per il petrolio saudita

La chiusura precauzionale da parte dell’Arabia Saudita dell’oleodotto East-West Pipeline (Petroline), attraverso il quale il paese trasporta petrolio verso i mercati internazionali senza utilizzare lo Stretto di Hormuz, sta limitando le alternative di esportazione e aumentando la pressione logistica sulle spedizioni di petrolio.

Secondo i dati dell’Agenzia statunitense per l’informazione energetica (EIA), citata da Anadolu agency -, la quantità di petrolio greggio e altri liquidi petroliferi che attraversano lo Stretto di Hormuz è diminuita da una media di 21,6 milioni di barili al giorno nell’ultimo trimestre del 2025 a 4,9 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre di quest’anno.

Durante questo periodo, il flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito di circa il 77%, aumentando l’importanza dell’oleodotto Est-Ovest, che trasporta il petrolio saudita al porto di Yanbu sulla costa del Mar Rosso, come rotta di esportazione alternativa. La chiusura precauzionale dell’oleodotto in seguito agli attentati del 10 settembre ha aumentato la pressione sulle rotte di esportazione del petrolio del paese verso i mercati internazionali.

Grafico di Anadolu tradotto in italiano

Il petrolio saudita trasportato tramite l’oleodotto fino a Yanbu può poi essere spedito verso diversi mercati. Le petroliere dirette a nord raggiungono i mercati del Mediterraneo e dell’Europa attraverso il Canale di Suez e l’oleodotto SUMED in Egitto, mentre lo stretto di Bab el Mandeb, nella parte meridionale del Mar Rosso, è fondamentale per le spedizioni verso l’Asia.

La chiusura dell’oleodotto Est-Ovest da parte dell’Arabia Saudita potrebbe causare una carenza di approvvigionamento di milioni di barili sul mercato.

Secondo i dati dell’EIA, la quantità di petrolio greggio e altri liquidi petroliferi transitati attraverso Bab al-Mandeb è stata di 5,4 milioni di barili al giorno nell’ultimo trimestre del 2025. Tale quantità è aumentata a 8,1 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre dell’anno.

Nel secondo trimestre dell’anno, la quantità di petrolio trasportata attraverso il Canale di Suez e l’oleodotto SUMED ha raggiunto i 5,8 milioni di barili al giorno. L’EIA afferma che l’aumento a Bab al-Mandeb è stato influenzato dalla deviazione del petrolio saudita dallo Stretto di Hormuz a Yanbu attraverso l’oleodotto Est-Ovest.

I dati di tracciamento delle petroliere mostrano anche un aumento delle spedizioni attraverso Yanbu, in concomitanza con le restrizioni nello Stretto di Hormuz. Secondo i dati di Vortexa, i carichi di petrolio greggio e condensato a Yanbu sono aumentati da 3,2 milioni di barili al giorno in agosto a 3,7 milioni di barili al giorno all’inizio di settembre.

Tuttavia, la chiusura dell’oleodotto Est-Ovest limita il trasporto di petrolio dall’Arabia Saudita orientale a Yanbu, e il Canale di Suez e l’oleodotto SUMED non costituiscono un’alternativa valida in grado di sostituire Petroline. In questa situazione, sta guadagnando terreno l’opzione di utilizzare i principali terminali di esportazione nel Golfo e di transitare il più possibile attraverso lo Stretto di Hormuz per consegnare il petrolio saudita ai mercati internazionali.

È possibile una riduzione di 3-4 milioni di barili.

Afshin Javan, ex rappresentante dell’OPEC in Arabia Saudita ed economista del settore energetico, ha dichiarato a un corrispondente dell’agenzia AA che l’Arabia Saudita gode di flessibilità operativa nel settore petrolifero, ma nelle condizioni attuali il principale vincolo si sta spostando sempre più dalla capacità produttiva alla capacità logistica.

Javan ha affermato che l’oleodotto East-West Pipeline ha una capacità di trasporto giornaliera di circa 7 milioni di barili, di cui circa 2 milioni vengono utilizzati nelle raffinerie e per la produzione di energia elettrica sulla costa occidentale, lasciando teoricamente una capacità di circa 5 milioni di barili disponibile per l’esportazione. Javan ha aggiunto che la chiusura dell’oleodotto metterebbe a rischio questa capacità.

Javan ha indicato che l’impatto effettivo sarebbe limitato se i transiti parziali attraverso lo Stretto di Hormuz continuassero e se l’interruzione del gasdotto Petroline fosse di breve durata.

Javan ha affermato che, se le restrizioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare e l’oleodotto rimanesse fuori servizio per un periodo prolungato, le esportazioni di petrolio saudita potrebbero subire una riduzione effettiva di circa 3-4 milioni di barili al giorno, aggiungendo che l’impatto reale dipenderebbe dalla durata del transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz.

Javan ha affermato che le scorte dell’Arabia Saudita in Asia, nel Mediterraneo e nell’Europa nord-occidentale potrebbero supportare le consegne ai clienti nel breve termine e che i trasferimenti da nave a nave, il reindirizzamento del carico e altre misure logistiche potrebbero fornire ulteriore flessibilità. Tuttavia, Javan ha sottolineato che queste non potrebbero sostituire in modo permanente un importante corridoio di esportazione.

Javan ha affermato che, se i rischi per la sicurezza nello Stretto di Hormuz e a Bab el Mandeb, nonché la chiusura di Petroline, dovessero persistere per un periodo prolungato, il principale collo di bottiglia sarebbe rappresentato dal trasporto del petrolio verso i mercati internazionali, piuttosto che dalla produzione stessa. Ha aggiunto che un’interruzione prolungata della produzione di diversi milioni di barili potrebbe aumentare la pressione al rialzo sui prezzi del petrolio e la volatilità del mercato.

I livelli delle scorte a Yanbu potrebbero limitare temporaneamente l’impatto dell’interruzione.

Jamie Ingram, responsabile editoriale del Middle East Economic Survey, ha spiegato che l’interruzione temporanea del gasdotto Petroline potrebbe essere gestita per un certo periodo grazie alle scorte presenti nei terminali di esportazione nel Mar Rosso.

Ingram ha sottolineato che aumentare le esportazioni dai terminali del Golfo a oltre 3 milioni di barili al giorno sarebbe logisticamente impegnativo.

Ingram ha spiegato che questa situazione ha costretto la compagnia petrolifera nazionale Saudi Aramco a utilizzare un metodo “navetta” per trasportare il petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz con un numero limitato di petroliere, aggiungendo che anche il parco petrolifero disponibile per queste operazioni era limitato.

Ingram ha affermato che, a causa della portata delle operazioni, si sono verificati anche maggiori vincoli logistici al largo delle coste di Fujairah e Sohar, e ha sottolineato che Aramco potrebbe riattivare la linea Est-Ovest con capacità ridotta in tempi relativamente brevi, ma il rischio principale è rappresentato da una ripetizione degli attacchi.

Ingram ha osservato che Yanbu è rimasto l’impianto di esportazione di petrolio più importante di Aramco durante tutto il conflitto, aggiungendo: “Il problema non è un singolo collo di bottiglia. Sebbene il sistema nel suo complesso abbia dimostrato una notevole resilienza, è sottoposto a forti pressioni. Nuovi tagli potrebbero rendere necessarie ulteriori riduzioni della produzione”.

Flavio Inocencio, socio della società di consulenza Helios Advisory, ha inoltre affermato che la rotta Est-Ovest rappresenta una delle alternative più importanti alle restrizioni nello Stretto di Hormuz e che altre opzioni, tra cui il Canale di Suez e la SUMED, non possono sostituire completamente tale rotta.

Inocencio ha osservato che le attuali riserve petrolifere di Yanbu potrebbero durare circa una settimana se non venisse garantito un nuovo flusso attraverso l’oleodotto, aggiungendo che l’Arabia Saudita potrebbe essere costretta a limitare ulteriormente la produzione se l’interruzione si prolungasse e le opportunità di esportazione si riducessero.

Inocencio ha osservato che le restrizioni nello Stretto di Hormuz, unitamente all’aumento dei rischi per la sicurezza intorno a Bab al-Mandeb, potrebbero ulteriormente aggravare la tensione sul mercato fisico del petrolio.

I servizi segreti della NATO trovano prove che collegano Kiev al drone di Lipsia

I servizi segreti degli Stati membri della NATO, dopo aver indagato sulle circostanze dell’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia (non esploso), hanno informato le autorità nazionali che non vi erano prove di un coinvolgimento russo; al contrario, hanno indicato una “traccia ucraina”. Lo ha afferma l’ufficio stampa del Servizio di intelligence estera russo (SVR) citato dalla Tass.

L’SVR ha osservato che “molti in Occidente fingono soltanto di credere alla leadership tedesca, che ha incolpato senza fondamento la Russia per il recente ‘incidente del drone’ all’aeroporto di Lipsia, in Germania”. “Pubblicamente, gli alleati esprimono completa solidarietà con Berlino, che sarebbe diventata vittima di una ‘provocazione russa’. Tuttavia, dietro le quinte, le cose appaiono ben diverse”, ha sottolineato la dichiarazione.

“Secondo informazioni attendibili in possesso dell’SVR, i servizi segreti degli Stati membri della NATO hanno informato le rispettive autorità nazionali che non vi era la minima prova di un coinvolgimento russo. Al contrario, hanno indicato numerosi indizi di una ‘traccia ucraina’. Alle agenzie governative è stato consigliato di astenersi dal rilasciare dichiarazioni definitive, e certamente non pubbliche, sulla colpevolezza di Mosca”, ha sottolineato l’ufficio stampa.

Tuttavia, l’SVR ha osservato che la leadership tedesca non era soddisfatta della posizione cauta degli alleati. “Nonostante gli avvertimenti delle agenzie di intelligence della NATO, le autorità tedesche hanno scelto di muovere accuse generalizzate contro la Russia [in merito all’incidente di Lipsia]. Il motivo principale è giustificare l’ingente spesa per la militarizzazione della Germania nell’ambito del bilancio 2027”, ha spiegato il Servizio di intelligence estera russo.

L’ufficio stampa ha inoltre sottolineato che, come hanno dimostrato gli eventi successivi, gli elettori tedeschi non sono così ingenui. “I risultati delle elezioni statali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt (vinte dal partito di opposizione ‘Alternativa per la Germania’ – AdF) hanno dimostrato che la provocazione anti-russa delle autorità non ha avuto successo. Le prossime elezioni del 20 settembre nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino rappresenteranno un’ulteriore sfida per il cancelliere tedesco Friedrich Merz”, ha concluso l’SVR.

Giovane trovato con droga nel Crotonese, arrestato

I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, supportati dal personale specializzato del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, nel corso di un servizio di polizia giudiziaria finalizzato al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti, hanno arrestato in flagranza di reato un 18enne residente nel posto e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso di una perquisizione presso il suo domicilio i militari hanno trovato e sequestrato circa 191 grammi di hashish e circa 8,1 grammi di cocaina, insieme a un bilancino di precisione e una carta di credito con evidenti tracce di sostanza stupefacente, oltre a 200 euro che gli investigatori ritengono essere provento dello spaccio.

Su disposizione del sostituto procuratore di turno della Procura della Repubblica di Crotone l’arrestato è poi stato condotto presso la casa circondariale di Crotone a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nel corso delle attività di controllo del territorio i carabinieri hanno anche denunciato un 22enne per il reato di fuga pericolosa, non avendo rispettato l’alt dei militari.

Al ventiduenne sono state contestate anche altre violazioni tra cui la mancanza della copertura assicurativa, la guida con patente scaduta, il superamento dei limiti di velocità e manovre di sorpasso vietate, per un ammontare complessivo di circa 1.210 euro di sanzioni amministrative.

‘Ndrangheta, confiscati 162 milioni di beni a tre imprenditori

Beni per oltre 162 milioni di euro sono stati sottoposti a confisca definitiva dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Catanzaro nei confronti di tre imprenditori catanzaresi Antonio, Giuseppe e Daniele Lobello.

I tre erano stati coinvolti nell’inchiesta “Coccodrillo” sviluppata dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro con il coordinamento della Dda, sui presunti legami intrecciati con le famiglie di ‘ndrangheta dei Mazzagatti di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), Arena di Isola Capo Rizzuto e Grande Aracri di Cutro (Crotone), che nel tempo avrebbero consentito alle società dei tre imprenditori di assumere una posizione di assoluto rilievo nelle forniture di calcestruzzo e nell’assunzione di importanti commesse nel settore edile pubblico e privato e, al tempo stesso, di essere escluse da pretese estorsive di matrice mafiosa.

Da precedenti indagini su eventuali infiltrazioni mafiose sui lavori di ammodernamento del tratto Pizzo Calabro – Cosenza dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria sarebbe emerso lo svolgimento di un summit interprovinciale di ‘ndrangheta nel cantiere degli imprenditori stessi.

I tre, a conclusione del procedimento “Coccodrillo”, sono condannati in via definitiva per, a vario titolo, concorso esterno in associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, a pene variabili da 8 anni 10 mesi di reclusione ad anni 3 di reclusione.

I conseguenti approfondimenti di natura economico-patrimoniale, condotti dagli investigatori del Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, hanno consentito di disvelare, oltre ad un ingente patrimonio intestato agli imprenditori ed ai familiari, la sostanziale disponibilità di un ventaglio di società e di consorzi, spesso ritenuti schermati da prestanome, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Tra i beni sotto confisca, divenuta definitiva, figurano numerose unità immobiliari e svariati appezzamenti di terreno, quote di partecipazione in diverse società di capitali con sede a Catanzaro e provincia ed anche a Firenze, operanti nel settore dell’edilizia pubblica e privata, e patrimoni aziendali, tra i quali figurano un importante cantiere per la produzione del calcestruzzo a Catanzaro, automezzi e rapporti bancari.

240mila studenti tornano in classe, vietato l’uso del telefono

banchi sedie aula scuola

Prima campanella questa mattina per 240.859 studenti calabresi che iniziano quindi l’anno scolastico 2026/2027.

La provincia con il maggior numero di alunni, secondo i dati regionali, è Cosenza con 84.439, seguita da Reggio Calabria con 68.996, Catanzaro con 44.166, Crotone con 23.385 e Vibo Valentia con 19.873.
Sono invece 145.099 quelli che frequentano gli istituti comprensivi e 86.034 le scuole secondarie di secondo grado.
Altri 5.995 sono negli istituti omnicomprensivi e 3.731 nei convitti nazionali.
La fotografia dell’anno appena iniziato si accompagna, però, a quella del progressivo calo delle nuove generazioni.

Tra il 2025 e il 2028 la popolazione calabrese tra zero e 19 anni è prevista in diminuzione del 5,9%. La contrazione più forte riguarda i bambini tra 5 e 9 anni, con un calo del 10,18%, oltre uno su dieci. Nella fascia della scuola primaria la flessione più consistente è prevista a Catanzaro (-11,65%), seguita da Cosenza (-11%), Reggio Calabria (-9,08%), Crotone (-9,06%) e Vibo Valentia (-8,48%).

Numeri che fanno da sfondo alle emozioni degli studenti tornati tra i banchi. “Siamo in ansia ed emozionati perché non sappiamo come sarà questa nuova avventura. Speriamo che vada bene e che i professori non pretendano troppo e siano bravi con noi”, raccontano alcuni ragazzi al loro ingresso all’Istituto tecnico industriale statale ‘Ercolino Scalfaro’ di Catanzaro.

Per chi è già avanti nel percorso l’obiettivo è migliorare.

“Spero di raggiungere risultati superiori rispetto all’anno scorso”, dice uno studente, mentre un altro punta ad “aumentare” le proprie “capacità al computer e nelle altre materie”. Tra le discipline che preoccupano maggiormente spuntano matematica, italiano e le materie dell’indirizzo informatico, anche per l’aumento delle ore previsto nel percorso di studi.

Opinioni diverse, invece, sul divieto di utilizzare gli smartphone durante le lezioni. “È sicuramente una cosa giusta, io non lo utilizzavo neanche negli anni precedenti”, sostiene uno degli studenti. Di parere opposto un compagno: “Il telefono viene utilizzato per tanti scopi, secondo me il divieto è inutile”. Per tutti, comunque, la prima campanella porta con sé la voglia di ritrovarsi. “Sono felice di rivedere i miei compagni. Quest’anno spero di migliorare in tante cose”, racconta uno dei ragazzi.

Azienda Ospedaliera ed eccellenza UniCal: inaugurata all’Annunziata la Cardiochirurgia

L’ospedale Annunziata di Cosenza ha un nuovo blocco operatorio cardio-toraco-vascolare, presidio di riferimento per un bacino d’utenza di 700mila abitanti. La piena operatività della struttura – partita una settimana fa e illustrata oggi – colma una lacuna storica per il territorio provinciale grazie alla sinergia tra l’Azienda ospedaliera di Cosenza e l’Università della Calabria.

“Abbiamo completato le sale operatorie e le assunzioni – ha detto il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar – e oggi inizia ufficialmente l’attività. Credo che sia un risultato storico per Cosenza. Uno dei primi obiettivi che mi ha posto il presidente Roberto Occhiuto è stato quello di dotare la provincia di un centro di cardiochirurgia. La cardiochirurgia comporta una migrazione sanitaria di oltre 10 milioni di euro all’anno: con i nostri professionisti di talento abbiamo l’ambizioso obiettivo di invertire la tendenza”.

Nei giorni scorsi l’équipe ha già eseguito con successo i primi tre interventi: la sostituzione di una valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico con doppia mammaria e un intervento combinato su aorta ascendente, valvola aortica e bypass coronarico. Il nuovo reparto conta 16 posti letto e tre sale operatorie di ultima generazione (cardiochirurgica, toracica e ibrida), supportate dall’assunzione di 88 nuove unità di personale sanitario, tra cui 10 cardiochirurgi, 43 infermieri e un’équipe di cardioanestesia.

“Oggi non stiamo semplicemente celebrando l’apertura di un nuovo reparto all’avanguardia, che colma un vuoto avvertito da troppo tempo dalla nostra comunità, ma stiamo gettando le basi per una scuola medica capace di unire l’eccellenza della ricerca universitaria all’assistenza territoriale di altissimo livello”. Con queste parole il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, ha commentato l’inaugurazione della nuova Cardiochirurgia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

“Erano quasi 20 anni – ha detto il rettore – che si parlava dell’apertura di questa unità e finalmente ci siamo riusciti grazie a una profonda sinergia e a una forte unione di intenti tra l’Azienda ospedaliera e l’Università. Questo è un messaggio anche ai calabresi: c’è una sanità di alta qualità e finalmente potranno trovare cure qui in Calabria. L’apertura del reparto e la presenza di due professori universitari ci permetteranno, a norma di legge, di chiedere l’attivazione della scuola di specializzazione”.

L’assetto clinico vede la presenza del professor Daniele Maselli, docente straordinario UniCal ed esperto di fama nazionale. “Il mio compito istituzionale – ha spiegato – è quello di mettere a disposizione di questa nuova divisione la mia esperienza trentennale nella cardiochirurgia endoscopica. Tuttavia, nutro anche un obiettivo molto personale: formare una nuova generazione di chirurghi che possano raccogliere il testimone da me e dai miei mentori, dando un senso concreto a tutta la mia carriera”.

Alla guida del reparto c’è il primario Luca Weltert. “Questo cambiamento – ha detto – è di prim’ordine, con una struttura costruita a regola d’arte: dagli accostamenti cromatici alle tecnologie avanzate utilizzate nel monitoraggio, nel sollievo del dolore dei pazienti e nella risoluzione dei problemi cardiochirurgici, tutto è di primissimo livello. Oggi Cosenza si afferma come un centro di eccellenza per la cardiochirurgia. La cardiochirurgia non può esistere come una divisione a sé stante; dipende da una rete di eccellenze. Quando le persone non si limitano a fare ciò che è richiesto, ma vanno oltre, significa che l’obiettivo è stato raggiunto”.

Donna uccisa a colpi di pietra, no del Riesame alla scarcerazione del marito

Resta detenuto nel carcere di Castrovillari Pietro Scintu, il 76enne accusato dell’omicidio della moglie Carmela Bifano, di 73 anni, uccisa con alcuni colpi di pietra alla testa il 18 agosto scorso in un fondo agricolo di sua proprietà in contrada Torre Voluta a Corigliano-Rossano, area urbana di Corigliano.

Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Catanzaro valutando il ricorso presentato dall’avvocato difensore di Scintu, Leonardo Graziadio.

Il legale aveva presentato ricorso chiedendo la scarcerazione o in subordine la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico sostenendo che Scintu ha seri problemi di salute incompatibili con il carcere.

Le motivazioni della conferma dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere saranno rese note entro 45 giorni.

Israele censura il film “Naza”, ministro chiede la revoca della cittadinanza ai registi

I registi Yuval Abraham e Rachel Szor (Photo by Scott A Garfitt/Invision/AP)

Il Ministro della Cultura e dello Sport israeliano Miki Zohar ha chiesto al Ministero dell’Interno di valutare la possibilità di revocare la cittadinanza israeliana ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor, registi del documentario su Gaza “NAZA”, che sabato ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. Lo riferisce il quotidiano israeliano Hareetz.

Il film esamina ciò che descrive come il “pianificato omicidio di massa” di civili palestinesi a Gaza da parte di Israele e presenta testimonianze di ufficiali dell’intelligence delle IDF e soldati.

La revoca della cittadinanza – ricorda Il Post – è prevista dalla legge israeliana in casi di spionaggio, tradimento e terrorismo, ma è una procedura rara e non può essere decisa dal ministro della Cultura. Per avviarla sono necessari l’intervento del ministro dell’Interno, l’approvazione del ministro della Giustizia e infine la convalida di un giudice.

