Ambasciatore iraniano in Italia: Teheran respinge tutte le iniziative Ue sullo Stretto di Hormuz

Mohammad Reza Sabouri in una intervista afferma che "dal nostro punto di vista, qualsiasi interferenza o presenza straniera nello Stretto è inaccettabile. Italia e Spagna hanno preso una posizione importante, diversa da quella di altri Paesi europei, definendo le azioni contro l'Iran una violazione del diritto internazionale". Poi "Teheran dà priorità alla soluzione diplomatica con gli Stati Uniti"

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Per l’Iran, qualsiasi presenza straniera nello Stretto di Hormuz, compresa quella di una coalizione europea, è inaccettabile. Lo ha dichiarato Mohammad Reza Sabouri, ambasciatore iraniano in Italia, in un’intervista alla Tass.

Secondo il diplomatico, Teheran esorta l’Europa a tenere conto del contesto storico e geografico della regione, nonché delle cause profonde della crisi.

“Dal punto di vista dell’Iran, qualsiasi interferenza o presenza straniera nello Stretto di Hormuz è inaccettabile. Ciò vale anche per i recenti piani e le dichiarazioni presentate come iniziative dal Regno Unito e dalla Francia, nonché dalla coalizione europea. L’Iran respinge e condanna questi piani e azioni, considerandoli inaccettabili”, ha affermato il diplomatico. Ha inoltre esortato i paesi europei ad affrontare le cause profonde della situazione attuale, ovvero le azioni degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran in quanto stato costiero nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico.

“Riteniamo che l’unico modo per rimuovere gli ostacoli alla navigazione marittima sia rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di uno Stato costiero, in questo caso l’Iran, ed esercitare pressioni politiche sugli Stati Uniti e sul regime sionista affinché si astengano dal ripetere le loro azioni e rispettino il cessate il fuoco”, ha aggiunto l’ambasciatore.

Secondo lui, qualsiasi iniziativa deve essere realizzata con il consenso e in coordinamento con l’Iran. Ha anche affermato che i paesi europei stanno ignorando le violazioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite seguendo l’esempio degli Stati Uniti e di Israele, aggiungendo che ciò riflette un doppio standard nei confronti del diritto internazionale.

L’ambasciatore iraniano ha sottolineato le posizioni assunte da Italia e Spagna, che a suo dire non sono passate inosservate a Teheran. “Italia e Spagna hanno preso una posizione importante, diversa da quella di altri Paesi europei, definendo le azioni contro l’Iran una violazione del diritto internazionale. Riteniamo inoltre di grande importanza le dichiarazioni del primo ministro italiano che condannano l’attacco alla scuola femminile di Minab”, ha osservato l’ambasciatore.

Diversi paesi, tra cui alcuni europei, hanno già tenuto incontri a vari livelli per discutere possibili soluzioni volte a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Teheran dà priorità alla soluzione diplomatica con gli Stati Uniti

L’Iran preferisce una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti, ha poi dichiarato nell’intervista l’ambasciatore Sabouri, osservando che, in tutte le fasi e i cicli dei negoziati sul nucleare, la Repubblica islamica ha costantemente espresso la propria disponibilità a raggiungere un accordo equilibrato ed equo e, proponendo delle iniziative, ha dimostrato un approccio costruttivo alla risoluzione della questione. “Questo approccio, che privilegia la via diplomatica, rimane essenziale per noi e crediamo che l’unico modo per risolvere le divergenze sia tornare alla diplomazia”, ​​ha affermato il diplomatico.

Il diplomatico iraniano in Italia ha osservato che i negoziati non dovrebbero diventare uno strumento di inganno o di perseguimento di obiettivi militari. “Purtroppo, abbiamo assistito all’abuso e al tradimento della diplomazia da parte degli Stati Uniti durante la guerra dei dodici giorni (nel giugno 2025) e nella recente aggressione”, ha affermato l’ambasciatore.

Secondo lui, Islamabad è considerata come sede dei colloqui, viste “le iniziative e gli sforzi del Pakistan”. “Islamabad è una potenziale sede per i colloqui. Ma la sede è di secondaria importanza: ciò che conta è concentrarsi sul percorso per raggiungere un accordo equo ed equilibrato”, ha sottolineato il diplomatico.

L’11 aprile, Iran e Stati Uniti hanno tenuto diversi cicli di colloqui a Islamabad. Sia Teheran che Washington hanno riferito che le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo su una soluzione a lungo termine a causa di una serie di divergenze. I dettagli di un eventuale nuovo ciclo di negoziati rimangono sconosciuti.

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