27 Gennaio 2022

Green pass in Hotel, ira di Federalberghi: “Una mazzata per noi a vantaggio di altri paesi”

"La proposta di consentire l’accesso agli alberghi unicamente alle persone munite del super certificato rischia di chiudere le porte dell’Italia a milioni di cittadini stranieri". Dove dormiranno i turisti che dovrebbero venire in Italia per Natale e Capodanno? Dove pernotteranno le forze dell'ordine in trasferta e chi è fuori casa per motivi di lavoro, studio o salute?

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“La proposta di consentire l’accesso agli alberghi unicamente alle persone munite del cosiddetto “Super Green Pass” rischia di chiudere le porte dell’Italia a milioni di cittadini stranieri che sono stati immunizzati con un vaccino non riconosciuto dall’Unione europea”. Così commenta la Federazione degli albergatori la misura del Super Green Pass, contenuta nel decreto dedicato alle disposizioni relative al Covid.

“Per tal via – prosegue la nota della Federalberghi – saranno avvantaggiati i paesi concorrenti, che attendono a braccia aperte i milioni di turisti stranieri (asiatici, russi, brasiliani, etc.) che l’Italia si appresta a respingere”.

“Si tratta di una nuova mazzata che si abbatte sul settore, dopo che la Banca d’Italia ha certificato che nei primi otto mesi del 2021, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di quasi 19 miliardi di euro, con un calo del 61,4% rispetto al 2019”.

“Un ulteriore problema – afferma la Federalberghi – riguarda chi viaggia per lavoro. Apprendiamo dalle cronache che per accedere ai luoghi di lavoro sarà sufficiente il green pass semplice. La logica vuole che la medesima deroga debba essere accordata a chi viaggia per motivi di lavoro e ha bisogno di pernottare fuori casa”.

“Tra questi, spesso vi sono gli esponenti delle forze dell’ordine e gli addetti alle attività di trasporto. Senza dimenticare che non sono rari i casi di persone che soggiornano stabilmente presso strutture ricettive, per ragioni di lavoro, di studio o di salute”.

“Ultimo, ma non meno importante – conclude la nota – eventuali vincoli che saranno applicati alle strutture ricettive ufficiali, devono essere validi anche per gli affitti in locazione breve. Se non si seguisse questa strada, al danno si aggiungerebbe la beffa: sarebbero scoraggiati i soggiorni nelle strutture ufficiali, che rispettano le regole, applicano rigorosi protocolli di sicurezza e pagano gli stipendi, mentre verrebbero incentivati i soggiorni presso alloggi che sfuggono a ogni regola e si sottraggono a ogni controllo”.


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