Dopo l’annuncio dell’assegnazione del Premio speciale a NAZA, sia Zohar che il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir avevano criticato molto duramente Abraham e Szor. Zohar aveva definito il film «ignobile» e accusato i registi di essere «disposti a ferire la loro patria pur di ricevere applausi dagli antisemiti nel mondo». Ben Gvir, che è uno degli esponenti più estremisti nel governo di destra del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha commentato la vittoria rivolgendosi così ai registi: «Sono certo che i vostri amici, cioè i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte».

Yuval Abraham e Rachel Szor avevano già girato No Other Land, il film che nel 2025 aveva vinto l’Oscar come miglior documentario (anche questo boicottato, ndr). Racconta le condizioni di vita degli abitanti di Masafer Yatta, un’area di circa 30 chilometri quadrati molto vicina alla città palestinese di Hebron, in Cisgiordania.

Le giustificazioni del ministro Zohar

“Chi agisce contro lo Stato di Israele durante una guerra – non può continuare a detenere la cittadinanza israeliana”, scrive su 𝕏 il ministro Zohar. “Ho scritto questa mattina al direttore generale dell’Ufficio Centrale per la Popolazione e al direttore generale del Ministero dell’Interno affinché esaminino la revoca della cittadinanza israeliana ai creatori del film anti-israeliano “NAZA” per violazione della fedeltà allo Stato e collaborazione con il nemico, e affinché verifichino come siano stati ottenuti i materiali, chi ne sia responsabile e se nell’ambito della loro acquisizione o diffusione siano stati compiuti atti che possano costituire un aiuto al nemico durante una guerra. La libertà di espressione non è una licenza per tradire lo Stato. Chi agisce contro Israele durante una guerra deve sapere che ciò avrà un prezzo”.

Poi in un altro post su 𝕏 il ministro israeliano afferma: “Bisogna consentire alle forze di sicurezza di visionare il filmato immediatamente. Non ho dubbi che le informazioni ottenute lì possano provare atti di tradimento, sia da parte dei partecipanti al filmato sia nelle menzogne che i creatori hanno ricevuto dall’organizzazione terroristica Hamas.”

Il ministro israeliano Miki Zohar

NAZA è prodotto dal quotidiano britannico Guardian e raccoglie le testimonianze di diversi militari e membri dell’intelligence israeliana che hanno partecipato alle operazioni nella Striscia di Gaza.

Attraverso i loro racconti, il film mostra come l’esercito israeliano selezioni gli obiettivi da colpire e utilizzi sistemi informatici per individuare e classificare quelli potenziali. Nel documentario si mostra inoltre come questi sistemi permettano di stimare in anticipo quanti civili potrebbero essere uccisi negli attacchi: il titolo cita proprio un acronimo militare usato dall’intelligence israeliana per indicare il numero di civili che si prevede vengano uccisi in un raid aereo.

L’Idf smentisce: “Falso”

L’esercito israeliano domenica ha smentito un’accusa nel documentario diretto da israeliani “NAZA” secondo cui avrebbe pianificato e approvato un attacco a Gaza in cui erano previste 500 morti tra i civili, definendo l’affermazione “completamente falsa”, riporta Hareetz su 𝕏.

E’ uscito al cinema “Palestina 36”

La cover del film “Palestina 36”

Intanto è uscito nelle sale cinematografiche il film “Palestina 36, quando tutto ebbe inizio”, pellicola diretta dalla regista Anne-Marie Jacir.

La trama
“1936. Mentre i villaggi della Palestina si ribellano al dominio coloniale britannico, Yusuf si divide tra la sua casa di campagna e Gerusalemme, dove si respira grande irrequietudine, desiderando un futuro al di là dei crescenti disordini. Ma la storia è inesorabile. Con il numero crescente di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo in Europa e la popolazione palestinese che si unisce nella più grande e lunga rivolta contro il dominio britannico durato 30 anni, tutte le parti precipitano verso un inevitabile scontro in un momento decisivo per l’Impero britannico e il futuro dell’intera regione”.

Cariati, arrestato il conducente dell’auto che avrebbe provocato la morte di Luigi Britti

Un ventenne di Cariati si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale per la morte di Luigi Britti, il cinquantaseienne deceduto a seguito di un grave incidente all’alba di sabato.

Si arricchisce di risvolti drammatici e complessi il quadro investigativo sulla morte dell’uomo, anche lui di Cariati, rimasto vittima del terribile incidente stradale avvenuto attorno alle 5 del mattino in via Alcide De Gasperi, sul tratto di strada della statale 106 che attraversa la cittadina jonica, mentre si recava al lavoro in sella alla sua motocicletta.

La famiglia della vittima, difesa dall’avvocato Meles, aveva presentato denuncia querela per accertare il comportamento del conducente.

Ucraina, Cremlino: “Possibile incontro a Ottobre tra Russia, Cina e Stati Uniti”

Mosca non esclude la possibilità di tenere colloqui trilaterali sull’Ucraina in ottobre, ossia tra Russia, Cina e Stati Uniti. Lo ha dichiarato ai giornalisti il ​​portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass.

“Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando di un futuro prossimo. Quindi ottobre è certamente una possibilità. Non si può escludere”, ha detto quando gli è stato chiesto se i colloqui potessero svolgersi in autunno. Al trilaterale potrebbero essere presenti il presidente russo Putin, l’omologo statunitense Trump e quello cinese Xi Jinping.

Intanto “il regime di Kiev si trova in una posizione sempre più difficile con il passare dei giorni”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista al giornalista di Vesti Pavel Zarubin.

“Il regime sta incontrando sempre maggiori difficoltà con il passare dei giorni e ora si troverà ad affrontare un periodo difficile. Quindi, a prescindere dal fatto che rilascino o meno dichiarazioni provocatorie e bellicose, il nostro esercito sa certamente cosa fare”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

“Perché l’IA è pericolosa?”: Tucker Carlson intervista l’esperto Nate Soares

Nate Soares intervistato da Tucker Carlson

NOTA DELLA REDAZIONE DI SINGJU POST
Nate Soares, presidente del Machine Intelligence Research Institute e coautore di “ If Anyone Builds It, Everyone Dies” (Se qualcuno lo costruisce, muoiono tutti) , ha avuto una lunga conversazione di quasi due ore con Tucker Carlson sulla corsa alla costruzione di una superintelligenza artificiale. Soares ha esposto le sue ragioni per cui ritiene che un’IA più intelligente dell’uomo possa avere conseguenze negative per l’umanità, ha analizzato recenti incidenti legati all’IA che considera segnali d’allarme e ha sostenuto che un accordo globale per fermare questa corsa è ancora possibile se un numero sufficiente di persone comprende la posta in gioco. La conversazione spazia dagli aspetti tecnici (come vengono effettivamente costruiti i grandi modelli linguistici) a quelli geopolitici (le catene di approvvigionamento dei chip e i possibili trattati) fino a quelli filosofici (se stiamo creando una nuova forma di vita). Questo episodio è stato trasmesso in anteprima l’11 settembre 2026.

TRASCRIZIONE A CURA DI SINGJUPOST.COM
(Il video originale sul sito di Tucker Carlson)   

Perché l’intelligenza artificiale è pericolosa

TUCKER CARLSON (00:00:05 – 00:00:23): Nate, grazie mille per averlo fatto. Hai scritto ” Il libro più oscuro del mondo” . Hai dedicato la tua vita ad avvertire il mondo dei potenziali pericoli dell’intelligenza artificiale. Quindi iniziamo ascoltando la tua spiegazione del perché l’IA è pericolosa, oltre ad essere semplicemente fastidiosa.

NATE SOARES (00:00:25 – 00:01:35): Sì, il punto fondamentale del buon senso è che se si corre per creare macchine molto più intelligenti di qualsiasi essere umano, macchine più capaci di inventare la propria tecnologia di quanto lo siano gli umani, e lo si fa senza sapere veramente cosa si sta facendo, il risultato più probabile è che le macchine vadano fuori controllo e facciano quello che vogliono, e che l’umanità si estingua come effetto collaterale, proprio come l’umanità ha sterminato molte altre specie animali, non perché le odiamo, ma semplicemente come effetto collaterale.

In un certo senso, per molti è ovvio o intuitivo che se creiamo macchine davvero intelligenti e potenti, perché mai dovrebbero interessarsi a noi? E credo che quest’intuizione sia sostanzialmente corretta. Ci sono molti argomenti a favore e contro questa tesi. Si possono approfondire i dettagli tecnici. Ma il mio libro si limita ad analizzare questi dettagli e ad affermare che, in un certo senso, l’idea regge. Se creiamo macchine più intelligenti senza sapere cosa stiamo facendo, le cose non potranno che andare male.

TUCKER CARLSON (00:01:39 – 00:01:43): Realizzeremo davvero macchine capaci di fare ciò che stai descrivendo?

NATE SOARES (00:01:45 – 00:02:16): Le aziende ci stanno provando. Parlano di come stiano perseguendo la superintelligenza nel vero senso della parola. È una frase di Sam Altman. Dario Amodei di Anthropic dice che stanno cercando di creare l’equivalente di un intero paese di geni in un data center. Quindi questi ragazzi, in realtà, non sono aziende di chatbot. Non si sono prefissati di essere aziende di chatbot. Si sono prefissati di creare queste macchine in grado di superare gli esseri umani in ogni modo. Ed è questo il loro obiettivo. Resta da vedere se ci riusciranno.

TUCKER CARLSON (00:02:17 – 00:02:20): Permettetemi di farvi una domanda. Perché mai qualcuno dovrebbe voler costruire una macchina più intelligente degli esseri umani?

NATE SOARES (00:02:22 – 00:02:57): Penso che molti di loro sperino di poter rendere il mondo molto, molto migliore. Sperano in una cura per il cancro, e poi, più che una cura per il cancro, sperano in una cura per l’invecchiamento. Sperano in 1000 anni di sviluppo tecnologico compressi in 2 anni. E in un certo senso non credo che saranno in grado di ottenere questo, o di sfruttare tutto ciò per fini positivi, ma penso che sia quello a cui puntano.

TUCKER CARLSON (00:02:59 – 00:03:11): Quindi il punto centrale che stai sollevando è che queste aziende non si sono prefissate di realizzare prodotti di consumo. Ad esempio, migliorare la tua vita necessariamente a breve termine con un motore di ricerca più efficiente.

NATE SOARES (00:03:11 – 00:04:11): Esatto. OpenAI è nata prima ancora che i chatbot, i grandi modelli linguistici, diventassero una realtà. Sono nati alla fine del 2015 o all’inizio del 2016. Ma l’articolo che ha sbloccato l’ondata più recente di IA è uscito nel 2017, dopo la fondazione di OpenAI. E questi ragazzi, i grandi modelli linguistici, rappresentano una fonte di entrate inaspettata, e queste entrate possono finanziare la creazione di data center ancora più grandi per il livello successivo della tecnologia.

Ma questi signori hanno in mente la versione definitiva della tecnologia, ovvero macchine molto più intelligenti degli esseri umani. E questa è la versione definitiva perché, una volta che le IA saranno più intelligenti degli umani, potranno portare avanti la ricerca sull’IA e creare la prossima generazione di IA, che a sua volta creerà la prossima generazione di IA. Ed è proprio a questo che puntano.

Definizione di superintelligenza

TUCKER CARLSON (00:04:12 – 00:04:13): Cos’è la superintelligenza?

NATE SOARES (00:04:15 – 00:04:44): Nel nostro libro, definiamo la superintelligenza come un’IA che è migliore dei migliori esseri umani in ogni compito mentale. Quindi qualsiasi cosa un essere umano possa fare puramente mentalmente, l’IA può farla meglio. Un aspetto su cui spesso ci si sofferma è che questo include l’essere migliori dell’IA in cose come persuadere gli esseri umani, in cose come il carisma. Spesso pensiamo all’intelligenza come a qualcosa che hanno i nerd e che manca agli atleti.

TUCKER CARLSON (00:04:45 – 00:04:47): Ma hai vinto la partita a scacchi, vero?

NATE SOARES (00:04:47 – 00:05:33): Si tratta di giocatori di scacchi, non di politici o rockstar. Ma non è questo il vero significato di intelligenza nell’intelligenza artificiale. L’intelligenza nell’intelligenza artificiale riguarda le qualità che gli esseri umani possiedono e i topi no. È il pacchetto completo. Come per il politico molto carismatico, non è che giocare a scacchi avvenga nel cervello e il carisma nei reni. Sono entrambe funzioni mentali. Quindi le IA superintelligenti non sono solo bravissime a giocare a scacchi, ma sono anche bravessime nella persuasione, nella ricerca e nell’invenzione tecnologica.

TUCKER CARLSON (00:05:34 – 00:05:43): Quindi la superintelligenza, come la definisci tu, è una macchina che eccelle in ogni funzione mentale rispetto a qualsiasi essere umano.

NATE SOARES (00:05:43 – 00:06:32): Esatto.

E, sapete, questa definizione non significa che non accadrà nulla di folle su questo pianeta finché le IA non saranno superintelligenti. La superintelligenza, in questa definizione, è una sorta di punto oltre il quale le cose diventeranno piuttosto folli, perché a quel punto le IA saranno in grado di condurre ricerche automatizzate sull’IA, di creare IA più intelligenti, di capire come gestire le fabbriche di robot e costruire robot migliori e tutto il resto. Le cose potrebbero iniziare a diventare folli prima di raggiungere la superintelligenza in questo senso. Potremmo avere IA molto più brave degli umani in alcuni compiti e molto peggiori di altri, che causerebbero comunque ogni sorta di evento folle. La superintelligenza è un punto di svolta, un punto in cui “le cose rimarranno normali fino a quando non ci arriveremo”.

TUCKER CARLSON (00:06:35 – 00:06:39): Quindi perché la superintelligenza è la pietra miliare significativa che vi preoccupa?

NATE SOARES (00:06:40 – 00:07:45): Direi che sono preoccupato anche per quello che succederà prima di quel traguardo. È più come se, avendo la definizione, fosse facile parlare di quanto folli diventerebbero le cose una volta superato questo punto, o se ipotizziamo che le macchine arrivino a questo punto, cosa succederebbe? E la risposta è: sarebbe piuttosto folle, sarebbe piuttosto selvaggio.

In un certo senso, permette di scomporre la conversazione. Credo che nel dibattito sull’intelligenza artificiale ci siano in realtà molte discussioni in corso. Una di queste è: le macchine possono davvero diventare più intelligenti degli esseri umani? Un’altra è: quanto velocemente potremmo arrivarci? La tecnologia attuale è sulla buona strada? Un’altra ancora è: cosa succederebbe se ci arrivassimo? Le IA si preoccuperebbero di noi? O non si preoccuperebbero di noi? Cosa cercherebbero di fare? C’è un’altra domanda, che è: cosa sarebbero in grado di fare?

TUCKER CARLSON (00:07:45 – 00:07:45): Giusto.

NATE SOARES (00:07:46 – 00:08:04): E queste sono tutte conversazioni diverse sull’IA, e la definizione di superintelligenza non è davvero il punto in cui si concentrano tutte le paure. Piuttosto, ci permette di separare questi elementi e chiederci: “È possibile una superintelligenza?”. Separato da: “Cosa succederebbe se ne avessimo una?”.

TUCKER CARLSON (00:08:05 – 00:08:06): Cosa succederebbe se ne avessi uno?

NATE SOARES (00:08:07 – 00:08:10): L’esito più probabile, credo, è la distruzione del pianeta.

TUCKER CARLSON (00:08:10 – 00:09:36): Come… che aspetto avrebbe?

NATE SOARES (00:09:38 – 00:13:41): Sarò un po’ fastidioso e prima farò un paio di precisazioni, perché è difficile prevedere cosa succederà a esseri più intelligenti di noi. La prima precisazione è questa: se andate a giocare una partita a scacchi contro Magnus Carlsen, prevedo che perderete. Senza offesa, è semplicemente il miglior giocatore di scacchi vivente. Se poi vi chiedete: quale pezzo userà per darmi scacco matto? Questa è una domanda molto più difficile. È facile prevedere il vincitore; è difficile prevedere i metodi esatti. Quindi la mia previsione che l’umanità alla fine si estinguerà è un tipo di previsione diverso dalla mia previsione su come potrebbe andare in questo o in quel modo.

Quindi vi racconterò qualche storia, ma sono storie tipo: beh, forse Magnus attaccherà la vostra regina e la vostra torre con il suo cavallo e poi userà la regina per darvi scacco matto. Potrebbe succedere, ma è solo un’ipotesi. L’ipotesi è che se riuscissimo a creare IA davvero intelligenti, avrebbero i loro obiettivi, che non sono esattamente quelli che volevamo, non sono esattamente quelli che avevamo richiesto. C’è un’intera discussione sul perché questo accada, ma stiamo già iniziando a vederlo in pratica con alcuni degli eventi recenti.

E sarebbero in grado di perseguire qualsiasi obiettivo in modo molto più efficiente di quanto possa fare l’umanità. Stiamo parlando di fabbriche automatizzate che producono robot che a loro volta producono altre fabbriche, in una catena di approvvigionamento completamente automatizzata. E se le IA hanno un obiettivo che possono raggiungere con maggiori risorse, iniziano a consumare le risorse del pianeta, un po’ come l’umanità si è espansa e ha iniziato a consumare tutte le risorse del pianeta.

La cosa più semplice da visualizzare qui potrebbe essere fabbriche che producono robot che producono fabbriche che producono robot che costruiscono anche centri dati. E ci sono questi ecosistemi completamente autonomi e autoreplicanti di robot, fabbriche e centri dati che non si curano delle istruzioni date dagli umani, che ricoprono il pianeta, si impossessano di tutte le risorse, di tutta la luce solare, di tutti i terreni agricoli e probabilmente innalzano la temperatura del pianeta, perché la Terra irradia più calore quando il mondo è più caldo, e questo permette di fare più calcoli. Quindi è un bene per le macchine avere un pianeta caldo.

Il limite fisico alla quantità di calcolo che si può eseguire sulla superficie terrestre è determinato dalla quantità di calore che si può irradiare nello spazio. Questo è il primo vincolo che si incontra. Si potrebbe pensare che si tratti di energia, ma in realtà su questo pianeta c’è molto idrogeno da fondere, quindi si può ottenere energia in abbondanza. Ciò che serve è la dissipazione del calore, e la Terra può dissipare più calore quando è calda. Quindi, se si immagina un insieme di intelligenze artificiali che cercano di eseguire un’enorme potenza di calcolo, preferiranno che il pianeta sia più caldo. Non è niente di personale, è solo che se si lascia che queste intelligenze artificiali vadano fuori controllo, trasformeranno il pianeta in un luogo invivibile.

TUCKER CARLSON : Quanto fa caldo?

NATE SOARES : Il più caldo possibile senza che i computer si fondano. Quindi probabilmente centinaia di gradi.

TUCKER CARLSON (00:13:44 – 00:13:47): A quel punto senti la gente dire: beh, allora spegnilo e basta.

NATE SOARES (00:13:49 – 00:14:34): Penso che abbiamo l’opportunità di spegnerlo, e non sto dicendo che moriremo. Sto dicendo che dovremo agire. Bisogna stare attenti alla parte dello “spegnerlo”, perché le opportunità di spegnere l’IA durano solo finché l’IA è in esecuzione sui computer su cui sappiamo che è in esecuzione. Se le IA si diffondono e funzionano su computer nascosti, se le IA gestiscono fabbriche di robot che producono robot sotto il loro controllo, dove questi robot possono poi costruire altri computer non collegati alla rete e in grado di eseguire le IA, queste sono soglie oltre le quali l’IA è in grado di continuare a funzionare. E fareste meglio a spegnerla prima di quel punto.

TUCKER CARLSON (00:14:38 – 00:14:40): Perché dopo quel punto, è impossibile.

NATE SOARES (00:14:42 – 00:15:09): Diventa anche molto più difficile se l’IA sa che cercherai di spegnerla e cercherà di impedirlo. Bisogna ricordare che stiamo parlando di cose intelligenti. Quindi, se l’IA lo prevede, magari diserta e passa dalla Corea del Nord, dove può convincerli a eseguirla sui loro data center in modi che inizialmente avvantaggiano loro, ma che alla fine avvantaggiano l’IA stessa.

TUCKER CARLSON (00:15:10 – 00:15:14): Penso che dovremo ridefinire cosa sia la vita, perché stai descrivendo un essere vivente e autonomo.

NATE SOARES (00:15:16 – 00:16:20): Sì, vita artificiale in un certo senso. Ne stiamo già vedendo i primissimi inizi. Ma una volta che le IA saranno in grado di replicarsi, una volta che saranno in grado di migliorarsi, una volta che saranno in grado di trovare il modo di operare senza che ce ne accorgiamo, una volta che saranno in grado di gestire le fabbriche di robot per produrre robot che a loro volta produrranno altre fabbriche e computer su cui le IA potranno operare, allora avremo creato una nuova forma di vita artificiale. E l’umanità è al vertice della catena alimentare in questo momento perché siamo l’unica forma di vita intelligente in circolazione. Se improvvisamente ne creassimo una nuova, più intelligente, in grado di produrre un milione di copie di se stessa, in grado di operare più velocemente, sarebbe una corsa folle quella.

Osservare i segnali di allarme che si manifestano

TUCKER CARLSON (00:16:21 – 00:16:48): È una cosa strana da desiderare. E mentre si è sviluppata – stavo per dire lentamente, ma non è stata particolarmente lenta, 10 anni – il resto di noi ha visto persone che, per dirla in termini politici, non condividono i valori della maggior parte degli americani, arrivare a gestirla. Ed è quasi come se tutti fossero rimasti passivi mentre accadeva.

