Autobomba a Smirne, in Turchia: 2 morti. Uccisi i terroristi

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Ancora terrore in Tuchia, autobomba a Smirne: feriti
Le prime immagini che circolano sui media turchi dell’attentato a Smirne

Un’auto imbottita di esplosivo è stata fatta esplodere a Smirne, (Turchia) davanti un posto di polizia a presidio di un tribunale. La deflagrazione ha causato almeno due morti e alcuni feriti. Le vittime sono un poliziotto e un dipendente del tribunale.

L’attentato è stato compiuto prima con un’autobomba e poi con un assalto armato all’edificio da parte di almeno 3 terroristi, 2 dei quali sono rimasti uccisi, mentre un altro risulta in fuga.

Il modus operandi appare simile agli attacchi del PKK dello stadio dove sono state uccise decine di poliziotti e al successivo, che ha avuto nel mirino dei militari. L’obiettivo dei terroristi, è chiaro: destabilizzare il paese e indebolire la leadership di Erdogan.

Il palazzo di giustizia si trova nel distretto di Bayrakli. Oltre alle ambulanze, sul posto sono stati inviati diversi mezzi dei vigili del fuoco. Diversi spari sono stati uditi all’interno di un tribunale di Smirne. La Turchia ripiomba nel terrore dopo gli attacchi degli ultimi mesi. A Capodanno, l’ultimo in ordine, quando uno o più terroristi sono entrati nel Reina Club di Istanbul, un ristorante occidentale sul Bosforo, trucidando 39 persone e ferendone altre 70.

L’esplosione dell’autobomba e la successiva sparatoria al tribunale di Smirne sono legate a un’azione terroristica. Lo riferisce la Cnn in lingua turca. Due dei terroristi autori dell’attacco – scrive l’agenzia Anadolu – sarebbero stati uccisi in scontri con la polizia, mentre un altro risulta al momento in fuga.

Intanto per il vicepremier turco, Veysi Kaynak, l’attentatore di Capodanno a Istanbul è “probabilmente un uiguro”: lo ha detto in un’intervista alla tv A Haber confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi sulle indagini mirate a una cellula asiatica dell’Isis. Minoranza turcofona e musulmana, gli uiguri risiedono nella regione cinese dello Xinjiang. Secondo Kaynak, il killer ha agito da solo ma con l’aiuto di una rete di complici su cui stanno indagando le autorità. Inoltre, ha aggiunto, non si può escludere che sia riuscito a fuggire all’estero.

“Servizi di intelligence stranieri” potrebbero essere dietro la strage di Capodanno – ha detto ancora – a Istanbul, visto “il modo professionale” in cui è stata compiuta. “Sono dell’idea che non sia possibile che l’autore abbia compiuto un attacco del genere senza alcun supporto. Ha l’aria di un’azione da servizi segreti. Tutti questi aspetti sono oggetto di valutazione”, ha spiegato Kurtulmus.

Al momento le indagini sulla strage di Capodanno sono al punto di partenza. A parte molti indizi e altrettanti fermi, non è stato ancora rintracciato il carnefice, o meglio, i killer.

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