UE promuove agenda LGBT. Pro Vita e Famiglia: “Vergognosa ingerenza su Stati membri, Italia si dissoci”

Il presidente Toni Brandi: "Chiediamo al Governo italiano di dissociarsi immediatamente da una proposta autoritaria e dittatoriale, che vorrebbe imporre il pensiero unico delle lobby Lgbt anche scavalcando le Costituzioni e i diritti inviolabili dei più piccoli".

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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«E’ assurdo che il Parlamento Europeo faccia pressioni sugli Stati Membri su un tema – come le unioni Lgbt e l’omogenitorialità – che sono espressamente riservati alla sovranità nazionale, mentre è incapace di assicurare – ad esempio – un’armonizzazione delle misure sanitarie per far fronte all’emergenza (si pensi alla grande varietà di posizioni degli Stati in tema di Green pass, obblighi vaccinali eccetera, che si riflettono anche sulla libertà di circolazione nell’UE)». E’ questo il commento di Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, sulla Risoluzione Ue che invita i Paesi dell’Unione a riconoscere le coppie formate dallo stesso sesso come “coniugi” e, se ci sono figli, come “entrambi genitori”.

«Un’ingerenza che viola l’articolo 9 della Carta dei Diritti fondamentali dell’UE, scavalcando la volontà sovrana dei popoli e i principi costituzionali degli Stati che hanno voluto espressamente tutelare la famiglia naturale (tra uomo e donna) nelle loro Costituzioni», sottolinea il vicepresidente Jacopo Coghe. L’impegno che si chiede, ovvero quello di “riconoscere come genitori legali gli adulti menzionati nel certificato di nascita di un bambino” «porterebbe risultati devastanti in tutti gli Stati, come l’Italia, dove l’omogenitorialità non è riconosciuta», la denuncia.

«Chiediamo al Governo italiano – conclude Toni Brandi – di dissociarsi immediatamente da una proposta autoritaria e dittatoriale, che vorrebbe imporre il pensiero unico delle lobby Lgbt anche scavalcando le Costituzioni e i diritti inviolabili dei più piccoli».

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