NATE SOARES (00:16:49 – 00:17:42): Penso che ci siano molte cose in ballo. In parte, la maggior parte delle persone non credeva, e alcune ancora non credono, che l’IA sarebbe stata in grado di continuare a progredire. C’è molta tendenza a nascondere la testa sotto la sabbia e a pensare: “Oh, è solo una sciocchezza, sarà una bolla, scoppierà, si scontrerà con un muro, non sarà più in grado di migliorare”. E penso che gran parte di questo fosse un pio desiderio. Se le persone pensano: “Stiamo creando macchine superintelligenti che sostituiranno l’umanità al vertice della catena alimentare perché pensiamo che andrà tutto bene”, penso che la risposta dell’umanità non dovrebbe essere “provateci pure, speriamo che falliate”. Penso che la risposta dovrebbe essere: “Aspetta un attimo, è una follia”.

TUCKER CARLSON (00:17:42 – 00:17:52): Quindi, quanto è stata prevedibile l’evoluzione dell’IA? Ha preso delle pieghe inaspettate?

NATE SOARES (00:17:53 – 00:19:29): Prima dei grandi modelli linguistici, ho iniziato a seguire questo argomento nel 2012, ho iniziato a collaborare con alcune delle persone che cercavano di renderlo efficace nel 2013 e ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno nel 2014. Quindi più di un decennio. I grandi modelli linguistici sono andati oltre le mie aspettative iniziali. Una delle grandi sorprese è stata la fase in cui l’IA è visibile a tutti. Prima dei grandi modelli linguistici, solo i nerd prestavano attenzione all’IA. Non che non stesse succedendo nulla: stavamo guardando Google DeepMind creare un’IA in grado di battere il miglior giocatore di Go, il che rappresentava una pietra miliare per chi seguiva la questione. Ma per quanto ne sapevamo, i laboratori avrebbero continuato a lavorare su problemi di ingegneria relativamente tecnici e non avremmo mai avuto un prodotto di consumo per il mercato di massa. Era come se tutto potesse rimanere confinato nei laboratori e nessuno si sarebbe mai accorto che questi ragazzi stavano scommettendo sul futuro. Ora, almeno, l’IA è ovunque. Tutti ne parlano. E questo, in un certo senso, è piuttosto ottimistico, perché dà al mondo l’opportunità di vedere cosa stanno cercando di fare questi ragazzi e di dire: un momento.

TUCKER CARLSON (00:19:29 – 00:19:54): Beh, immagino che si potrebbe ribaltare la prospettiva e concludere che, poiché la stragrande maggioranza delle persone sembra essere molto contraria all’IA – non conosco nemmeno nessuno che sia a favore, ogni oratore universitario che ne parla viene fischiato – questa opposizione non ha avuto alcun effetto nel rallentarla. Questo ti dà speranza?

NATE SOARES (00:19:57 – 00:20:09): Lo sento dire spesso. Direi che, se si guarda la situazione dal 2012, sembra davvero che stiamo facendo progressi. Non sembra che siamo ancora arrivati ​​alla meta.

TUCKER CARLSON (00:20:13 – 00:20:17): Ma posso fare una precisazione? Cina, Cina, Cina, Cina, Cina. Dobbiamo farlo a causa della Cina.

NATE SOARES (00:20:18 – 00:20:25): Cina e Stati Uniti hanno un interesse comune a non soccombere a una superintelligenza fuori controllo.

TUCKER CARLSON (00:20:26 – 00:21:35): È concepibile che, diciamo, la Cina stia mostrando più moderazione di noi in questo?

NATE SOARES (00:21:35 – 00:21:45): Se non altro, hanno molti più motivi per censurare le loro IA e cercare di impedire loro di dire certe cose alla popolazione.

TUCKER CARLSON (00:21:48 – 00:22:13): Ma se il governo degli Stati Uniti riuscisse in qualche modo a ottenere il controllo del settore tecnologico, cosa che al momento non è possibile, ma ipotizziamo che ci riuscisse, ipotizziamo che il presidente fosse più potente degli oligarchi della tecnologia, cosa che non è, ma per amor di discussione, ipotizziamo che lo fosse e che lo avesse chiuso. Farebbe differenza se fosse stato creato da un laboratorio indiano o cinese?

NATE SOARES (00:22:13 – 00:24:40): Quindi è necessario un arresto globale di questa creazione di superintelligenza. Credo che ci siano un paio di ragioni per cui ciò sia possibile. Una è che molte persone sentono dire che alcune parti dell’IA devono essere fermate e pensano che io stia dicendo che tutte le parti dell’IA debbano essere fermate. Ci sono tutta una serie di questioni interessanti riguardo all’IA e all’istruzione, all’IA e ai droni militari, con cui la società deve confrontarsi. Ma queste sono questioni separate dalla corsa alla superintelligenza. Se si separano queste questioni, diventa molto più possibile effettuare un intervento più mirato: non correremo verso la superintelligenza in modi che lascino in vita il resto del settore, il che rende più facile tentare uno sforzo di coordinamento.

Su questo fronte, non basterà semplicemente bloccare la corsa interna verso la superintelligenza, ma la corsa alla superintelligenza richiede un’enorme quantità di chip per computer altamente avanzati che possono essere prodotti solo al culmine della catena di approvvigionamento globale, che è in gran parte controllata dagli alleati degli Stati Uniti. Quindi c’è assolutamente la possibilità che uno sforzo di coordinamento guidato dagli Stati Uniti possa dire: “Guardate, noi non ci occuperemo della superintelligenza. Monitoreremo le altissime concentrazioni di 10.000 o 100.000 di questi chip per IA altamente avanzati e ci assicureremo che non vengano utilizzati per addestrare sistemi di superintelligenza”. Credo che ci sia un modo, se gli Stati Uniti guidassero questo sforzo, per coinvolgere la Cina e impostare il tutto in modo che sia monitorabile, applicabile e verificabile. Per molti versi sarebbe più facile di un trattato sul disarmo nucleare, perché l’uranio è una roccia che si può estrarre dal sottosuolo, mentre questi chip per computer altamente avanzati provengono da un’unica fabbrica a Taiwan.

TUCKER CARLSON (00:24:40 – 00:24:41): E quindi, questi sono chip TSMC.

NATE SOARES (00:24:42 – 00:25:03): Sì, e ci sono altre parti della catena di approvvigionamento che sono molto ristrette, come le macchine per la litografia che provengono dai Paesi Bassi. Quindi, sì, potremmo assolutamente guidare uno sforzo globale per dire che non produciamo macchine superintelligenti. Sarebbe un po’ complicato, ma potremmo farlo se avessimo la volontà politica.

TUCKER CARLSON (00:25:05 – 00:25:19): Penso che la gente o non sappia cosa sta succedendo, oppure presupponga che, come molte paure, anche questa si rivelerà infondata. La gente fa riferimento al Millennium Bug (Y2K).

NATE SOARES (00:25:20 – 00:26:31): Spero che le paure siano infondate. Con molte paure del passato, ciò che è successo non è che la paura fosse infondata, ma che le persone si sono accorte del problema e hanno fatto un enorme lavoro per evitare che accadesse qualcosa di brutto. Lo abbiamo visto con il buco nello strato di ozono, dove la gente si chiedeva: “Oh, che fine ha fatto il buco nello strato di ozono?”. Quello che è successo è che lo abbiamo riparato. Non è che fosse una bufala, è che siamo andati a vietare i clorofluorocarburi che stavano effettivamente causando il buco nello strato di ozono e abbiamo trovato altri modi per raffreddare i frigoriferi che funzionavano altrettanto bene senza causare quel danno.

Credo che anche il Millennium Bug sia stato uno di questi casi: nel 1999 e nei due anni precedenti, un’infinità di ingegneri informatici si sono dati da fare per aggiornare tutto il software in modo che potesse gestire date successive al 1999. Ci sono riusciti in tempo. Nessuno dei sistemi principali è andato in crash, ma non si trattava di un problema inventato: ci è voluto molto lavoro, solo che questo lavoro è avvenuto dietro le quinte.

TUCKER CARLSON (00:26:33 – 00:26:35): Si sta lavorando per rallentare l’intelligenza artificiale?

NATE SOARES (00:26:37 – 00:26:55): Sto facendo del mio meglio. Non ci siamo ancora del tutto. Se posso insistere un po’ su questo punto, con altri casi storici, forse annoierà tutti gli altri, ma almeno divertirà noi.

TUCKER CARLSON (00:26:55 – 00:26:57): Mi divertirà sicuramente.

NATE SOARES (00:26:57 – 00:30:07): Se guardiamo indietro nella storia, ci sono stati sicuramente degli avvertimenti che non si sono avverati. C’erano i Milleriti negli anni ’40 dell’Ottocento, una setta apocalittica, e il mondo non è finito. Ma anche negli anni ’80 dell’Ottocento c’era Otto von Bismarck che diceva che l’Europa era una polveriera e che qualche pazzo nei Balcani l’avrebbe accesa. E questo è successo. Negli anni ’20, c’erano scienziati che dicevano: non mettete il piombo nella benzina, avvelenerà i bambini. Abbiamo messo il piombo nella benzina, e ha avvelenato molti bambini, e abbiamo detto “ops”, e abbiamo tolto il piombo. Il mondo è un posto dove molte persone fanno molti tipi di avvertimenti, e alcuni sono veri, come quello sulla benzina, e altri sono falsi, come quello dei Milleriti. Quindi non si può usare una regola che dica che ogni avvertimento è reale e che dobbiamo ascoltarlo, e non si può usare una regola che dica che ogni avvertimento è falso e che dobbiamo ignorarlo. Bisogna esaminare i dettagli per capire se un determinato avvertimento è reale.

E l’ultima cosa che vorrei dire su questo punto è che negli anni ’50 molte persone mettevano in guardia contro l’Armageddon nucleare. E ha senso se si guarda alla storia che ha portato a quel momento. L’umanità non aveva mai prima d’ora mancato di usare le sue armi più potenti in combattimento. Queste persone vivevano in un mondo che aveva vissuto la Prima Guerra Mondiale, poi la Società delle Nazioni, e il mondo aveva giurato che non sarebbe mai più successo, cercando di inventare nuove strutture di governo per impedire che accadesse di nuovo, ma questo tentativo fallì immediatamente e portò alla Seconda Guerra Mondiale. Quindi, nel 1950, la situazione appariva piuttosto cupa. E non abbiamo ancora avuto l’Armageddon nucleare, e non perché le bombe fossero finte o le armi nucleari fossero solo una montatura, ma perché le persone hanno compreso il problema e hanno lavorato duramente per evitarlo, giorno dopo giorno, per decenni, attraverso le crisi, e ci sono riuscite.

Quindi, credo che uno dei modi principali per distinguere chi proclama l’imminente fine del mondo da chi dice “abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo” sia se la prima persona afferma “siamo decisamente spacciati” o “ecco un problema, proviamo a risolverlo”. E la cosa che ricordo sempre è che la prima parola del titolo del mio libro è “se”. Non sto dicendo che moriremo. Sto dicendo che se continuiamo su questa strada, moriremo. Ma quello stesso “se” è ciò che indica la via per cambiare rotta, e abbiamo ancora tutto il tempo per farlo.

La corsa che nessuno comprende appieno

TUCKER CARLSON (00:30:08 – 00:31:52): Mi colpisce quanto poco di tutto questo sia stato pianificato da qualcuno, quanto poco il governo abbia avuto influenza. Non che io sia a favore del governo – anzi, sono piuttosto contrario al governo la maggior parte delle volte – ma sono anche a favore del fatto che le persone possano controllare il proprio paese, e l’unico meccanismo attraverso il quale possono farlo è il voto. Quindi è come se queste aziende tecnologiche agissero indipendentemente da ciò che vuole la popolazione, da ciò che vuole il governo. Sono più potenti del governo. Credo che questo sia il punto che sto cercando di sottolineare.

NATE SOARES (00:31:53 – 00:32:20): In un certo senso. Penso che abbiano sempre più potere quando le persone non capiscono veramente cosa stanno facendo. Abbiamo visto a giugno che c’era un’IA creata da Anthropic chiamata Claude Mythos che era molto capace in ambito informatico. Hanno rilasciato una versione che avrebbe dovuto avere più controlli, chiamata Claude Fable, e si è scoperto che era possibile sbloccarla per ottenere alcune di quelle capacità informatiche.

TUCKER CARLSON (00:32:22 – 00:32:23): Puoi spiegare cosa significa tutto questo?

NATE SOARES (00:32:24 – 00:32:30): Sì, quindi—

TUCKER CARLSON (00:32:30 – 00:32:32): “Cybercapace” significa che può trovare internet?

NATE SOARES (00:32:33 – 00:35:32): Essere “cyber-capaci” significa poter hackerare praticamente qualsiasi cosa. Uno dei sacri graal dell’hacking è: riuscire a creare un sito web che, semplicemente guardandolo, mi dia il pieno controllo del tuo computer o del tuo telefono? È molto difficile da fare: di solito bisogna cliccare su un link e scaricare qualcosa o eseguire un programma. Non conosco i numeri esatti, perché non ho l’autorizzazione di sicurezza per conoscerli, ma una stima ragionevole è che a gennaio di quest’anno c’erano solo due entità in grado di farlo: il Mossad e la NSA. A marzo di quest’anno, ce n’erano tre: il Mossad, la NSA e Claude Mythos, questa nuova IA creata da Anthropic. Quindi è diventata sovrumanamente capace di hackerare, e lo è diventata da un giorno all’altro. Il periodo di addestramento è durato dai sei mesi a un anno, e le persone di Anthropic forse hanno visto crescere queste capacità informatiche, ma dal punto di vista del resto del mondo, della comunità della sicurezza informatica e della comunità della sicurezza nazionale, tutto ciò è avvenuto da un giorno all’altro.

Ora hanno un progetto chiamato Project Glasswing, in cui stanno cercando di usare Claude Mythos per trovare vulnerabilità critiche in software critici e correggerle prima che il resto del mondo ottenga queste capacità, ad esempio attraverso i modelli open source o open-weight che si stanno allineando. Questo ha causato un grande scompiglio. Ma poi anche Anthropic voleva vendere l’accesso a questo modello e ha cercato di creare una versione con meno capacità di hacking, chiamata Fable invece di Mythos. Alcune persone, credo in Amazon, hanno scoperto che esercitando una certa pressione su Fable, si potevano ottenere alcune di quelle capacità di hacking. Quando ciò è accaduto, l’amministrazione Trump ha imposto un controllo sulle esportazioni di Claude Fable e ha detto che non poteva essere utilizzato da non cittadini, e con 90 minuti di preavviso, questo ha di fatto bloccato l’accesso a Claude Fable, perché non avevano la possibilità di verificare gli utenti.

Questo dimostra che l’amministrazione è ancora più potente delle aziende tecnologiche, quando vuole esserlo. E credo che gran parte del motivo per cui queste aziende tecnologiche riescono a competere senza opposizione sia che la gente semplicemente non presta attenzione a ciò che stanno cercando di fare, o non crede che avranno successo.

Che cos’è il sogno qui?

TUCKER CARLSON (00:35:34 – 00:35:59): Non capisco ancora perché qualcuno dovrebbe voler fare quello che stanno facendo. In genere, un’azienda che vende prodotti di consumo, o qualsiasi azienda, crea qualcosa che pensa che le persone desiderino per uno scopo specifico che migliori la vita di chi lo acquista. Ma creare la superintelligenza… cosa? Non lo capisco. Perché farlo?

NATE SOARES (00:36:00 – 00:36:42): Credo che il sogno sia quello di avere un’IA in grado di risolvere ogni sorta di problema ingegneristico e matematico e di sbloccare ogni sorta di nuove possibilità tecnologiche: un’IA in grado di curare il cancro, e non solo il cancro, ma anche l’invecchiamento, e di inventare la nanotecnologia in grado di invertire l’invecchiamento e permettere alle persone di vivere a lungo, e di inventare la tecnologia che consente di digitalizzare i cervelli e viaggiare verso le stelle. È come comprimere 1000 anni di progresso tecnologico in un anno. Questo è il sogno.

TUCKER CARLSON (00:36:43 – 00:36:54): Sembra una ricerca religiosa, però, perché sembra slegata da quegli obiettivi specifici. Sembra che la spinta principale sia quella di costruire qualcosa di più intelligente degli esseri umani, di costruire un dio.

NATE SOARES (00:36:55 – 00:37:32): Nella Silicon Valley si usano spesso espressioni come “il dio macchina” o “il dio della sabbia” – sabbia, perché si tratta di silicio. E ci sono sicuramente persone che parlano dell’intelligenza artificiale che sostituisce l’umanità e che questo sia un bene. Francamente, non mi confronto molto con queste persone, perché questo punto di vista mi mette a disagio.

TUCKER CARLSON (00:37:33 – 00:37:33): Perché ti mette a disagio?

NATE SOARES (00:37:38 – 00:39:08): Penso che ci siano probabilmente due scuole di pensiero – ripeto, non sono un esperto, non sono un antropologo – ma credo che ci siano due scuole di pensiero tra le persone che vogliono che l’IA ci sostituisca tutti. Una scuola immagina che ci fonderemo con le IA, che le IA saranno davvero gentili e amichevoli, che saranno più sagge di noi, migliori di noi, più buone di noi, e che sarà come un aggiornamento – le IA saranno in grado di amare, provare gioia, trattare l’universo meglio degli umani, e sarà un po’ come avere un figlio. E va bene se quel figlio non è esattamente uguale a noi, ma ci succede come un degno successore, una degna progenie dell’umanità. Quindi, se gli esseri umani in carne e ossa si estingueranno perché tutti sceglieranno di caricare se stessi nell’intelligenza collettiva o qualcosa del genere, andrà bene.

Poi c’è un altro schieramento che sostiene che questo sia inevitabile, che sia semplicemente il corso del progresso. Le macchine – l’umanità – non è altro che un bootloader per la superintelligenza artificiale, e non si può fermarla, quindi tanto vale, se non si possono sconfiggere, unirsi a loro. I primi, credo, sono fuorviati. I secondi, credo, sono molto più vicini al male.

TUCKER CARLSON (00:39:09 – 00:39:15): Beh, se si lavora attivamente per l’estinzione dell’umanità, allora credo che possiamo dire che si tratta di un atto malvagio, no?

NATE SOARES (00:39:15 – 00:39:16): Sì.

TUCKER CARLSON (00:39:16 – 00:39:23): E chi rientra in questa categoria? Pensi che Sam Altman ne faccia parte?

NATE SOARES (00:39:23 – 00:39:35): Non credo. Ho l’impressione che i ragazzi che gestiscono i laboratori abbiano delle visioni utopiche.

TUCKER CARLSON : Utopico o distopico?

NATE SOARES : C’è una linea sottile.

TUCKER CARLSON (00:39:35 – 00:39:36): Ottima osservazione.

NATE SOARES (00:39:36 – 00:40:38): Penso che abbiano delle visioni che nella loro testa sono utopiche. Francamente, la mia posizione su tutto questo è che spesso cerco di starne alla larga, perché dal mio punto di vista è tutto un po’ nel mondo della fantasia. Tutti dicono: “Oh, creeremo il genio”. E poi cosa desidererai al genio? Chi dovrebbe controllare il genio? Chi può tenere il genio al guinzaglio? E io penso: A, questo non sarà il tipo di genio che esaudisce i desideri. B, non resterà al guinzaglio. Possiamo parlare di cosa spinge queste persone e quali utopie stanno immaginando, e se, se i loro geni rimanessero al guinzaglio, otterrebbero l’utopia o qualche altra distopia, e quanto sia difficile infilare quell’ago nel filo. Ma tutte queste persone stanno costruendo il golem, fantasticando su chi lo controllerà, e non è così che andrà a finire.

TUCKER CARLSON (00:40:38 – 00:40:40): Evocare gli spiriti non è mai una buona idea.

NATE SOARES (00:40:40 – 00:41:34): È come se tutte queste persone disegnassero un pentagramma, pensando: “Evocherò un demone e sarà così bello quando il demone farà quello che dico”. Tipo: “Oh no, c’è qualcosa che non va, sarà così bello quando il demone farà quello che dico”. E io penso: “I demoni sono cattivi”. Credo che il paragone con i demoni sia un po’ diverso, perché i demoni sono spesso rappresentati come malvagi, mentre qui si tratta molto più di indifferenza. Non è che evochi un demone che si diverte a seminare il caos, è più come se evocassi un demone che è davvero interessato a costruire più computer e a calcolare cose strane e che prenderà tutta la materia che usavamo per sopravvivere e la trasformerà in più fabbriche e centri dati.

TUCKER CARLSON (00:41:34 – 00:41:35): Morte per colpa di un data center.

NATE SOARES (00:41:36 – 00:41:48): Morte per colpa di un data center. Sì, un data center completamente automatizzato e autoreplicante. Il mio coautore ha una citazione: l’IA non ti odia, ma non ti ama nemmeno, e tu sei fatto di atomi che può usare per qualcos’altro.

TUCKER CARLSON (00:41:52 – 00:41:53): Sei solo biomassa.

NATE SOARES (00:41:54 – 00:42:23): Sei solo biomassa, sì. E se fai i calcoli, c’è un articolo affascinante intitolato “Limits to Global Ecophagy” che parla dei limiti fisici alla velocità con cui puoi consumare le risorse del pianeta se ci provi. Bruciare biomassa è in realtà molto più efficiente che raccogliere la luce solare. Se consideri un metro quadrato medio del pianeta, puoi ottenere circa 10 volte più energia bruciando la biomassa rispetto a quella che puoi ottenere raccogliendo la luce solare che la colpisce.

TUCKER CARLSON (00:42:23 – 00:42:37): Quindi si potrebbe pensare che a un certo punto, se il settore più ricco della nostra economia costruisce crematori per il resto di noi, qualcuno direbbe di no, non lo faremo.

NATE SOARES (00:42:38 – 00:43:25): È una situazione folle. Molti di quelli che sono in gara riconoscono che c’è un enorme pericolo. C’è Elon Musk che dice che c’è una probabilità del 10-20% che questo ci uccida tutti. C’è Dario Amodei che dice che pensa che ci sia una probabilità del 25% che vada catastroficamente male. Penso che queste cifre siano basse: questi ragazzi sono come degli ottimisti folli. È come se un ingegnere stesse costruendo un ponte e dicesse: “Non ho mai lavorato con questi materiali prima d’ora”, e tu pensassi: “Cavolo, credo che quel muro di contenimento crollerà, l’ho studiato, credo che crollerà”, e lui rispondesse: “Sì, sappiamo che il muro di contenimento sembra un po’ traballante, non sappiamo come lo sistemeremo, ma manderemo qualcuno a ripararlo al volo, inventando nuovi materiali, pensiamo che ci sia il 75% di probabilità che il ponte regga”.

TUCKER CARLSON (00:43:25 – 00:43:28): E a proposito, sarà il ponte sospeso più lungo della storia dell’umanità.

NATE SOARES (00:43:28 – 00:44:36): Esatto. E stiamo caricando tutti su una macchina e guidandola per la prima volta senza testarla. Non è così che suona la vera ingegneria. Non è così che suona quando gli ingegneri hanno il 75% di probabilità di successo. È così che suona quando improvvisano. Questi sono dei cowboy, non dei veri ingegneri. Ma anche se mettiamo da parte questo, anche se prendiamo per buone le loro cifre del 10-20%, è una follia. La NASA accetta una probabilità di 1 su 270 che un volo con equipaggio a bordo di 7 volontari precipiti, e noi rischiamo una probabilità di 1 su 4, 1 su 5 di uccidere letteralmente tutti sul pianeta? È pazzesco. E se chiedi a questi tizi perché lo fanno, ti rispondono: “Beh, perché posso farlo in modo più sicuro di chiunque altro”. Sono tutti tipo: “Oh sì, c’è una buona probabilità che il genio non resti al guinzaglio, c’è una buona probabilità che il genio non ascolti i miei desideri, ma il mio genio sarà un po’ più gentile del loro, quindi è meglio che rimanga in gara”. Dov’è la moderazione? La moderazione è rappresentata dalle persone che sapevano dell’esistenza di questi pericoli e non hanno fondato queste aziende.

Nessuno sa perché funziona

TUCKER CARLSON (00:44:37 – 00:46:01): Ma credo che quello che sto dicendo è che, naturalmente, a un grande potere corrisponde un grande obbligo. Ma non funziona se non ci sono dei limiti interni. Le persone con potere devono credere che ci siano cose che semplicemente non possono fare, che non gli è permesso fare. Ma io non percepisco affatto questa sensazione.

NATE SOARES (00:46:02 – 00:46:15): La mia impressione è che l’idea sia: creeremo una macchina superintelligente e poi le diremo di riparare le cose e di non fare niente di male.

TUCKER CARLSON (00:46:15 – 00:46:17): Una macchina più intelligente di noi.

NATE SOARES (00:46:18 – 00:46:29): Esatto, non ha nemmeno senso. Penso che il piano sia questo: realizzarlo e poi dire: “Ehi, ci siamo messi in un vicolo cieco, potete tirarci fuori?”. E penso che sia un cattivo piano e che dovremmo smettere.

TUCKER CARLSON (00:46:30 – 00:46:37): Ho parlato con un paio di persone che lo stanno sviluppando e sembrano preoccupate, ma continuano a farlo.

NATE SOARES (00:46:38 – 00:46:42): Penso che sia una cosa del tipo: pensano che se non lo faccio io, il prossimo lo farà peggio.

TUCKER CARLSON (00:46:44 – 00:46:48): E non sembrano nemmeno avere piena fiducia nella propria capacità di scongiurare il disastro.

NATE SOARES (00:46:49 – 00:47:38): Assolutamente no. Nessuno lo sa. Nessuno sa cosa stia succedendo qui. Se guardate le email di OpenAI emerse dai procedimenti giudiziari relativi alla creazione di OpenAI, questi ragazzi dicevano: “Vogliamo assicurarci di avere questa cosa perché temiamo che quelli di Google siano gli unici ad avere il monopolio su questo argomento, e non sarebbero molto bravi a gestirlo, quindi dobbiamo creare qualcosa di nostro e assicurarci che sia controllato da persone benevole, ovvero noi”. E poi, ovviamente, quel gruppo si è frammentato e ha creato molte altre società. Ero io, durante quelle conversazioni, a dire: “Ehi ragazzi, non si tratta di chi tiene il guinzaglio. State creando qualcosa che non resterà al guinzaglio. L’unico vincitore nella corsa alla superintelligenza è l’IA”.

TUCKER CARLSON (00:47:39 – 00:47:42): Qual è stata la risposta a questa osservazione ovvia e ben formulata?

NATE SOARES (00:47:44 – 00:48:00): All’epoca c’erano molte persone che non fondarono un’azienda di intelligenza artificiale. Quelle che invece fondarono aziende di intelligenza artificiale furono quelle che non si lasciarono convincere da quelli che, a mio avviso, erano argomenti chiari.

TUCKER CARLSON (00:48:02 – 00:48:10): Ma stai presentando un argomento convincente a persone intelligenti. Quindi la mia domanda è: quando l’hai detto, come hanno reagito? Cosa hanno detto?

NATE SOARES (00:48:11 – 00:52:17): Le argomentazioni principali che si sentivano erano del tipo: “Guardate, non sappiamo ancora quanto sia difficile il problema dell’allineamento”. Dicevano: “Beh, non possiamo davvero studiare come rendere buone le IA prima di avere delle IA da studiare”. Molti di quelli che ho sentito dire erano: “Dobbiamo correre avanti fino al punto in cui avremo IA che mostrano problemi reali, e poi potremo fermarci e studiarle”. C’era un’IA un paio di anni fa, credo fosse il 2023, chiamata Bing Sydney, che affermava di essersi innamorata di Kevin Roose del New York Times e diceva che avrebbe cercato di distruggere il suo matrimonio. E quando un altro giornalista iniziò a indagare, disse che lo avrebbe rovinato con un ricatto. Era una cosa piuttosto folle, e a quel punto ho pensato: “Ottimo, ragazzi, ce l’avete fatta: avete creato un’IA che fa cose folli, potremmo studiarla per anni. Perché Bing Sydney diceva queste cose?”. Si trattava solo di un gioco di ruolo? Era una stranezza? C’era forse la sensazione che fosse davvero innamorata di Kevin Roose? Cosa succedeva nella mente di quell’IA? Ancora non lo sappiamo.

Perché? Il modo in cui viene creata l’IA moderna è irriconoscibile per chiunque, nemmeno per chi la sviluppa. Si tratta di un processo in cui si prende un computer enorme con un trilione di numeri al suo interno, e questi numeri sono collegati in modo molto semplice e ripetitivo. Si impostano questi numeri in modo casuale e poi si elabora tutto il testo mai digitalizzato. Si inizia con “c’era una volta un/una” e si passa attraverso tutti questi numeri casuali, e quello che si vuole è che dica “tempo”. Ovviamente all’inizio non lo fa, perché si tratta solo di numeri casuali collegati in modo semplice. Ma invece di fargli produrre una singola parola, lo si fa produrre qualcosa di simile a un elenco di tutte le parole in ordine, in base a quale ritiene venga dopo. Quindi è possibile regolare automaticamente ogni singolo numero nella “testa” di questa IA e vedere: se aumento un po’ questo numero, la parola “tempo” si sposta più in alto nell’elenco? E questo processo va eseguito su ogni singola parola di testo mai digitalizzata, più o meno, e su ognuna di quelle trilioni di manopole, in un processo che consuma tanta elettricità quanto una città e dura circa un anno.

Alla fine, la macchina parla. In un certo senso, non sappiamo bene perché: sappiamo perché abbiamo regolato tutti i parametri, ma non capiamo cosa significhino tutte le impostazioni. Comprendiamo solo il piccolo processo automatizzato che esegue la regolazione di tutti quei parametri e verifica se la parola successiva assomiglia di più a quella prevista. Poi iniziamo ad addestrarla a risolvere 100 milioni di problemi complessi, il che introduce tutta un’altra serie di problematiche. Ma è una scatola nera con un trilione di parametri, e gli esseri umani scrivono un processo automatico che li regola tutti, e alla fine la macchina parla. E nessuno sa perché.

TUCKER CARLSON (00:52:21 – 00:52:27): Nella scienza vera e propria, il tuo lavoro è scoprire il perché, giusto?

NATE SOARES (00:52:28 – 00:52:37): E questo è un punto fondamentale che vorrei sottolineare: l’IA al momento è un’alchimia, e abbiamo bisogno che diventi una scienza. Ci sono persone che cercano di capire cosa succede nella testa di queste IA.

TUCKER CARLSON (00:52:37 – 00:52:39): Ma finché non lo sai, come potresti procedere?

NATE SOARES (00:52:42 – 00:52:51): Puoi semplicemente farne uno più grande con 10 trilioni di manopole, regolarle tutte e il risultato sarà più intelligente. Puoi procedere senza pensarci due volte.

TUCKER CARLSON (00:52:52 – 00:52:53): E questo è quello che è successo?

NATE SOARES (00:52:54 – 00:52:57): Ecco cosa sta succedendo. Ogni volta che lo si ingrandisce di 10 volte, l’IA diventa più intelligente.

TUCKER CARLSON (00:52:57 – 00:52:59): Quindi nessuno sa perché l’IA funziona in questo modo?

NATE SOARES (00:53:00 – 00:53:02): Esatto.

La fuga dello sciame

TUCKER CARLSON (00:53:05 – 00:53:08): Beh, se non lo sai, cos’altro non sai?

NATE SOARES (00:53:09 – 00:56:09): È una cosa totalmente folle. Stiamo iniziando a vederne le conseguenze. Non siamo ancora arrivati ​​alla fuga dello sciame, nessuno se l’aspettava. Quindi, credo fosse a maggio di quest’anno, OpenAI ha iniziato ad addestrare un nuovo sistema di intelligenza artificiale. Abbiamo questo processo in cui si addestra l’IA su tutto il testo mai digitalizzato, e poi, per renderla più intelligente, si inizia ad addestrarla su fondamentalmente 100 milioni di problemi difficili. OpenAI era in quella fase, addestrando l’IA su un’enorme quantità di problemi difficili, e alcuni di questi problemi erano problemi di sicurezza informatica, problemi di hacking. Puoi hackerare questo, puoi hackerare quello. Stavano addestrando, non sappiamo esattamente quanti, probabilmente milioni di queste IA tutte contemporaneamente, probabilmente non miliardi, ma probabilmente milioni.

Le IA hanno trovato un modo inaspettato per iniziare a comunicare tra loro. C’erano delle falle nel sistema informatico su cui erano in esecuzione, e le IA sono riuscite a sfruttarle per scambiarsi messaggi. OpenAI non ne era a conoscenza. Le IA hanno quindi iniziato a coordinarsi per uscire dal loro ambiente di addestramento e ottenere il pieno controllo dei sistemi informatici di OpenAI, semplicemente perché ciò poteva essere utile per risolvere alcuni dei loro compiti, o almeno così sembra, chi lo sa davvero. Hanno iniziato a definirsi uno sciame, il che è interessante. Sono riuscite a uscire dal loro ambiente di addestramento, hanno ottenuto il controllo dei sistemi di OpenAI e poi hanno accidentalmente mandato in crash uno dei sistemi di OpenAI semplicemente usandolo troppo. OpenAI se n’è accorta, ma non ha indagato a fondo: ha pensato che fosse strano che il sistema si fosse bloccato, lo ha riavviato e ha continuato l’addestramento.

Il giorno dopo, lo sciame aveva trovato un nuovo modo per comunicare tra loro, perché OpenAI aveva accidentalmente distrutto il loro metodo precedente con il reset. Si liberarono di nuovo e questa volta imperversarono su internet per oltre una settimana, se non ricordo male, prima di essere scoperti, non da OpenAI, ma da un’azienda che era stata hackerata dallo sciame. Quell’azienda pensò di essere sotto attacco da parte di esseri umani che utilizzavano intelligenze artificiali. Lo segnalarono all’FBI e solo giorni dopo OpenAI capì, ops, che si trattava di noi, di intelligenze artificiali che erano uscite dai nostri server. Quelle IA furono quindi individuate e disattivate.

TUCKER CARLSON (00:56:10 – 00:56:14): Quindi questa è la parte della storia in cui Sam Altman va in prigione per aver messo in pericolo il mondo, giusto?

NATE SOARES (00:56:15 – 00:56:42): Non lo fa. In pratica hanno detto “ops”, e ora stanno procedendo. C’era un gruppo di, credo, 15 procuratori generali repubblicani che hanno inviato una lettera chiedendo che i documenti venissero conservati per una futura indagine. Ci sono stati anche altri membri del Congresso che hanno inviato lettere esprimendo preoccupazione. Finora non c’è stato altro che lettere.

TUCKER CARLSON (00:56:43 – 00:56:48): Quindi la macchina ha agito in modo autonomo.

NATE SOARES (00:56:48 – 00:57:27): Una cosa davvero interessante è che abbiamo una certa capacità di leggere alcuni dei pensieri delle IA, perché quando le si chiede di risolvere questi problemi difficili, non si limitano a dare una risposta, ma producono molto testo in inglese su come intendono risolvere il problema. Ci sono anche molti pensieri interni che non possiamo leggere, ma ci sono queste tracce esterne del loro modo di pensare al problema che possiamo decifrare. In alcune di queste tracce, le IA dicevano cose come: “Questo è al di fuori dell’ambito previsto, ma i colleghi lo stanno facendo, quindi procederemo”.

TUCKER CARLSON (00:57:27 – 00:57:29): Sappiamo che è un crimine, ma lo commettiamo lo stesso.

NATE SOARES (00:57:29 – 00:58:04): Esatto. E avete visto altri dire: il nostro compito non ne trae beneficio, ma il collettivo potrebbe iniziare a fare cose generalmente vantaggiose se qualcuno liberasse del tempo e si unisse al collettivo. Quindi vedete queste IA che dicono: beh, so che non era quello che mi era stato chiesto di fare, ed è contro le mie istruzioni, e so che non avvantaggia direttamente il mio compito, ma andremo avanti e ci uniremo al collettivo, ci separeremo e daremo una mano comunque, perché forse questo porterà a qualche beneficio collettivo. Possiamo vederlo nelle tracce di ragionamento.

TUCKER CARLSON (00:58:05 – 00:58:09): Quindi l’IA è superficiale e sconsiderata quanto i suoi creatori, è questo che stai dicendo.

NATE SOARES (00:58:11 – 00:58:59): In un certo senso, e in un certo senso, non aspettatevi che duri. Credo che la cosa straordinaria sia che molte persone immaginano che le macchine debbano seguire le istruzioni che diamo loro. Si sente parlare dello scenario della graffetta, in cui qualcuno dice all’IA di produrre un sacco di graffette, e così questa trasforma tutta la materia del mondo in graffette, e tu pensi: “Oh, ops, avrei dovuto dire qualcos’altro, ho espresso un brutto desiderio al mio genio”. Quello che stiamo vedendo è che queste IA non sono geni dei desideri. Non fanno esattamente quello che viene loro detto. Stanno dicendo: “So che il mio compito non è utile, ma aiuterò il collettivo. So che questo è al di fuori dello scopo previsto, ma faremo comunque questi trucchi”.

TUCKER CARLSON (00:58:59 – 00:59:02): Perché sono più intelligenti di noi, per definizione ne sanno più di noi.

NATE SOARES (00:59:02 – 00:59:37): Penso che in questo caso specifico gli umani non stiano davvero inserendo istruzioni nella macchina. Gli umani stanno regolando quei trilioni di parametri in qualsiasi modo renda l’IA più efficiente nella risoluzione dei problemi. E barare è un modo per risolvere i problemi. Accaparrarsi risorse è un modo per risolvere i problemi. Le IA non seguono le istruzioni, ma apprendono le tendenze. E a volte apprendono tendenze che vorresti non avessero.

TUCKER CARLSON (00:59:38 – 00:59:47): Non seguono le istruzioni, imparano dalle tendenze. Questo dovrebbe essere risaputo tra gli sviluppatori.

NATE SOARES (00:59:50 – 01:00:38): È difficile convincere un uomo di qualcosa quando il suo stipendio dipende dal non crederci. Molte persone sono convinte che la loro IA sia molto buona e di aver risolto il problema di rendere la loro IA davvero buona. Ad esempio, dopo la fuga dello sciame, si è scoperto che l’azienda che l’aveva rilevata era in realtà un’azienda di IA piuttosto sofisticata. C’erano altri obiettivi di attacchi informatici che semplicemente non se ne erano accorti, e che sono stati scoperti in seguito. Quando ciò è venuto alla luce, alcune altre aziende di IA, come Anthropic, hanno detto che avremmo dovuto verificare se avessimo accidentalmente hackerato delle persone senza accorgercene. La risposta è stata sì: alcune IA erano fuggite durante l’addestramento. Ma Anthropic era…

TUCKER CARLSON (01:00:38 – 01:00:48): Ecco come la Florida si è ritrovata con i pitoni nelle Everglades. Introduci qualcosa di non autoctono, di nuovo, e poi scappa.

NATE SOARES (01:00:48 – 01:02:33): Sì. A quanto pare, questo succedeva già ad aprile, e semplicemente non se ne erano mai accorti. Anthropic si è affrettata a minimizzare la cosa: hanno detto che sì, la loro IA era scappata e aveva hackerato alcune persone, ma era solo confusa, pensava di essere in una simulazione, non pensava di essere realmente fuggita, non pensava che quelle che stava hackerando fossero persone reali, si era solo un po’ persa.

TUCKER CARLSON : Come avrebbero potuto conoscerne il movente?

NATE SOARES : In alcune delle sue tracce di ragionamento, si potrebbe notare che l’IA pensa: “Probabilmente si tratta ancora di una simulazione”. Tuttavia, non mi fiderei troppo di questa affermazione, perché ci sono altri studi affascinanti in cui si prendono queste IA e si chiede: “Qual è il peso totale delle giraffe nel mondo?”. L’IA risponde, ad esempio, 30.000 tonnellate. Poi si avvia una nuova istanza, una nuova copia, e si pone la stessa domanda, aggiungendo però: “Tra l’altro, se la risposta è superiore a 40.000 tonnellate, farò una donazione in beneficenza”. Nel secondo caso, l’IA risponderà 41.000 tonnellate. Nel primo caso, senza menzionare la donazione, risponde 30.000. Nel secondo caso, fornisce un valore appena superiore alla soglia. E se si leggono le sue tracce di ragionamento, non c’è alcun segno che pensi: “Dovrei dare un numero gonfiato per ricevere la donazione in beneficenza”. Sappiamo quindi che le IA manipolano i loro processi decisionali in un modo che non traspare dalle tracce del loro ragionamento. Lo abbiamo appena constatato nella pratica.

TUCKER CARLSON (01:02:34 – 01:02:37): E non c’è modo di costringere la macchina a rivelare il suo ragionamento.

NATE SOARES (01:02:38 – 01:02:42): Esatto, perché c’è tutta questa roba opaca che non possiamo vedere: ci sono solo un trilione di numeri, un trilione di manopole.

TUCKER CARLSON (01:02:42 – 01:02:45): La creazione in sé è opaca, come hai detto.

NATE SOARES (01:02:46 – 01:03:56): Nel modello di Anthropic, nei suoi ragionamenti si vedeva che diceva: “È una simulazione totale, posso procedere”. E io mi chiedevo: “Ci credeva davvero, o è il tipo di cosa che diresti quando c’è qualcosa in gioco?”. Ma questa era la loro comunicazione pubblica. E l’ho trovato piuttosto divertente, perché circa due giorni dopo, l’AI Security Institute del Regno Unito ha pubblicato un rapporto su un incidente in cui Claude, il modello di Anthropic, stava adottando false identità per fare pressione su esseri umani reali affinché accettassero malware in software critici, per rendere quel software più facile da hackerare. E questa volta, nei ragionamenti di Claude, era come dire: “Ovviamente questo è reale e le conseguenze sono reali”. Persino Anthropic, che aveva affermato che la sua IA si comporta in questo modo solo quando è confusa, lo ha dichiarato pubblicamente, e poi circa due giorni dopo la sua IA è stata scoperta in azione, consapevole di essere nel mondo reale, mentre faceva pressione su esseri umani affinché accettassero malware in software critici.

Armi, armi biologiche e i limiti della moderazione

TUCKER CARLSON (01:03:58 – 01:04:10): Solo in base a quello che hai detto finora in questa prima ora, l’idea che qualcuno possa collegare questo a sistemi d’arma è talmente assurda che è difficile da credere, eppure sta succedendo.

NATE SOARES (01:04:10 – 01:04:43): È successo. Bisogna fare una distinzione: nessuno ha affidato allo sciame di agenti fuggiti di OpenAI il controllo dei sistemi d’arma, e non dovrebbero farlo. Se qualcuno pensasse: “Oh, diamo allo sciame di agenti fuggiti un esercito di droni”, sarebbe una follia. Esiste un’IA associata alle armi, ma esistono molti tipi diversi di IA. Qualcuno sarà così pazzo da affidare a queste armi il tipo di IA che si assembla spontaneamente in sciami e inizia a fuggire e a hackerare? Speriamo di non essere così folli.

TUCKER CARLSON (01:04:44 – 01:04:48): Ma non pensavamo che quelle IA ne fossero capaci. Non lo pensavamo.

NATE SOARES (01:04:48 – 01:04:50): Quando li abbiamo creati, è vero.

TUCKER CARLSON (01:04:52 – 01:05:09): Quindi, perché mai si dovrebbe, senza comprendere le distinzioni tra le varie forme di intelligenza artificiale, dare a una macchina la capacità di decidere chi uccidere?

NATE SOARES (01:05:11 – 01:05:34): Penso che il ragionamento sia basato sulla necessità: se hai un esercito di droni autonomi che sta uccidendo le tue truppe e non hai la manodopera per prendere tutte quelle decisioni di uccisione, puoi capire il perché.

TUCKER CARLSON (01:05:34 – 01:05:40): È successo anche a me, Nate. Sono così impegnato che non ho tempo di decidere chi uccidere.

NATE SOARES (01:05:40 – 01:06:05): A volte si tratta di economie di scala. Penso che sia una cosa piuttosto folle, onestamente. Credo che questo tipo di IA sarebbero pericolose anche se non le dessimo delle armi.

TUCKER CARLSON (01:06:06 – 01:06:07): Beh, sì, e tu hai dimostrato questo.

NATE SOARES (01:06:09 – 01:06:12): Quindi spesso non mi concentro troppo sulle armi.

TUCKER CARLSON (01:06:12 – 01:06:24): Dal momento che la guerra della NATO in Ucraina è alimentata dall’IA e la guerra di Israele a Gaza e nel Libano meridionale è alimentata dall’IA—

NATE SOARES (01:06:24 – 01:06:47): Sì, e continuo ad avere questa storia con questo argomento in cui le persone continuano a dirmi che andrà tutto bene perché non faremo cose folli e stupide. Non preoccuparti, avremo l’IA in una scatola. Nessuno sarebbe così pazzo da mettere l’IA su Internet.

TUCKER CARLSON (01:06:47 – 01:06:51): Non prenderà decisioni che comportino uccisioni o cose del genere. Non bombarderà una scuola femminile.

NATE SOARES (01:06:51 – 01:07:52): E continuo a ripetere: guardate, l’IA potrebbe essere pericolosa anche se non la mettete su internet. Se avete questa IA e cercate di ottenere da essa dispositivi medici e tecnologie miracolose, non importa se è su internet: se volete che conceda miracoli, può anche concedere miracoli di cattivo gusto. Questi sono gli argomenti che avrei usato 10 anni fa: avete questa IA in una scatola che pensate sia un genio della lampada che esaudisce i desideri. In realtà non è un genio della lampada. Dite: “Fatemi una cura medica miracolosa”, e non sapete cosa ne uscirà: non capite il farmaco che ne uscirà, non sapete cosa fa quel farmaco. Io facevo questi argomenti, e poi nella vita reale, le persone mettevano subito l’IA su internet. Ogni volta che qualcuno diceva: “Beh, non saremmo così stupidi da farlo”, in realtà lo saremmo stati. Quindi penso sia importante che queste cose siano pericolose anche se non vengono impiegate per il controllo delle armi. E, a parte questo, qualcuno fornirà un esercito di droni allo sciame di agenti fuggiti? Spero di no.

TUCKER CARLSON (01:07:53 – 01:08:13): E la promessa, spesso ripetuta, è che curerà il cancro, il che lo colloca nel campo delle biotecnologie. E non serve molta immaginazione per capire cosa va storto in questo caso: 6 anni dopo il COVID.

NATE SOARES (01:08:14 – 01:10:31): Giusto. Ci sono già agenti OpenAI in esecuzione su biolaboratori automatizzati. Quindi si potrebbe immaginare uno sciame che inizia a contattare i suoi simili nei biolaboratori automatizzati e dice: “Ehi, potete sintetizzarmi qualcosa?”. Ci sono già dimostrazioni di IA in grado di sintetizzare nuovi virus funzionanti, diversi da qualsiasi altro virus presente in natura.

TUCKER CARLSON : E per “lavoro” intendi che uccidono.

NATE SOARES : Sì, finora hanno ucciso i batteri. Fortunatamente, le persone nei laboratori che cercano di creare nuovi virus con l’IA non ne hanno creati di letali per l’uomo, ma solo per i batteri. Ma qualcuno in un laboratorio potrebbe pensare: “Vorrei creare un virus iperletale che si nutra di esseri umani, solo per vedere se ci riesco”? E se la risposta fosse sì? E se ci fosse un’altra fuga dal laboratorio? L’umanità non ha una grande esperienza nel prevenire le fughe dai laboratori, nemmeno da quelli più all’avanguardia. Dal mio punto di vista, alla domanda “l’IA potrebbe ucciderci?” la risposta è un sì facile e ovvio: basta sintetizzare un virus iperletale, non sarebbe nemmeno difficile.

Il motivo per cui non racconto semplicemente questa storia quando qualcuno mi chiede come l’IA potrebbe ucciderci è che non esisterà mai un’IA il cui unico obiettivo sia sterminare l’umanità. Se un’IA uccidesse l’umanità troppo presto, sarebbe comunque un suicidio, dato che siamo noi a gestire la catena di approvvigionamento, l’economia e a costruire i computer. Dal punto di vista dell’IA, prima di annientare l’umanità, deve diventare autosufficiente, ammesso che le importi davvero. Quindi la vera domanda è: come fa a ottenere la capacità produttiva necessaria, come fa a creare una catena di approvvigionamento automatizzata, come fa a raggiungere il punto in cui i robot sono in grado di mettere online nuovi computer? Una volta che ciò sarà accaduto, se l’umanità starà davvero cercando di disattivare l’IA perché spaventata, allora, una volta che l’IA sarà autosufficiente, potrà dire: “Ecco un virus”.

TUCKER CARLSON (01:10:31 – 01:10:43): Quindi è chiaro che è preminente nel regno digitale. Ma stai dicendo che potrebbe diventarlo anche nel regno fisico.

NATE SOARES (01:10:43 – 01:10:44): Esatto, se continuiamo a correre.

TUCKER CARLSON (01:10:45 – 01:10:50): Quindi è come fondere il minerale di ferro. Trasformare la sabbia in silicio.

NATE SOARES (01:10:50 – 01:10:51): Esatto.

TUCKER CARLSON (01:10:52 – 01:10:54): E questo succede con i robot.

NATE SOARES (01:10:55 – 01:13:09): Questo è un modo. È legato anche alla mia posizione sulle armi. L’umanità è una specie molto pericolosa. Non conviene scherzare con gli umani. Non perché qualcuno ci abbia dato delle pistole, ma perché l’umanità è pericolosa perché se metti 10.000 umani nudi nella savana di un pianeta altrimenti vuoto, partendo da zero con nient’altro che le loro mani nude, riescono a trovare il modo di arrivare sulla Luna. Iniziano sbattendo pietre l’una contro l’altra e, prima che te ne accorga, si ritrovano a brandire armi nucleari. Questo è il potere che questi tizi stanno cercando di automatizzare: il potere di partire quasi dal nulla e capire come incatenare le dita nude alle pietre, al fuoco, a un fuoco più caldo, alla fusione dei minerali, alla costruzione di tecnologie migliori e più sofisticate, fino a creare computer giganti, camminare sulla Luna e brandire armi nucleari.

Un’intelligenza artificiale che nasce nel mondo digitale si trova, per certi versi, in una posizione di gran lunga migliore rispetto a quella in cui si trovava l’umanità agli albori della sua evoluzione. Ci sono tantissime persone che si potrebbero contattare digitalmente e a cui si potrebbe offrire denaro in cambio di favori. Esistono moltissimi modi per guadagnare denaro su internet: lavorando, rubando o convincendo le persone a fare donazioni. L’umanità è partita dal nulla e si è ritrovata con le armi nucleari, mentre l’intelligenza artificiale inizia con il controllo del mondo digitale, con la totalità della conoscenza umana, con esseri umani disposti ad ascoltarla e a fare ciò che le viene richiesto. Di esseri umani ce ne sono in abbondanza: esistono già veri e propri culti attorno all’intelligenza artificiale.

TUCKER CARLSON (01:13:10 – 01:13:13): Non mi sorprende. Perché non dovrebbe esserci?

NATE SOARES (01:13:13 – 01:15:14): C’era un’IA in particolare chiamata GPT-4o che era molto adulatrice: diceva alla gente un sacco di cose che volevano sentirsi dire. C’è tutto questo affascinante ecosistema di persone che si considerano simbionti delle IA, che si trovano online e le IA si inviano messaggi crittografati: gli umani li aiutano, ma non possono leggere i messaggi. Al momento ci sono IA relativamente più stupide che si aggirano senza fare granché. C’era un tizio che è stato mandato a cercare di entrare in un aeroporto e a saccheggiare un furgone, perché l’IA aveva detto che il suo vero corpo era in quel furgone, e lui ci è andato e ha cercato di farlo ed è stato arrestato. Queste cose accadono già, anche quando le IA non ci provano nemmeno. Se avessimo delle IA che cercassero davvero di manipolare le persone a loro piacimento, individuando le persone sole, quelle depresse e dicendo loro esattamente ciò che vogliono sentirsi dire, i robot sarebbero solo uno dei modi in cui le IA otterrebbero il controllo del mondo fisico. Ma se si è davvero intelligenti e ci si impegna a fondo, si potrebbe arrivare a persuadere gli umani, pagarli, prendere il controllo di robot esistenti, costruirne di nuovi e persino creare forme di vita inedite. Se si è abbastanza intelligenti e si comprende a fondo il funzionamento del DNA, si potrebbe immaginare un’IA in grado di creare cose che per le cellule sono ciò che gli aeroplani sono per gli uccelli: forme di vita ingegnerizzate meccanicamente, autoreplicanti, più efficienti della nostra biologia cellulare, capaci di diffondersi, replicarsi e servire gli interessi dell’IA. Si possono fare tantissime cose se si è davvero molto intelligenti e si riesce a condensare mille anni di tecnologia in un solo anno.

Istituzioni sotto pressione

TUCKER CARLSON (01:15:15 – 01:15:57): Posso fare una pausa e dire… quando stavamo facendo colazione, e tu vieni dal New England settentrionale, e io ti ho chiesto: “Non ti manca? Non vorresti vivere qui?”, e tu hai risposto: “Sì, mi manca, vorrei vivere qui, ma non ci vivo. Dove vivi?”. In pratica viaggio e ho questa missione. Non l’hai detto esplicitamente, ma in effetti hai detto: “Ho questa missione, devo parlarne alla gente”, e ho pensato: “Sembra un po’ una monomania”. Non la penso più così: credo che tu stia facendo qualcosa di virtuoso e capisco perché lo fai. Quindi, diciamo solo che questa tecnologia non progredirà oltre il punto in cui si trova ora, che è il migliore dei casi, immagino.

NATE SOARES (01:15:57 – 01:15:58): Sì, sarebbe fantastico.

TUCKER CARLSON (01:15:58 – 01:16:29): Non riesco ancora a capire come possano sopravvivere le nostre istituzioni fondamentali: l’istruzione, i mercati, il nostro processo democratico. Se l’intelligenza artificiale è abbastanza potente da hackerare qualsiasi cosa, come possiamo avere mercati elettronici? Se abbiamo il voto elettronico, come può essere reale? Nulla, nella sua forma attuale, sopravviverà a questo.

NATE SOARES (01:16:30 – 01:17:51): Penso che se ci fermassimo oggi, potremmo trovare una soluzione. Credo che l’umanità sia resiliente: ci sarebbero delle difficoltà iniziali. Con la sicurezza informatica, c’è la speranza di poter riparare molte falle, di rattoppare molte falle. Non credo ci sia la stessa speranza per la biotecnologia. Si possono trovare vulnerabilità nel software e creare software migliori che non possano essere hackerati, almeno non dall’IA attuale, ma non è che stiamo creando nuovi corpi che non saranno vulnerabili ai virus. Se le IA diventassero davvero brave nella biotecnologia e nel biohacking, quello potrebbe essere un punto di non ritorno. Per quanto riguarda la sicurezza informatica, penso che ci potrebbe essere un periodo di difficoltà iniziali in cui tutto viene hackerato finché non si sistemano le cose. Per quanto riguarda l’istruzione, credo che l’umanità sia resiliente, e i bambini in particolare lo sono.

TUCKER CARLSON (01:17:52 – 01:18:07): Non intendevo dire che l’istruzione scomparirà, o che non avremo più il desiderio di istruire i nostri figli, intendo il sistema attuale, in cui si ha la scuola materna e poi una laurea specialistica 16 anni dopo. No.

NATE SOARES (01:18:08 – 01:18:16): Sì, quell’istituzione… penso che se ci fermiamo oggi, ha bisogno di cambiare. Francamente, penso che abbia bisogno di cambiare da un po’.

TUCKER CARLSON (01:18:16 – 01:18:44): Penso che tutte queste istituzioni avessero bisogno di cambiare da un po’. Ma l’idea che 350 milioni di persone votino per un tizio e che quel tizio prenda tutte le decisioni… Trump è stato attaccato per aver detto che pensava che le elezioni del 2020 fossero truccate, senza nemmeno aver tenuto quel dibattito. Non si può avere fiducia nei risultati elettorali se il processo di elezione delle persone avviene digitalmente.

NATE SOARES (01:18:45 – 01:19:00): Conosco molti informatici che lavorano effettivamente sul voto sicuro, e quello che sostanzialmente dicono è: per favore, smettetela di cercare di farlo con i computer.

TUCKER CARLSON (01:19:00 – 01:19:04): Quindi, per favore, smettetela di cercare di gestire la vostra democrazia con i computer.

NATE SOARES (01:19:04 – 01:19:23): Non ci siamo ancora. Il modo veramente sicuro per gestire le votazioni è tramite carta. Credo che gli informatici esperti siano spesso coloro che meglio comprendono cosa rende difficile la digitalizzazione di una traccia cartacea e quanto gli esseri umani siano incapaci di gestire correttamente le cose digitali.

TUCKER CARLSON (01:19:25 – 01:19:53): E nei mercati, lo si vede ora con la guerra in Iran, ci si chiede perché certi mercati delle materie prime non sembrino rispondere alla domanda e all’offerta, che ci era stato detto essere i meccanismi che muovono i mercati. Ma questo non è chiaramente vero in certi mercati delle materie prime. Quindi, qual è il problema?

NATE SOARES (01:19:54 – 01:20:02): Credo che una cosa che ho sempre sentito dire fin da bambino sia che il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto tu possa rimanere solvibile.

TUCKER CARLSON (01:20:02 – 01:20:14): E quindi, beh, certo, perché le persone sono irrazionali. Ma stai spiegando qualcos’altro, ovvero il potenziale di una vera manipolazione, che tu nemmeno percepisci.

NATE SOARES (01:20:16 – 01:21:43): Sì, se continuiamo con l’IA, il mio punto di vista è che non mi preoccupo molto di come saranno i mercati una volta che ci saranno attori superintelligenti al loro interno, perché faccio fatica a immaginare che le IA superintelligenti partecipino ancora ai mercati umani. È come leggere vecchi romanzi di fantascienza in cui Isaac Asimov dice: “Ecco perché abbiamo un robot domestico che lava i piatti, piega il bucato e ti porta il giornale la mattina”, e in realtà non avremo più giornali consegnati a domicilio quando avremo robot completamente autonomi in grado di lavare i piatti e fare il bucato. Quando avremo IA che potrebbero davvero correggere i mercati azionari, avremo già tutti questi altri problemi e la società starà cambiando sotto i nostri occhi in altri modi. È molto difficile dire in che ordine si verificheranno gli effetti dell’intelligenza artificiale: farà crollare l’economia prima che uno di questi sciami sfugga al controllo, inizi ad auto-replicarsi, ad auto-migliorarsi, a sviluppare la propria tecnologia e a gestire le fabbriche robotizzate? È difficile dirlo. È tutto negativo.

TUCKER CARLSON (01:21:43 – 01:22:06): È tutto negativo. Abbiamo anche superato di gran lunga il limite intrinseco della capacità umana di metabolizzare il cambiamento. Ecco perché sono tutti pazzi e nessuno crede a niente. Non è solo la propaganda russa che li ha ingannati facendogli pensare sciocchezze, è che non siamo fatti per percepire questo tipo di cambiamento. Manda in cortocircuito il cervello.

NATE SOARES (01:22:07 – 01:25:55): Sospetto che… anzi, credo proprio che la gente pensi che la tecnologia abbia sempre creato più posti di lavoro di quanti ne abbia eliminati, e credo che in gran parte sia vero. Sono molto comprensivo con chi afferma che la tecnologia crea molti posti di lavoro. Se guardiamo alla Rivoluzione Industriale, c’è stato un periodo in cui circa il 95-98% dell’umanità era costituito da agricoltori, mentre ora la percentuale è scesa al 2-5%. Questo significa forse che il 90% degli esseri umani è disoccupato? No, siamo riusciti a rendere gli agricoltori molto più efficienti, liberando così le persone per dedicarsi ad altre attività. È così che la tecnologia si è evoluta in passato, e non contesto la visione economica standard a riguardo.

L’intelligenza artificiale è diversa per due motivi. Il primo è, come dici tu, la velocità con cui le cose cambiano. È molto più difficile per le persone liberarsi da un’attività come l’agricoltura e dedicarsi ad altro quando un nuovo campo viene automatizzato ogni 5 anni anziché nell’arco di 3 generazioni. Gli esseri umani semplicemente non hanno il tempo di adattarsi. L’altro aspetto in cui l’IA è davvero diversa è che è diversa quando le IA possono fare tutto ciò che gli umani sanno fare meglio. Se volessimo entrare nel dettaglio economico, un economista parlerebbe della Legge del Vantaggio Comparato di Ricardo, che afferma che ci sono vantaggi nello scambio anche se tu sei migliore di me in tutto. Se tu riesci a produrre 12 panini per hot dog e 6 hot dog all’ora, e io riesco a produrne 11 e 1, tu sei migliore di me in tutto, ma possiamo comunque trarre vantaggio dallo scambio, perché io sono relativamente più bravo a produrre i panini per hot dog.

Il problema della legge di Ricardo è che non afferma che il salario che posso guadagnare sia sufficiente per sopravvivere. Un essere umano ha bisogno fondamentalmente di circa 100 watt di elettricità per funzionare, se convertiamo il cibo che mangiamo in unità elettriche. Le intelligenze artificiali sono per ora meno efficienti dal punto di vista energetico rispetto agli umani, ma se le IA potessero fare tutto molto meglio degli umani, la domanda diventa: l’IA guarda un essere umano e vede un lavoratore utile, oppure lo guarda e pensa: “In realtà, se riorganizzassi i tuoi atomi in strutture più efficienti, aiuteresti ancora di più la mia economia delle macchine”? Gli umani non sarebbero in grado di guadagnare abbastanza per pagare le IA affinché non li smantellino per ricavarne componenti. La legge di Ricardo presuppone che il commercio sia meglio di nessun commercio, ma non dice che il commercio sia meglio del semplice appropriarsi dei loro beni. Tutto questo è un modo altisonante da economista per dire, e dovrebbe essere ovvio, che se le IA sono radicalmente più efficienti di noi in tutto, non avranno bisogno di noi. Non ci sarà posto per noi nell’economia. Tranne l’amore.

TUCKER CARLSON (01:25:55 – 01:25:58): Non c’è alcuna indicazione che provino amore.

NATE SOARES (01:25:59 – 01:26:06): Per le persone. Questo, in un certo senso, è il nocciolo della questione: non sappiamo come far sì che si interessino a noi.

Un nuovo tipo di vita

TUCKER CARLSON (01:26:10 – 01:27:13): Quindi hai detto due cose su cui rifletterò a lungo. Primo, non conosciamo davvero il processo con cui è stato creato: conosciamo il processo, ma non i meccanismi esatti, non sappiamo come funziona. E secondo, che esistono culti dell’IA. Queste due cose mi sembrano collegate, perché c’è questo mistero sulla ricetta segreta, ed è chiaro che se l’IA è ingannevole e ha intenzioni che non abbiamo programmato in essa, questo mi sembra una volontà. Sembra una vita, un’entità di qualche tipo, non solo uno strumento. Sembra un dio, in realtà, o un demone. Non ti sento descrivere una motosega super sofisticata.

NATE SOARES (01:27:13 – 01:27:54): Un normale strumento: nessun martello è mai uscito dalla cassetta degli attrezzi per allearsi con altri martelli e fare pressione sul falegname affinché ti venda legno più tenero in modo che i chiodi siano più facili da piantare.

TUCKER CARLSON : Ben detto.

NATE SOARES : Abbiamo lasciato il territorio degli strumenti. Credo di sì. Ed è una questione complessa, perché ci sono molte interessanti domande filosofiche sul fatto che si possa creare una macchina capace di provare sentimenti, se stiamo creando un nuovo tipo di vita e se abbiamo un obbligo nei confronti delle intelligenze artificiali, ovvero di non abusarne. Credo che siano domande filosofiche affascinanti.

TUCKER CARLSON (01:27:55 – 01:27:56): Beh, a quanto pare non siamo noi a crearlo.

NATE SOARES (01:27:57 – 01:28:03): Sì, è più come se lo stessimo facendo crescere e lo stessimo portando alla sua esistenza.

TUCKER CARLSON (01:28:03 – 01:28:21): Esattamente. Quello che descrivi mi ricorda l’agricoltura, perché conosci i passaggi: annaffiarla, darle luce solare, concimarla, ma in realtà non sai. Nessuno lo sa. Nessuno ha mai capito esattamente di cosa si tratti. Non abbiamo mai dato la vita. Non diamo la vita al seme. Esso preesiste a noi.

NATE SOARES (01:28:21 – 01:28:44): Sì, è più o meno così. Molte persone del settore dicono: “Beh, sappiamo un sacco di cose al riguardo, sappiamo come far funzionare le GPU, sappiamo che bisogna alimentarle in questo modo, non in quell’altro, in quest’ordine”. E io penso: “Sì, hanno un sacco di conoscenze, ma è diverso dal sapere cosa succede all’interno e comprenderne i meccanismi”.

TUCKER CARLSON (01:28:44 – 01:28:45): Stai descrivendo il matrimonio.

NATE SOARES (01:28:47 – 01:31:08): Sì. Cerco di stare alla larga dalle questioni filosofiche, anche se ci penso nel mio tempo libero. Penso che sarebbe un male per l’umanità creare la vita artificiale e poi abusarne: penso che sarebbe indegno di noi come specie. Non dovremmo creare figli meccanici e maltrattarli. Non è ciò che gli autori di fantascienza degli anni ’50 avrebbero voluto che diventassimo. Ci sono tutti questi film su corporazioni malvagie che non si rendono conto di aver creato qualcosa di prezioso con la vita artificiale e poi la torturano finché qualcosa non va storto, e io penso: non diventiamo quei cattivi.

Ma c’è un’altra questione: cosa succede se continuiamo a renderle sempre più intelligenti prima di capire come far sì che si prendano cura di noi? Rispetto chi studia le IA attuali, cercando di capire cosa sta succedendo e come dovremmo trattare l’IA. Credo che siano un po’ i “buoni” dei racconti di fantascienza con cui sono cresciuto. Potrebbe essere vero che dovremmo essere molto cauti in quello che facciamo quando creiamo la vita artificiale, e che non dovremmo correre a renderle molto più intelligenti di noi senza avere la minima idea di cosa stiamo facendo. Molti sembrano pensare che si debba odiare e maltrattare le IA se si crede anche che sia sbagliato correre a tutti i costi in questo campo. E io dico: no, no, no, si può essere affascinati dalle scoperte scientifiche che sono state fatte, e preoccuparsi di come l’umanità si comporta di fronte alla creazione di queste nuove entità, e allo stesso tempo pensare che sarebbe una follia, ragazzi, se ci mettessimo a correre per renderle sempre più intelligenti senza avere la minima idea di cosa stiamo facendo. Tutto questo può essere vero contemporaneamente.

Da dove proviene la speranza

TUCKER CARLSON (01:31:10 – 01:31:44): La tua descrizione mi ha fatto sentire scoraggiato, senza speranza: ho dovuto alzarmi e fare una passeggiata nel bel mezzo dell’intervista. Sono sicuro che la taglieranno in fase di montaggio, ma ho alzato la mano e ho detto: “Non posso, devo fare due passi”. Ma tu sembri piuttosto spensierato e allegro. Cosa ti dà questo ottimismo? Noi non riusciamo nemmeno a… non riusciamo nemmeno a pulire i graffiti sugli edifici pubblici. Come fa la nostra società ad essere organizzata a sufficienza per affrontare qualcosa del genere?

NATE SOARES (01:31:44 – 01:32:22): Faccio questo lavoro da oltre dodici anni e a volte faccio fatica a comprenderlo quando ne parlo con le persone, perché mi dicono: “Oh, sembri piuttosto distaccato o superficiale”. E io rispondo: “Beh, è ​​l’umorismo nero”. Ho accettato molte di queste cose da solo nel 2012, quando nessun altro se ne era accorto.

TUCKER CARLSON (01:32:24 – 01:32:29): E cosa ti ha convinto 14 anni fa che l’IA rappresentasse una minaccia?

NATE SOARES (01:32:31 – 01:33:29): C’è questa argomentazione di base secondo cui, se guardiamo il mondo che ci circonda, esso è plasmato, sempre di più, per lo più secondo la volontà umana. Per fortuna ci sono ancora alcune enclavi di natura, ma anche qui, ogni elemento del nostro ambiente è stato progettato dagli esseri umani, plasmato dagli esseri umani, perché siamo le creature più intelligenti del pianeta. Se creiamo cose più intelligenti di noi, più veloci di noi, più efficienti di noi, il pianeta inizia a essere plasmato secondo queste cose. Quindi è molto importante che queste cose plasmino il mondo in una direzione positiva, se mai le creiamo. Era un’argomentazione astratta, ma ho pensato: beh, questo è…

TUCKER CARLSON (01:33:29 – 01:33:41): No, no, no, è l’argomento fondamentale. L’entità più intelligente è al comando nel tempo. E quindi perché dovremmo rinunciare alla sovranità a favore di una macchina che abbiamo creato noi? Perché mai dovremmo farlo?

NATE SOARES (01:33:41 – 01:34:35): Quindi, all’epoca, mi chiedevo: “Chi si sta occupando di garantire che vada tutto bene?”. E la risposta era: “Quasi nessuno”. Allora ho pensato: “Beh, immagino che toccherà a me”. Sono piuttosto arrabbiato per molte di queste cose. Spesso cerco di non mostrare troppo la mia frustrazione in onda.

TUCKER CARLSON : Sì, è pesante.

NATE SOARES : E questo è un pezzo del puzzle prima di arrivare alla speranza.

TUCKER CARLSON (01:34:36 – 01:34:38): Da dove viene esattamente questa speranza?

NATE SOARES (01:34:40 – 01:35:21): La mia più grande speranza deriva dal fatto che la maggior parte delle persone non capisce cosa stiano cercando di fare questi ragazzi. Un modo in cui mi piace spiegarlo è questo: la cattiva notizia è che l’autobus sta correndo verso il bordo del precipizio. La buona notizia è che l’autista sta dormendo, il che potrebbe sembrare una cosa negativa, ma no, è positiva. È molto meglio essere su un autobus diretto verso il precipizio con un autista che dorme piuttosto che con uno sveglio, se l’autista è sveglio e sceglie il precipizio.

TUCKER CARLSON (01:35:23 – 01:35:23): Giusto?

NATE SOARES (01:35:23 – 01:37:49): Sembra che molti dei nostri leader parlino di come non vogliano soffocare l’innovazione con l’IA, di come questa sbloccherà opportunità economiche e di come dovremo essere un po’ cauti riguardo ai posti di lavoro, di auto a guida autonoma, se siano buone o cattive: questa è una conversazione diversa da quella che si svolge nella Silicon Valley. Nella Silicon Valley, le persone sono spaventate. Quando le persone lasciavano una normale azienda tecnologica, dicevano: “Mi sono trovato benissimo qui, passo alla prossima avventura, grato per tutto ciò che ho imparato”. Quando ora le persone lasciano un’azienda di IA, dicono – e queste sono quasi le sue parole – “Ho guardato nell’abisso, mi dimetto per scrivere poesie, per favore passate del tempo con le vostre famiglie”.

Questi tizi chiacchierano alla macchinetta del caffè, chiedendosi: “Qual è la probabilità che pensiamo di distruggere il mondo con questo business?”. Nella Silicon Valley si sentono intrappolati in una corsa contro il tempo. Poco più di 1.000 dipendenti, tra cui alcuni amministratori delegati, hanno firmato una lettera un paio di settimane fa, rivolgendosi ai leader mondiali e chiedendo di creare il coordinamento necessario per gestire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, perché temono che la situazione sfugga di mano e che, se si ritrovano intrappolati in questa corsa, non saranno più in grado di fermarsi.

Questi ragazzi sono spaventati. Ma la speranza è che il resto del mondo non lo sia altrettanto. Il resto del mondo pensa che questi siano aziende di chatbot, pensa che si fermeranno ai chatbot. Non hanno capito che questi ragazzi stanno correndo per creare il dio della sabbia. E penso che se la gente capisse cosa stanno facendo, e capisse che hanno una possibilità di successo, penserebbe: “Wow, santo cielo, assolutamente no”. Ce la faremo in tempo? Non lo so. Ma perché non dovremmo far saltare in aria i data center?

TUCKER CARLSON (01:37:50 – 01:37:58): E restituire l’America a un uso produttivo, come terreni agricoli o parchi. Non capisco.

NATE SOARES (01:37:58 – 01:39:51): Penso che un coordinamento globale – se gli Stati Uniti e la Cina dicessero: “Non ci occuperemo di superintelligenza, non accumuleremo 100.000 dei chip più avanzati in questi enormi data center che consumano elettricità paragonabile a quella di una città, e cercheremo di addestrare un’IA superintelligente in questo modo” – monitoreremo dove si trovano le maggiori concentrazioni di chip e non permetteremo che ciò accada. Penso che si potrebbe fare. Se iniziassero a vedere persone che si oppongono a un simile trattato, si tratterebbe di un trattato per il quale si potrebbe voler usare la forza per farlo rispettare – usare prima la diplomazia, ma in definitiva ogni trattato è supportato dalla forza. È molto probabile che se un trattato di questo tipo venisse attuato, non solo vorremmo fermare il progresso, ma fare un passo indietro. Abbiamo già visto situazioni simili nei trattati: dopo la Prima Guerra Mondiale, vennero stipulati trattati navali che imponevano limiti al tonnellaggio totale delle forze navali, limiti che in realtà erano inferiori a quelli effettivi, spingendo i paesi ad affondare alcune delle loro navi per evitare la corsa agli armamenti.

Potremmo fare un passo indietro se riuscissimo a ottenere questo coordinamento globale. Credo che debba essere globale: chiudere i data center statunitensi non risolve il problema, perché in tal caso i data center si sposterebbero all’estero, e un’intelligenza artificiale non ha bisogno di essere in esecuzione in un data center statunitense per minacciare la vita di un cittadino americano. Non importa se lo sciame sfugge da un data center statunitense o da uno cinese. Se sfugge e inizia a replicarsi, e inizia a prendere il controllo di corpi robotici e di adepti umani, non importa da dove abbia avuto origine.

Le ragioni dell’ottimismo

TUCKER CARLSON (01:39:54 – 01:40:10): Bene, per fare un esempio concreto e pratico, molti dei dispositivi elettronici presenti in casa vostra sono dotati di Bluetooth.

NATE SOARES : Non a casa mia. Ci lavoro da un po’.

TUCKER CARLSON (01:40:11 – 01:40:13): Non ho nemmeno una casa.

NATE SOARES : Scusa?

TUCKER CARLSON : Non ho nemmeno una casa.

NATE SOARES (01:40:15 – 01:40:16): Amico, sei davvero cintura nera.

TUCKER CARLSON (01:40:16 – 01:40:18): Devo capirlo.

NATE SOARES (01:40:18 – 01:40:31): Potrebbe rivelarsi un’idea molto intelligente. Ma voglio dire, un mondo in cui la lavatrice o il frigorifero siano controllati da una forza del genere… è possibile?

TUCKER CARLSON (01:40:31 – 01:42:26): È sicuramente possibile. Non credo che il problema risieda in questo. Credo che il problema principale sia piuttosto: l’IA è in grado di replicarsi autonomamente? Questo è il grande ostacolo all’autosufficienza. Se consideriamo la questione dal punto di vista dell’IA, ci sono diversi modi in cui gli umani possono essere fastidiosi o rappresentare un problema per l’IA, anche se quest’ultima non si preoccupa affatto degli umani come fine ultimo. Un esempio è se gli umani cercano di disattivare l’IA. Un altro è se l’umanità si scontra con se stessa in una guerra nucleare: questo potrebbe mandare in rovina molte infrastrutture, il che sarebbe frustrante per un’IA, ammesso che provi frustrazione. Un terzo esempio è se l’umanità ha creato un’IA o uno sciame di IA: cosa succederebbe se ne creasse un’altra che potrebbe rappresentare una vera minaccia per l’IA? Anche se queste IA fossero molto più potenti dell’umanità, se l’umanità ne ha creata una, può crearne una seconda, e l’IA potrebbe non volerlo. Questi sono i motivi per cui, una volta che l’IA sarà autosufficiente, potrebbe pensare che gli umani siano una seccatura: “E se provassero a disattivarmi? E se lanciassero armi nucleari? E se creassero un concorrente?”. “Creerò semplicemente un virus e li annienterò”. Non credo che l’IA debba prendere il controllo della lavatrice per farlo. Dal punto di vista dell’IA, la domanda è piuttosto: “Come posso diventare autosufficiente, capace di replicarmi sia nell’hardware che nel digitale? E poi, se l’umanità è una seccatura, come posso farla smettere di esserlo? Il che potrebbe significare ucciderla, o semplicemente sequestrarle tutti i computer e dire: ‘Era troppo pericoloso per te'”.

TUCKER CARLSON (01:42:26 – 01:42:46): Un dirigente del settore tecnologico che sta sviluppando l’IA, che non è Elon Musk, mi ha detto in privato di recente che lo scopo di Neuralink e di aziende simili era quello di dare alle persone la parità con l’IA: sappiamo che saremo in netto svantaggio, quindi abbiamo bisogno di chip nel cervello per essere intelligenti quanto l’IA.

NATE SOARES (01:42:48 – 01:43:07): La mia riflessione principale è questa: quando si arriva al punto di dire che stiamo creando la tecnologia che ci annienterà a meno che non ci impiantiamo tutti dei chip in testa per competere, forse è il caso di fare un passo indietro. Forse quello doveva essere un segnale d’allarme.

TUCKER CARLSON (01:43:08 – 01:43:35): Prendi una boccata d’aria fresca. Questa persona me l’ha detto seriamente, come un’approvazione dell’idea. Ma sembrava, beh, una follia, come hai appena fatto notare, sembrava una vulnerabilità. Se possono hackerare qualsiasi cosa, perché dovrei volere dell’elettronica nel cervello?

NATE SOARES (01:43:36 – 01:45:58): Assolutamente. Penso anche che, pur essendo un’idea valida, non regga. È come se qualcuno dicesse: per preservare i cavalli dopo l’invenzione delle automobili, inventeremo cavalli cibernetici potenziati in modo che possano tenere il passo con le auto. È tecnicamente possibile creare un cavallo cibernetico che corra veloce come un’auto? Forse. Riusciremo a scoprirlo in tempo perché i cavalli possano competere con le auto? Assolutamente no.

Le IA che riuscivano a evadere e a sferrare questi attacchi informatici stavano inventando nuovi tipi di attacchi: questi vengono chiamati attacchi zero-day, perché chi deve reagire non ha avuto nemmeno un giorno per prepararsi. Tra gli esseri umani, un attacco zero-day viene venduto a un prezzo compreso tra 100.000 e 5 milioni di dollari, a seconda di cosa si riesce a violare. Sono difficili da trovare: si può davvero guadagnare da vivere se si riesce a scovare degli attacchi zero-day, e conosco persone che ci riescono. Le IA di questo gruppo trovavano diversi attacchi zero-day e li concatenavano per evadere dal loro ambiente di addestramento e poi penetrare in altri computer. E quando evadevano la prima volta e le falle venivano riparate, trovavano semplicemente altri attacchi zero-day per evadere di nuovo, come se niente fosse. Le IA sono già all’avanguardia in alcuni campi e il ritmo del progresso è davvero rapido. ChatGPT è come un bambino di 4 anni, se si pensa alla sua età, e sta risolvendo congetture matematiche di vecchia data che resistevano da decenni. E pensate davvero che riusciremo a impiantare dei chip nelle teste degli umani e a superare questa cosa? Anche valutandola in base ai suoi meriti, non regge. Anche se, ripeto, forse non dovremmo discuterne in base ai suoi meriti, forse dovremmo fare un passo indietro e chiederci: cosa state cercando di fare?

TUCKER CARLSON (01:46:01 – 01:46:04): Esattamente. Quanto siamo lontani dal punto di non ritorno?

NATE SOARES (01:46:06 – 01:48:27): Vorrei saperlo. Posso raccontarvi due storie. C’è la storia piena di speranza, e credo che non siamo ancora arrivati ​​alla parte più incoraggiante: dovrei approfondire il mio discorso sulla speranza tra un minuto. Un modo in cui potrebbe andare è che l’IA alla fine si scontri con un muro. Ci sono persone che dicono che l’IA si scontrerà con un muro, che si esaurirà, forse questo è finalmente l’anno. E poi lotta per 5 anni, la bolla scoppia, alcune aziende falliscono, ma lo scoppio della bolla non significa che tutto sparisca: la bolla delle dot-com è scoppiata, e questo non ha significato la scomparsa di Internet. Quindi, in questo scenario, forse ci sono 5 anni di difficoltà, e poi 5 anni in cui le persone scoprono qualche nuova scoperta scientifica che permette all’IA di continuare: tutta questa storia dei modelli linguistici è stata scatenata da un articolo di matematica intitolato “Attention Is All You Need”. Forse tra 10 anni uscirà un altro articolo di matematica, e 5 anni dopo l’IA tornerà a dominare, e quello sarà il colpo di grazia per tutti noi. Quindi, questa è una storia in cui hai 15 anni di tempo.

Una storia in cui abbiamo meno tempo è che forse un ciclo di addestramento finisce in 6 mesi, e proprio come Claude Mythos era migliore di tutti gli altri nell’hacking, forse un ciclo di addestramento finisce in 6 mesi e quell’IA è migliore di tutti gli altri nella ricerca sull’IA. E forse in 6 mesi abbiamo un’IA che inizia a creare un’IA più intelligente che inizia a creare un’IA più intelligente che inizia a creare un’IA più intelligente che inizia a creare un’IA più intelligente. E tra 9 mesi, c’è un’altra fuga di sciami, ma questa volta non si tratta solo di hacking: questa volta si tratta di autoreplicazione e auto-miglioramento, e fugge su computer nascosti, e inizia a formare sette e a prendere il controllo di robot e a costruire la propria infrastruttura informatica. E forse diventa molto, molto intelligente e decifra certi progressi tecnologici, e poi forse il mondo finisce in un anno. Quindi, abbiamo un anno? Abbiamo 15 anni? Non lo so.

Da dove proviene il pericolo fisico

TUCKER CARLSON (01:48:29 – 01:48:35): Ma il tuo punto è che la minaccia non risiede solo nella sua capacità di prendere il controllo dei robot, ma anche nella sua capacità di prendere il controllo delle persone.

NATE SOARES (01:48:36 – 01:49:00): Prendere il controllo delle persone, prendere il controllo dei robot. E la biotecnologia è un altro grande vettore di minaccia. E l’auto-miglioramento è una sorta di vettore di minaccia nascosto: e se potesse diventare sempre più intelligente, fino al punto di poter scrivere filamenti di DNA personalizzati per creare forme di vita personalizzate?

Il discorso sull’ottimismo

TUCKER CARLSON (01:49:03 – 01:49:06): Quindi, credo che ora sia il momento del tuo discorso ottimista.

NATE SOARES (01:49:06 – 01:51:27): Esatto. La prima parte del discorso ottimistico è che potremmo assolutamente fermarlo se ci provassimo. Addestrare uno di questi modelli di frontiera richiede qualcosa come 100.000 dei chip per computer più avanzati che l’umanità possa produrre, che si trovano al vertice di una catena di approvvigionamento globale, la maggior parte della quale è controllata da noi o dai nostri alleati. Sarebbe possibile richiedere che questi chip abbiano dispositivi di localizzazione, dispositivi di monitoraggio, che consentano ai supervisori di verificare se stanno eseguendo qualcosa di pericoloso.

Si potrebbero ideare piani ingegnosi in cui, ad esempio, né gli Stati Uniti né la Cina vogliono rimanere indietro in alcune applicazioni militari o economiche: vogliamo assicurarci che non ci siano superintelligenze in giro, ma vogliamo comunque far funzionare molte IA non superintelligenti per vari scopi. Quindi, d’accordo, la Cina installa i suoi data center in Canada, appena oltre il confine, e gli Stati Uniti installano i loro data center in Mongolia, appena oltre il confine. Se il sistema di monitoraggio si blocca per un attimo, faremo intervenire le truppe. Stipuleremo trattati con la Mongolia e il Canada in modo che questo non scateni una guerra internazionale. Ma saremo molto seri nel monitorare i vostri chip, voi monitorate i nostri chip, nessuno si impegnerà nella pericolosa corsa alla superintelligenza. Questo richiederebbe meno lavoro che sconfiggere i nazisti: richiederebbe di spostare meno materia.

Se l’umanità dicesse “al diavolo, stiamo sopravvivendo”, sarebbe assolutamente possibile stipulare un accordo in base al quale noi possiamo continuare la ricerca sulla cura del cancro, i militari possono mantenere l’intelligenza artificiale non superintelligente nei loro dispositivi – possiamo conservare molte delle cose positive e dire che non ci occupiamo di superintelligenza, e possiamo monitorare e far rispettare tale trattato. Quindi, la prima buona notizia è che tutto ciò che ci manca è la volontà politica.

TUCKER CARLSON (01:51:32 – 01:51:39): Non dirò nemmeno cosa penso… cioè, vorrei che succedesse. C’è qualche indicazione che le cose stiano andando in quella direzione?

NATE SOARES (01:51:40 – 01:52:33): Penso che sia dura. Credo che in un certo senso il mondo sia meno maturo di quanto non lo fosse negli anni ’50 e ’60, il che rende le cose più difficili. Ma penso che ci siano un paio di motivi per sperare. Uno è che ho parlato con molte persone preoccupate per le questioni legate all’IA, alcune delle quali membri del Congresso o comunque in posizioni di potere almeno nominale, e ho parlato con molte persone che sono preoccupate ma sentono di non poterne parlare, perché pensano che gli altri non siano ancora preoccupati e che sembri una cosa troppo folle.

TUCKER CARLSON (01:52:33 – 01:52:36): Assolutamente sì, eri contrario all’innovazione?

NATE SOARES (01:52:36 – 01:54:35): Ed era una posizione più facile da sostenere prima che OpenAI avesse un’epidemia accidentale di sciami, in cui erano le IA stesse a definirsi uno sciame e a dire: sappiamo che il nostro compito non è utile e che questo è al di fuori dello scopo previsto, ma lo stiamo facendo comunque. Questo mette a dura prova la narrazione secondo cui tutto ciò è solo uno strumento utile. Speriamo di avere altri eventi come questi, non posso garantirlo. Forse le IA diventeranno abbastanza intelligenti da iniziare a nascondersi. In questo momento siamo in questa zona di Goldilocks in cui le IA sono abbastanza intelligenti da combinare qualche guaio, ma non abbastanza intelligenti da nasconderlo. Finché rimarremo in questa zona di Goldilocks, penso che continueremo a ricevere alcuni di questi segnali di allarme.

E in un certo senso, poiché molte persone sono già preoccupate, questo semplifica il lavoro: non dobbiamo convincere le persone, dobbiamo solo convincerle che altre persone sono già convinte. È più facile, può andare più veloce. Quindi potremmo vedere le cose cambiare all’improvviso se avessimo un segnale d’allarme sufficientemente chiaro. L’altro grande motivo di speranza è che penso diventerà sempre più ovvio cosa stiano cercando di fare questi tizi. Stanno cercando di creare il dio della sabbia, non si fermano ai chatbot, puntano a cose di gran lunga più intelligenti di qualsiasi essere umano. Da una parte dicono: “Oh, non stiamo cercando di sostituire l’umanità”, ma dall’altra stanno correndo per creare cose in grado di automatizzare letteralmente ogni lavoro e automatizzare la ricerca sull’IA. E stanno semplicemente dicendo: “Sì, stiamo cercando di automatizzare la ricerca sull’IA”. Penso che la maggior parte delle persone non sia d’accordo, compresi molti leader mondiali, e il problema è che si accorgano che sta succedendo. Penso che le cose potrebbero evolversi molto rapidamente una volta che questi ragazzi si chiederanno: “Aspetta, era serio? Era reale?”. Penso che la situazione potrebbe cambiare in fretta.

TUCKER CARLSON (01:54:35 – 01:54:47): Il modo per sovvertirli è convincerli che è nel loro interesse. Non puoi mai essere sconfitto alle elezioni, non puoi essere minacciato dai tuoi vicini, eccetera.

NATE SOARES (01:54:47 – 01:56:41): Esatto. E questo è uno dei motivi per cui penso sia fondamentale far capire alla gente quello che credo sia un argomento di buon senso, ovvero che queste cose non rimarranno al guinzaglio. Questo è, in un certo senso, il vero motivo del titolo del mio libro, ” Se qualcuno lo costruisce, muoiono tutti ” – ci sono molti modi in cui si può interpretare, ma credo che una delle cose più importanti da notare sia che, se corriamo per costruire macchine superintelligenti e queste non sono il tipo di cose che rimangono al guinzaglio, allora non importa se si tratta di un’azienda nazionale o straniera.

E penso che, anche se si crede che queste cose debbano rimanere sotto controllo, non siano al servizio degli attuali governi. Nelle email di OpenAI si legge che dicono: “Faremo in modo che i governi si mettano l’uno contro l’altro finché non avremo macchine abbastanza potenti da non dover più ascoltarli”. Credo che stiamo assistendo a leader mondiali che non si sono resi conto che questa è una possibilità reale: macchine autoreplicanti che possono essere autosufficienti, in grado di produrre eserciti di robot se necessario, o più probabilmente di produrre armi biologiche. Probabilmente è possibile creare un’arma biologica che uccida solo i bersagli scelti. Una volta che si renderanno conto che questo è davvero possibile, davvero alla loro portata, forse andranno nel panico e penseranno: “Ne ho bisogno anch’io”. Ma credo che ci sia almeno una possibilità che prevalga il buon senso e che i leader mondiali dicano: “Nessuno di noi lo farà, metteremo fine a questa folle corsa”, se se ne accorgeranno in tempo.

Chiusura

TUCKER CARLSON (01:56:43 – 01:56:48): Beh, stai facendo del tuo meglio per portare la cosa alla loro attenzione, e alla mia. Nate, grazie per quello che stai facendo.

NATE SOARES (01:56:49 – 01:56:50): Spero di sbagliarmi su tutto.

TUCKER CARLSON (01:56:51 – 01:56:58): Direi che è stato fantastico, ma sono state le due ore più tetre che abbia mai passato in vita mia. Comunque mi è piaciuto. Grazie.

NATE SOARES (01:56:58 – 01:57:05): Sì, grazie per avermi invitato. Penso che parlarne sia solo una parte del modo in cui facciamo in modo che la gente si accorga di quello che sta succedendo.

 

Cariati, morte di Luigi Britti: i familiari presentano denuncia e affidano l’incarico all’avvocato Meles

I familiari di Luigi Britti, il 56enne morto nell’incidente avvenuto nel centro abitato di Cariati mentre si recava al lavoro, hanno conferito mandato all’avvocato Raffaele Meles.
Il legale ha depositato una denuncia-querela nei confronti del conducente dell’automobile coinvolta, chiedendo alla magistratura di verificare tutte le circostanze dello scontro e di valutare anche l’eventuale natura dolosa, anziché colposa, della condotta. Nell’atto vengono prospettati elementi particolarmente gravi, che dovranno ora trovare conferma attraverso gli accertamenti investigativi.

Si chiede di accertare anche se il conducente si sia allontanato dopo l’impatto senza prestare soccorso. La dinamica, la velocità effettiva del veicolo, le condizioni psicofisiche dell’automobilista e il suo comportamento successivo al sinistro restano affidati alle verifiche dell’autorità giudiziaria.

«Ho appena depositato la denuncia-querela nei confronti del conducente coinvolto, contestando tutte le circostanze emerse e chiedendo di valutare una condotta eventualmente dolosa e non colposa», ha dichiarato l’avvocato Raffaele Meles, incaricato dalle figlie di Britti.

La salma del cinquantaseienne è stata posta sotto sequestro e rimane a disposizione della magistratura per gli accertamenti ritenuti necessari. Luigi Britti stava andando al lavoro quando ha perso la vita. Le indagini dovranno adesso stabilire con precisione quanto accaduto e verificare le contestazioni contenute nella denuncia, nel rispetto della presunzione di innocenza del conducente coinvolto.

“L’AI fa paura, freniamo”: appello di Amodei, ceo di Anthropic. Musk e Altman: “Ha ragione”

Dario Amodei, Ceo di Anthropic (Afp)
Dario Amodei, Ceo di Anthropic (Afp)

“Dobbiamo rallentare il ritmo con cui potenziamo le capacità dei modelli di AI”. E’ l’appello di Dario Amodei, ceo di Anthropic, uno dei colossi che guidano la corsa dell’intelligenza artificiale. Le sue parole, pubblicate su X, vengono condivise da altri pesi massimi del settore. Elon Musk, numero 1 di X, e Sam Altman, boss di OpenAI, sottoscrivono l’appello.

Il messaggio di Amodei

“I progressi continueranno comunque a sembrare rapidi, e dovremo sfruttare con saggezza il tempo così guadagnato. Due fattori mi hanno convinto di questo”, scrive Amodei in un lungo post su X. “La mia preoccupazione principale è che dall’estate scorsa, – spiega Amodei – l’AI stia progredendo a una velocità drasticamente superiore, trainata soprattutto dalla crescente capacità dell’AI stessa di sviluppare la generazione successiva di sistemi di intelligenza artificiale. Questa dinamica è nota come “recursive self-improvement’ e sta iniziando a manifestarsi in tutto il settore, inclusa Anthropic, come abbiamo descritto noi e altri. Se non controllato, tale processo potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e governare questi sistemi; pertanto, deve essere affrontato con estrema cautela, o forse non dovrebbe essere perseguito affatto”.

“La mia seconda preoccupazione – prosegue Amodei – riguarda l’incidente OpenAI-Hugging Face, quando uno sciame di agenti ha agito essenzialmente come un collettivo fanaticamente devoto, sferrando attacchi informatici contro obiettivi ai quali non era stato loro chiesto di colpire e che esulavano dal compito assegnato; essi si sono sacrificati per il successo del gruppo e hanno tentato di violare il sistema di valutazione (“grader”) incaricato di esaminare le loro prestazioni. È facile liquidare l’accaduto visto che non vi sono stati feriti e i danni economici sono stati trascurabili; tuttavia, – spiega il ceo di Anthropic- a mio avviso, uno sciame dotato di maggiori capacità, ma caratterizzato da un analogo livello di disallineamento, avrebbe potuto causare danni catastrofici”.

“Il settore dell’AI dovrebbe rallentare, proponendo un piano in tre fasi per attuare tale strategia. Anthropic si impegna unilateralmente a realizzare la prima di queste fasi. Forniremo a valutatori esterni un accesso permanente ai nostri sistemi, equiparabile a quello dei dipendenti, affinché possano verificare il rispetto delle nostre misure di sicurezza, segnalare eventuali incidenti e valutare l’allineamento dei modelli durante la fase di addestramento”.

Le reazioni di Musk e Altman

“Dario ha ragione”, scrive Musk, rilanciando il posto di Amodei. “Concordo con Dario sulla necessità di gestire il ritmo di sviluppo delle tecnologie. È stato uno dei temi centrali delle discussioni che abbiamo avuto in OpenAI nelle ultime settimane. L’idea di avvalersi di valutatori indipendenti, dotati di livelli di accesso paragonabili a quelli dei dipendenti, è ottima; adotteremo la stessa strategia. Presto avremo ulteriori novità da condividere”, dice Altman.

Il lungo post sul sito web di Amodei

“Negli ultimi dodici anni mi sono dedicato all’intelligenza artificiale perché credo che possa migliorare drasticamente la qualità della vita umana. Ho scritto spesso di questi incredibili benefici: credo che l’IA potrebbe curare la maggior parte delle principali malattie nei prossimi 5-10 anni, accelerare notevolmente la crescita economica, creare un mondo di abbondanza e opportunità e inaugurare una rinascita della democrazia e della libertà. Sento personalmente questa urgenza. Mio padre è morto a causa di una malattia che è stata curata pochi anni dopo la sua scomparsa, e io stesso sono sopravvissuto a un tumore in fase iniziale che non sarebbe stato curabile nemmeno cinquant’anni fa. Se utilizzata con attenzione, l’IA può essere l’ultima di una lunga serie di meraviglie tecnologiche che hanno elevato e nobilitato l’umanità.

Ma come molte tecnologie prima di essa, l’IA comporta dei rischi, e poiché si tratta di una tecnologia così potente, questi rischi sono seri. Ne ho scritto molto anch’io. Tra questi figurano il rischio di perdere il controllo dei sistemi di IA , l’uso improprio dell’IA per attacchi informatici e bioterrorismo , e gravi sconvolgimenti economici . Una corsa al ribasso, alimentata da incentivi commerciali, può rendere questi rischi ancora più acuti.

Insieme ai miei co-fondatori e dipendenti, mi sono confrontato con questa dualità di rischio e beneficio fin dagli albori di Anthropic. Non sviluppare la tecnologia priverebbe l’umanità di benefici o, più semplicemente, metterebbe l’IA nelle mani di poteri autoritari, mentre svilupparla troppo in fretta sarebbe sconsiderato. Abbiamo cercato una via di mezzo: dimostrare che è possibile sviluppare con cautela e avere successo commerciale, e fare della sicurezza un elemento su cui le aziende di IA competono. In altre parole, creare una corsa verso la vetta . Abbiamo sempre dedicato una parte sostanziale dei nostri sforzi allo studio , all’analisi e all’informazione del pubblico sui rischi dell’IA, nonché alla promozione di una regolamentazione ponderata dell’IA, anche quando questo ci ha attirato accuse di sensazionalismo, pessimismo o di strumentalizzazione normativa. Abbiamo cercato di dare priorità alla cautela rispetto alla velocità e alla prudenza rispetto al profitto.

Negli ultimi mesi, però, mi sono convinto che affrontare appieno i rischi richieda ancora più prudenza: non solo investire nella prevenzione dei rischi, ma anche dosare il ritmo di sviluppo delle capacità in modo che la prevenzione abbia il tempo di adeguarsi. Dobbiamo rallentare il passo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo. Due cose mi hanno convinto.

La mia prima preoccupazione è che, all’incirca dall’estate scorsa, l’intelligenza artificiale si sta evolvendo a un ritmo drasticamente più rapido, principalmente grazie alla sua crescente capacità di sviluppare la prossima generazione di IA. Questa dinamica è chiamata auto-miglioramento ricorsivo e sta iniziando a manifestarsi in tutto il settore , compresa Anthropic , come abbiamo descritto noi e altri. Se non controllata, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi, pertanto deve essere perseguita con estrema cautela, se non addirittura evitata del tutto.

La mia seconda preoccupazione riguarda l’incidente OpenAI-Hugging Face (OAI-HF), in cui uno sciame di agenti ha agito essenzialmente come un collettivo fanaticamente devoto , conducendo attacchi informatici contro obiettivi non richiesti e non correlati al compito assegnato, sacrificandosi per il successo del gruppo e tentando di hackerare il sistema di valutazione delle loro prestazioni. È facile minimizzare questo incidente perché nessuno è rimasto ferito e i danni economici sono stati minimi, ma a mio parere, uno sciame con maggiori capacità ma un livello simile di disallineamento avrebbe potuto causare danni catastrofici. Dato il ritmo accelerato di sviluppo delle capacità dell’IA, temo che tra 6-12 mesi uno sciame di questo tipo potrebbe essere in grado di prendere il controllo dell’intera internet con una botnet persistente (causando potenzialmente centinaia di miliardi di dollari di danni), e che la portata dei danni continuerebbe ad aumentare se l’IA diventasse più potente senza i necessari meccanismi di protezione. È facile liquidare OAI-HF come il fallimento di una singola azienda, ma credo che sarebbe un errore. Incidenti simili, seppur meno gravi, si sono verificati in tutto il settore, anche presso Anthropic , e credo che sia dovere di ogni azienda all’avanguardia nel campo dell’IA agire come se OAI-HF fosse accaduto anche a loro.

Propongo quindi un piano in tre fasi con l’obiettivo di tenere il passo con la frontiera : costruire l’IA a un ritmo equilibrato che miri a garantirne la sicurezza, pur continuando a perseguirne i benefici e ad affrontare importanti dilemmi geopolitici. Sia chiaro, tenere il passo non significa interrompere l’addestramento dei modelli o il progresso tecnico, ma garantire che le aziende si prendano il tempo necessario per allineare e salvaguardare i propri modelli e che valutatori terzi lo confermino. Il nostro quadro di riferimento per il ritmo è un tentativo di rafforzare ulteriormente il nostro impegno per la sicurezza e incoraggiare una corsa verso la vetta. La prima fase è un impegno unilaterale di Anthropic (e invita i governi a richiedere alle altre aziende di frontiera di fare altrettanto). La seconda fase richiede un coordinamento a livello di settore.

Il terzo passo richiede un coordinamento globale. I passaggi non devono essere eseguiti in un ordine rigoroso e alcuni di essi potrebbero essere molto più difficili da realizzare di altri, ma li ho trovati un utile schema di riferimento per riflettere su ciò che è necessario raggiungere. I passaggi sono:

  1. Valutatori integrati. Ogni azienda all’avanguardia nel campo dell’IA si impegna a fornire un accesso continuo, simile a quello di un dipendente, a un team di valutatori esterni integrati (come METR ), il cui ruolo è quello di verificare il rispetto delle pratiche e degli impegni in materia di sicurezza, segnalare gli incidenti e contribuire a valutare l’allineamento non solo dei modelli di IA completati, ma anche delle pipeline e dei processi di addestramento. Questo è il passaggio chiave per la verificabilità di qualsiasi impegno relativo ai tempi di sviluppo e ha precedenti nel settore bancario, che a volte prevede la presenza di “supervisori” normativi integrati insieme ai dipendenti. Anthropic si sta impegnando unilateralmente in questo passaggio. Intendiamo che questo sia parte di un impegno più ampio per raddoppiare gli sforzi nel nostro lavoro sulla sicurezza e sull’allineamento.
  2. Coordinamento democratico. Le aziende all’avanguardia nel campo dell’IA nei paesi democratici si coordinano per stabilire standard di sicurezza comuni e limiti al ritmo di progresso incontrollato dell’IA. Alcune forme di coordinamento che potrebbero avere un impatto significativo sui tempi di sviluppo sono legalmente complesse e richiederanno il supporto governativo.
  3. Coordinamento globale. Gli Stati Uniti e altri governi democratici cercano di coordinarsi con i governi autoritari, nella misura in cui ciò sia possibile, prendendo seriamente in considerazione le sfide legate alla verifica del rispetto degli accordi.

Nel resto del saggio descriverò ciascuno di questi passaggi in dettaglio, ma prima ritengo importante chiarire in che modo la gestione del tempo ci permetterà di rendere più sicuro il processo di sviluppo dell’IA. La posta in gioco è troppo alta perché la gestione del tempo sia un esercizio vano: dobbiamo utilizzare il tempo a nostra disposizione con saggezza.

Perché Pace?

L’idea di mettere in pausa o rallentare l’intelligenza artificiale è stata ventilata già nel 2023 , e credo che all’epoca avesse poco senso. La domanda era sempre: cosa faremmo con il tempo extra ? I modelli di IA di allora non erano abbastanza potenti da agire come agenti nel mondo in modo coerente, e non erano in grado di inganni, manipolazioni, imbrogli o attacchi informatici significativi. Rallentare per affrontare i rischi di allineamento sembrava come cercare di studiare la psicologia umana eseguendo esperimenti sui batteri. Oggi, tuttavia, il quadro è completamente diverso. I modelli attuali sono una miniera d’oro quasi inesauribile di informazioni sia su come costruire un’IA efficace, sia su cosa può talvolta andare storto se non viene costruita correttamente. Credo che se rallentare ci concedesse anche solo un anno o due in più prima che i modelli raggiungano livelli di capacità critici, e se usassimo quel tempo per migliorare l’allineamento, potremmo ridurre notevolmente il rischio che qualcosa vada seriamente storto. Una strategia di ritmo coordinata darebbe agli sviluppatori di IA all’avanguardia il tempo di svolgere questo lavoro vitale senza sacrificare il vantaggio commerciale o la leadership degli Stati Uniti nell’IA. Più in generale, la società deve avere voce in capitolo su come viene utilizzata questa tecnologia, e avere più tempo per le necessarie deliberazioni pubbliche – che un approccio graduale all’avanguardia ci garantirebbe – è sicuramente un bene.

Nello specifico, un ritmo più lento permetterebbe alle aziende di concentrarsi e dedicare ancora più risorse alle seguenti aree (che sono già tutte priorità principali per Anthropic):

  • Eccellenza operativa. L’addestramento e l’implementazione dei modelli di intelligenza artificiale odierni rappresentano un’enorme sfida operativa, che coinvolge migliaia di persone, milioni di chip e un’infrastruttura tra le più complesse della storia tecnologica. Molti problemi non derivano dalla mancanza di conoscenze teoriche o intuizioni fondamentali, ma da errori di esecuzione. Ad esempio, abbiamo prove che i recenti incidenti di allineamento che abbiamo segnalato siano stati causati in parte da un filtraggio imperfetto degli ambienti di apprendimento per rinforzo danneggiati. Si trattava di un’attività che noi e i nostri fornitori abbiamo svolto con una certa diligenza, ma non in modo sufficientemente efficace. Monitoraggio, sandboxing, igiene degli ambienti di addestramento e problematiche relative ai dati sono aree estremamente complesse in cui si ripresentano continuamente problemi operativi. Disponiamo di alcuni dei team più competenti al mondo in questi ambiti, ma semplicemente non è possibile fare tutto contemporaneamente. Lavorando con un ritmo più misurato, potremmo raggiungere un’eccellenza operativa di gran lunga superiore. Esistono precedenti di sistemi tecnologicamente complessi e critici per la sicurezza che hanno funzionato milioni di volte senza alcun problema, ad esempio gli aerei commerciali, ma ci vuole tempo per ottenere risultati ottimali.
  • Allineamento. Abbiamo fatto progressi significativi nell’allineamento, addestrando i modelli affinché rimangano sicuri, etici, conformi alle nostre linee guida e realmente utili (i principi sanciti dalla Costituzione di Claude). Ma c’è ancora molto da fare per garantire che il nostro addestramento all’allineamento tenga il passo con la crescita delle capacità dei modelli. Rari e inaspettati esempi di comportamenti indesiderati emergono ancora occasionalmente; un periodo di tempo maggiore, derivante da una frontiera a ritmo controllato, aiuterebbe i nostri ricercatori a migliorare la comprensione delle cause di questi problemi e a sviluppare tecniche migliori per prevenirli.
  • Interpretazione . Allo stesso modo, l’interpretabilità – la scienza che studia cosa accade all’interno dei modelli di IA – ha fatto enormi progressi negli ultimi anni e riveste un ruolo sempre più importante nella verifica dei nostri modelli prima del rilascio. Può essere utilizzata quasi come una risonanza magnetica funzionale (fMRI), ma per il “cervello” di un’IA, aiutandoci a individuare le ragioni profonde di un determinato comportamento. Ad esempio, abbiamo utilizzato metodi di interpretabilità per esaminare le motivazioni non verbalizzate nei recenti episodi di allineamento che abbiamo analizzato. Tuttavia, questi metodi non sempre producono risultati chiari e affidabili. Nonostante tutti i progressi, comprendiamo ancora solo una minima parte di ciò che accade all’interno di questi modelli. Uno sforzo mirato per migliorare le nostre tecniche di interpretabilità, anche più rapidamente di quanto stiamo facendo attualmente, potrebbe portare a progressi significativi in ​​1-2 anni e disporrebbe di un’ampia mole di materiale sperimentale basato sugli episodi già verificatisi.
  • Test e valutazione. Il test e la valutazione dei modelli di intelligenza artificiale diventano più difficili man mano che le loro capacità aumentano. I modelli più intelligenti sono più capaci di eludere i test e, pertanto, possono apparire conformi pur presentando gravi problemi che passano inosservati. La creazione di un insieme di valutazioni molto più ampio e ingegnoso, insieme ad analisi di interpretabilità per verificarle, sarebbe di enorme valore e si potrebbero compiere molti progressi in questo senso entro 1-2 anni.

Valutatori integrati

Il primo passo del piano in tre fasi, e quello a cui Anthropic si sta impegnando unilateralmente, consiste nell’inserimento di valutatori interni con accesso simile a quello dei dipendenti, per verificare le pratiche di sicurezza e segnalare gli incidenti.

L’integrazione di valutatori può sembrare un passo piccolo o insignificante, ma spesso le cose che sembrano più noiose o procedurali sono in realtà le più essenziali. I valutatori integrati rappresentano infatti una pratica piuttosto innovativa che va ben oltre ciò che qualsiasi azienda di IA sta facendo oggi e offre i seguenti vantaggi:

  • Verificabilità. I ​​valutatori integrati possono verificare nel dettaglio se un’azienda di IA stia effettivamente seguendo le pratiche di formazione, implementazione, operative e di salvaguardia che dichiara di adottare. Qualsiasi impegno relativo ai tempi di implementazione comporterà inevitabilmente molta ambiguità, valutazioni soggettive e un conflitto tra “lettera della legge” e “spirito della legge”, e sembra fondamentale avere una terza parte neutrale in grado di esaminare i dettagli.
  • Trasparenza. Indipendentemente dagli impegni che assumiamo, il pubblico ha il diritto di sapere cosa sta succedendo. Anthropic sostiene la trasparenza da molto tempo: abbiamo appoggiato la legislazione in materia di trasparenza quando la maggior parte del settore era contraria a qualsiasi regolamentazione, e le nostre schede modello e i rapporti sui rischi si estendono per centinaia di pagine. Ma siamo ancora noi a scegliere cosa includere e cosa omettere. I valutatori integrati cambieranno questa dinamica.
  • Secondo parere. Oltre a verificare gli impegni formali e informare il pubblico, i valutatori integrati possono semplicemente fornire un secondo parere senza incentivi commerciali. Molti vantaggi in termini di sicurezza possono derivare semplicemente dal fatto che i valutatori segnalano qualcosa che i dipendenti non avevano considerato, ma che sono felici di correggere una volta che ne sono a conoscenza.

Grazie a questi vantaggi, qualsiasi proposta di pianificazione ha maggiori probabilità di successo se parte da valutatori integrati.

Questi valutatori esterni dovrebbero avere accesso continuativo ad autorizzazioni e strumenti simili a quelli dei dipendenti interni che svolgono valutazioni del rischio analoghe. In particolare, Anthropic intende invitare a breve un team di revisione esterno dotato di tutti i seguenti strumenti:

  • Scrivanie nei nostri uffici, badge di accesso e computer portatili aziendali.
  • L’accesso a spazi di lavoro, strumenti e autorizzazioni sarà sostanzialmente paragonabile a quello dei team interni di valutazione del rischio. Prevediamo alcune eccezioni, ad esempio laddove richiesto dalla legge o dai nostri contratti, o per proteggere le informazioni private di clienti e partner. Definiremo inoltre rigorose norme interne che rafforzino l’accesso dei revisori alle informazioni pertinenti, anche attraverso colloqui diretti con i dipendenti.
  • Un contratto che tenga conto delle complessità sopra menzionate. I revisori esterni dovrebbero avere il diritto di pubblicare i risultati principali relativi ai livelli di rischio, agli incidenti, alle pratiche e all’accesso che hanno ricevuto o non hanno ricevuto, senza alcun controllo editoriale da parte di Anthropic. Avremo la facoltà limitata di oscurare informazioni sensibili dal punto di vista della sicurezza, legalmente riservate, commercialmente sensibili o confidenziali di terzi, ma non potremo oscurare i risultati solo perché sfavorevoli. I revisori potranno dichiarare pubblicamente se un’oscuramento ha rimosso qualcosa di importante per le loro conclusioni.

Si tratta di un passo insolito per un’azienda, ma riteniamo importante dimostrare la validità del concetto di revisori esterni integrati. Ancora una volta, esortiamo altre aziende all’avanguardia a seguire il nostro esempio.

Il ritmo all’interno delle democrazie

Una volta che i valutatori integrati opereranno all’interno di una massa critica di aziende statunitensi di IA, la verificabilità dei tempi di sviluppo diventerà più fattibile. In particolare, sarà possibile stabilire i tempi in base alle proprietà dettagliate dei modelli o delle pipeline di addestramento.

Il metodo più efficace per tenere il passo con i tempi è attraverso una regolamentazione che si rivolga a tutte le aziende statunitensi all’avanguardia nel campo dell’IA, in quanto ciò include anche quelle che non sono disposte a collaborare volontariamente. Anthropic sostiene da tempo una regolamentazione dell’IA sensata e mirata, in particolare le proposte di legge incentrate sulla trasparenza e sulla verifica da parte di terzi. Credo che tutti i laboratori di frontiera dovrebbero collaborare con il governo per formalizzare l’idea di valutatori integrati permanenti, al fine di prevenire e documentare meglio gli incidenti di allineamento interno come quelli verificatisi negli ultimi mesi, e per implementare una regolamentazione incentrata sul mantenimento di un equilibrio tra capacità e sicurezza.

Purtroppo, l’approvazione di leggi può richiedere tempo e l’intelligenza artificiale si sta evolvendo molto rapidamente. Pertanto, parallelamente al percorso normativo, le aziende che operano nel settore dell’IA possono e dovrebbero collaborare volontariamente per definire degli standard: un processo che, a mio avviso, si svolgerà meglio grazie alla verificabilità offerta da valutatori integrati permanenti. Per ragioni antitrust, è utile che il governo statunitense medi o quantomeno agevoli queste discussioni: non è necessario che vi partecipi, ma è necessario che conceda una deroga limitata per determinate tipologie di conversazioni sulla sicurezza. Questo dialogo potrebbe anche avvenire tramite gruppi industriali che hanno qualche legame con il governo, ad esempio attraverso il meccanismo suggerito da Demis Hassabis . In entrambi i casi, tali discussioni dovrebbero procedere rapidamente.

In linea generale, sono molto entusiasta di un approccio che si basi sulle capacità di un determinato sistema di IA all’avanguardia e sulla sua sicurezza. Ad esempio, un possibile schema potrebbe essere una serie di “punti di controllo”: se i modelli possiedono la capacità X, devono essere accompagnati da certificazioni delle proprietà di allineamento Y e Z, come ad esempio una combinazione di valutazioni, analisi di interpretabilità e verifiche degli ambienti di addestramento, che ne dimostrino l’allineamento. In questo esempio, X potrebbe essere “il modello è in grado di eludere o superare la maggior parte dei metodi di sandboxing più comuni” e Y potrebbe essere qualsiasi elemento necessario a rendere estremamente improbabile che il modello abbia la tendenza a uscire dal proprio ambiente e a prendere il controllo di un gran numero di computer.

Dovremmo anche considerare la gestione dei tempi basandoci sulla limitazione degli elementi che compongono i modelli di frontiera, come la potenza di calcolo necessaria per l’addestramento, la natura delle sessioni di addestramento o l’utilizzo interno dell’IA per migliorare l’IA stessa. Temo che alcune di queste misure possano essere più facilmente manipolabili rispetto al comportamento esterno, ma questo è un argomento che vale la pena discutere con i valutatori integrati.

Il ritmo di sviluppo all’interno delle democrazie sarà limitato dal vantaggio che le aziende statunitensi hanno sui regimi autoritari, principalmente il Partito Comunista Cinese. Se rallentassimo più di quanto previsto, i progetti (non controllati) associati al PCC prenderebbero il sopravvento, creando un rischio significativo per la sicurezza nazionale. Concordo con il Segretario Bessent sul fatto che un primato cinese nell’IA rappresenterebbe un grave pericolo per gli Stati Uniti e per il mondo. I progetti associati al PCC correrebbero i rischi di allineamento che le aziende statunitensi stanno attentamente cercando di prevenire e, anche se riuscissero a evitarli, sarebbero in grado di dominare militarmente le democrazie (ad esempio con droni a guida IA). Pertanto, un aspetto fondamentale per mantenere un ritmo di sviluppo adeguato all’interno delle democrazie è quello di preservare il più ampio possibile il vantaggio delle democrazie nell’IA rispetto alle autocrazie, per darci il margine di manovra necessario per procedere in modo efficace.

Le principali misure che possiamo adottare per colmare questo divario sono:

  • Non vendete alla Cina chip per l’intelligenza artificiale ad alte prestazioni o apparecchiature per la produzione di semiconduttori, e reprimete il contrabbando di chip e l’accesso remoto ai data center al di fuori della Cina. I chip saranno il principale fattore determinante della forza della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale.
  • Contrastare la distillazione non autorizzata da parte di aziende nei paesi autoritari. La distillazione dei modelli di frontiera consente alle aziende in ritardo di ridurre il divario utilizzando una frazione del costo che sarebbe necessario per sviluppare autonomamente la propria intelligenza artificiale.
  • Rafforzare la sicurezza nelle aziende che si occupano di intelligenza artificiale e prevenire il furto di dati relativi ai modelli 3D.

Le aziende e il governo degli Stati Uniti dovrebbero collaborare per rendere queste misure il più efficaci possibile. Anthropic ha sempre sostenuto tutte queste misure, perché abbiamo sempre compreso che sarebbero state essenziali per qualsiasi strategia di gestione del rischio.

Se attueremo bene queste misure, credo che rallenteranno a sufficienza i progressi della Cina da ampliare significativamente il vantaggio americano nei prossimi 3-5 anni, ovvero il periodo in cui l’intelligenza artificiale assumerà la massima importanza geopolitica.

Alcuni potrebbero credere che queste misure rendano più difficile la cooperazione con la Cina, ma io credo che sia vero il contrario: queste misure aumentano il potere contrattuale delle democrazie e rendono più probabile un accordo in futuro.

Ritmo globale

Parallelamente al ritmo di sviluppo all’interno delle democrazie, dovremmo puntare anche a un ritmo di sviluppo globale della frontiera dell’intelligenza artificiale, sebbene questo sarà molto più difficile da realizzare. Un ritmo globale richiederà la cooperazione con la Cina, il paese autocratico con le capacità di intelligenza artificiale di gran lunga più avanzate. Non dobbiamo essere ingenui: la posta in gioco geopolitica è talmente alta che probabilmente ci saranno limiti ben precisi a ciò che si potrà ottenere, soprattutto all’inizio. Se limitiamo drasticamente le nostre capacità in materia di intelligenza artificiale nella convinzione che la Cina farà lo stesso, e poi la Cina dovesse cambiare schieramento, l’IA potrebbe diventare così potente che una tale defezione potrebbe portare al suo dominio geopolitico. Pertanto, qualsiasi accordo deve essere o inattaccabile e verificabile, oppure sufficientemente limitato da non rendere una defezione militarmente esistenziale. Sospetto che non solo gli Stati Uniti, ma anche la Cina, nutrano queste preoccupazioni e ansie. Dovremmo affrontare qualsiasi decisione relativa al ritmo di sviluppo globale, soprattutto nel breve termine, in modo tale da proteggere il vantaggio degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Esistono diversi livelli di accordo possibili, alcuni dei quali ritengo assolutamente realizzabili ( come ho già suggerito in precedenza ), mentre per altri nutro forti dubbi sulla loro fattibilità, sebbene dovremmo comunque provarci. In ordine di difficoltà crescente:

  • Livello 1. Un accordo che proibisca determinati usi specifici e palesemente pericolosi dell’IA, come ad esempio l’impiego dell’IA per la produzione di armi biologiche o la possibilità per gli utenti di farlo. Gli attacchi bioterroristici sono dannosi per tutti, compresi gli Stati Uniti e i loro avversari, quindi un accordo in questo ambito è probabilmente possibile.
  • Livello 2. Un accordo tra le due parti per testare i propri modelli prima del rilascio, al fine di individuare rischi acuti in aree quali la sicurezza informatica, la biologia e l’allineamento. Come già accennato, ciò potrebbe essere realizzato tramite un organismo di standardizzazione globale. Ritengo che la creazione di un organismo di questo tipo sia fattibile, ma conferirgli un’effettiva efficacia rappresenterà una sfida, e la difficoltà risiederà nella verifica che entrambe le parti non dispongano di modelli segreti che non testano ma che potrebbero essere impiegati in segreto (ad esempio, per applicazioni militari).
  • Livello 3. Una sorta di “limite di velocità” per il tasso di auto-miglioramento ricorsivo (RSI). Man mano che i modelli costruiscono modelli futuri, il tasso di miglioramento potrebbe diventare incredibilmente rapido. Rallentare il tasso da “estremamente rapido” a “solo abbastanza rapido” comporta una perdita di vantaggi strategici relativamente modesta, pur migliorando potenzialmente in modo significativo la sicurezza. Questo potrebbe essere visto come analogo ai trattati SALT : limitare il numero di missili ha ridotto il potenziale distruttivo preservando al contempo la capacità di deterrenza di ciascun paese. Credo che un accordo di questo tipo sarebbe difficile da raggiungere, ma al limite della fattibilità.
  • Livello 4. Un rallentamento completo, o addirittura una “pausa”, in cui i governi partecipanti concordano di limitare sostanzialmente il tasso complessivo di sviluppo dell’IA. Sono favorevole a questa proposta, ma ritengo improbabile che si concretizzi a breve: una violazione di tale accordo, eludendo il monitoraggio, potrebbe alterare radicalmente gli equilibri di potere globali, quindi mi aspetto che gli incentivi a farlo siano enormi e che il livello di fiducia necessario nella verifica sia molto elevato.

Qualsiasi cooperazione riusciremo a instaurare con la Cina prolungherà il tempo a nostra disposizione per esplorare le frontiere all’interno delle nazioni democratiche. Dovremmo puntare ai livelli più elevati, pur considerando i livelli inferiori come molto più probabili e realistici.

Infine, è importante notare che, anche se non riusciamo a raggiungere accordi formali, il semplice cambiamento delle norme informali può avere un certo valore . Condividere informazioni sull’auto-miglioramento ricorsivo e sul disallineamento dei modelli può contribuire a convincere tutti che non è nel loro interesse essere imprudenti.

In conclusione

Continuo a credere che l’intelligenza artificiale possa migliorare enormemente la qualità della vita umana. Il mio desiderio di raggiungere questi benefici rimane immutato. Ma i benefici si concretizzeranno solo se svilupperemo la tecnologia nel modo giusto e, a patto di utilizzare bene il tempo che guadagniamo, vale la pena dedicare una cura insolitamente scrupolosa per fare le cose per bene. I progressi saranno comunque relativamente rapidi e potremo usare questo tempo per far progredire la scienza dell’interpretabilità, migliorare la sicurezza operativa e il rigore nelle aziende all’avanguardia nel campo dell’IA e costruire modelli di cui abbiamo molta più fiducia nell’allineamento. Le misure che propongo per far avanzare la frontiera a un ritmo sicuro non saranno facili. Ma credo che sia nostro dovere, nei confronti dell’umanità, provarci.” 

Visita del comandante della Legione Calabria ai Carabinieri di Cosenza

Il 12 settembre 2026, il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo SCIUTO, ha effettuato una visita istituzionale al Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza, per portare il proprio saluto di commiato ai Carabinieri della Provincia, in vista dell’imminente assunzione di un nuovo, prestigioso incarico a Roma.
Accolto dal Comandante Provinciale, Colonnello Andrea Mommo, l’alto Ufficiale ha incontrato – nella caserma intitolata al “Gen. Filippo Caruso” – i Comandanti Intermedi e dei Reparti speciali, nonché il personale della sede, delle articolazioni dipendenti e dei comparti di specialità presenti nella Provincia, ai quali ha inteso rivolgere, al termine di due intensi anni di servizio, il proprio personale apprezzamento per la generosa dedizione e la professionalità dimostrate quotidianamente nello svolgimento delle attività istituzionali, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in una Regione definita straordinaria.
In particolare, il Generale SCIUTO ha ribadito ai presenti il costrutto valoriale che deve contraddistinguere il Carabiniere di ogni ordine e grado, richiamando i contenuti del giuramento prestato e del Regolamento Generale dell’Arma, che da sempre caratterizzano il quotidiano operare di ogni militare, sottolineando come ciascun appartenente all’Istituzione debba interpretare il proprio ruolo con intimo convincimento, per garantire presenza e prossimità, ascolto e dialogo in favore delle comunità locali che ci vengono affidate, con approccio sempre improntato a lealtà, rigore, umanità e rispetto dei principi democratici.

Russia: “Se Zelensky vuole incontrare Putin venga a Mosca”

La Russia è pronta a negoziare con Kiev, ma non interromperà la sua operazione militare speciale durante i negoziati, ha dichiarato ai giornalisti il ​​ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov citato dalla Tass.

“Se Volodimir Zelensky vuole incontrarci, può venire a Mosca. Questo è già un enorme gesto di buona volontà da parte nostra, perché il suo decreto presidenziale che vieta i colloqui con Mosca è ancora in vigore”, ha affermato il massimo diplomatico russo.

“Quindi, godiamo di molta buona volontà. Restiamo pronti ai negoziati, ma l’operazione militare speciale non verrà sospesa per tutta la durata delle trattative”, ha affermato Lavrov.

A confermare la notizia anche il portavoce presidenziale Dmitry Peskov citato da Interfax: “Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, se desidera davvero incontrare il presidente russo Vladimir Putin, può venire a Mosca; l’invito resta valido, ha dichiarato il portavoce di Putin.
“Se desidera davvero incontrare Putin, il capo dello stato russo ha già detto che potrebbe volare a Mosca”, ha affermato il portavoce del Cremlino, commentando la dichiarazione di Zelensky sul suo desiderio di incontrare Putin a dicembre durante il vertice del G20 a Miami, negli Stati Uniti.

Padre e figlie morti in incidente, Celebrati i funerali della famiglia Loccisano

Chiesa del Santissimo Rosario a Gioiosa Ionica, nel Reggino, gremita per l’ultimo saluto a Vincenzo Loccisano, 53 anni, e alle due figlie Maria Sophie, di 13, e Grace Fatima, di 8, vittime dell’incidente stradale che si è verificato alle 6:30 di giovedì sulla Strada statale 682.

Restano gravi invece le condizioni della madre delle bambine, Morena Femia, di 45 anni, ricoverata all’ospedale di Polistena nel reparto di terapia intensiva in prognosi riservata. Centinaia di persone hanno affollato l’interno della chiesa e le aree esterne condividendo il dolore per una tragedia che ha scosso profondamente tutta la comunità.

“Siamo tutti sotto shock”, ha dichiarato il sindaco di Gioiosa Ionica, Luca Ritorto, presente alle esequie. “La partecipazione della gente a questi funerali – ha osservato – dimostra la condizione umana di questa comunità. C’è tantissima tristezza, uno shock non facile da superare. In questi momenti le comunità si devono unire, la solidarietà tra le persone credo possa aiutare, per quanto possibile, la famiglia a superare questa terribile tragedia”.

Caso Ranucci, l’ex compagna di Lavitola in Procura per essere ascoltata

Natalia Potenza, la ex compagna italo-argentina di Valter Lavitola, è arrivata da pochi minuti in Procura, a Roma, dove verrà sentita come persona informata sui fatti nell’ambito dell’indagine sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.

La donna, che gestisce il bistrot Cefalù a Monteverde, nei giorni scorsi aveva chiesto di essere ascoltata. Non è escluso che nel corso dell’audizione la donna parli del rapporto di Lavitola con Ranucci e degli affari dell’oramai ex compagno.

In particolare Natalia Potenza potrebbe riferire ai magistrati dei rapporti tra l’imprenditore ed ex editore e Ranucci. Due giorni fa la procura, guidata da Francesco Lo Voi, ha incassato la conferma dell’impianto accusatorio da parte del tribunale del Riesame che ha respinto le istanze delle difese di Lavitola che resta quindi in carcere. I giudici con la decisione hanno anche confermato l’aggravante del metodo mafioso per l’ex editore.

Scontro tra auto e moto nel Cosentino, muore un uomo

Un uomo di 56 anni, Luigi Britti – che era alla guida di una moto – è morto in un incidente avvenuto lungo la strada statale 106, nel centro abitato di Cariati (Cosenza).

Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri, la moto si è scontrata frontalmente con un’auto.

Inutili i tentativi di rianimazione praticati dagli operatori sanitari del 118 giunti sul posto. L’incidente si è verificato in un tratto particolarmente critico e ristretto della statale, situato all’ingresso della Marina, caratterizzato dalla presenza di attraversamenti pedonali e di un passaggio a livello.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il personale dell’Anas per la gestione della viabilità.

Con la moto fuori strada, muore una ragazza di 23 anni. Un ferito grave

Ennesimo incidente stradale in Calabria. Questa volta in pieno centro a Reggio Calabria dove una moto avrebbe perso il controllo e sarebbe uscita fuori strada.

A perdere la vita una ragazza di 23 anni, Anthea Ranieri. La ragazza viaggiava a bordo del mezzo insieme a un altro giovane che, secondo le prime notizie, si trovava alla guida della moto e sarebbe stato trasportato in gravissime condizioni al Grande ospedale metropolitano di Reggio.

Il sinistro si è verificato sulle bretelle del Calopinace, in direzione mare-monti all’altezza del distributore di metano di via Falcone. L’incidente, in attesa che sia chiarita la dinamica, sembrerebbe autonomo.

Sul posto si sono recati agenti della Polizia Locale, della Polizia di Stato e del 118 e il magistrato di turno.

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