Si allarga il fronte di chi invoca aiuti urgenti per Gaza. Dal Papa al cardinale Pizzaballa, ai 25 Paesi firmatari, tra cui l’Italia, che chiedono il cessate il fuoco israeliano nella Striscia di Gaza.
“Noi, i firmatari elencati di seguito, siamo uniti da un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve finire ora”. Lo si legge in una dichiarazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme ai colleghi di altri 24 Paesi, europei ed extraeuropei. Il testo risulta sottoscritto dai capi delle diplomazie di Regno Unito, Italia, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Giappone, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera, oltre che dalla commissaria Ue alla Parità, la belga di origine algerina Hadja Lahbib. Il documento contiene anche il no a ogni cambiamento demografico forzato, sia nella nella Striscia di Gaza sia nel resto dei “Territori palestinesi occupati”; chiede lo stop a ogni nuovo insediamento di coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme est; e ribadisce il sostegno al piano di pace arabo. Non senza sollecitare il rilascio immediato di tutti gli ostaggi israeliani rimasti nelle mani di Hamas e nel contempo la fine delle restrizioni sul flusso degli aiuti per la popolazione civile palestinese di Gaza allo stremo.

Nella mattinata, “Leone XIV ha ricevuto una telefonata da Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, sui recenti sviluppi del conflitto nella Striscia di Gaza e delle violenze in Cisgiordania”. Lo riferisce il Vaticano. “Il Papa ha rinnovato l’appello al pieno rispetto del Diritto Internazionale Umanitario” e “l’obbligo di proteggere i civili e i luoghi sacri”, “il divieto dell’uso indiscriminato della forza e del trasferimento forzato della popolazione”. “Considerata la situazione umanitaria, si è enfatizzata l’urgenza di prestare soccorso a chi è maggiormente esposto e di permettere l’ingresso adeguato di aiuti umanitari”, riferisce la nota vaticana.

Cardinale Pizzaballa: ‘Su Gaza il governo israeliano non è giustificabile’
“Non riusciamo a capire le ragioni di tutto questo e, come il Papa giustamente ha detto, e anche noi lo ripetiamo continuamente, tutto questo non è giustificabile. Vorrei chiarire una cosa: non abbiamo nulla contro il mondo ebraico e non vogliamo assolutamente apparire come coloro che vanno contro la società israeliana e contro l’ebraismo, ma abbiamo il dovere morale di esprimere con assoluta chiarezza e franchezza la nostra critica alla politica che questo governo sta adottando a Gaza”. Lo dice, in una intervista ai media vaticani, il cardinale di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa.
Ecco il testo della dichiarazione dei Ministri degli degli Esteri (21 luglio 2025)
“Noi, i firmatari elencati di seguito, ci uniamo per trasmettere un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve finire ora. La sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili. Il modello adottato dal governo israeliano per la distribuzione degli aiuti è pericoloso, alimenta l’instabilità e priva i cittadini di Gaza della loro dignità umana. Condanniamo il rilascio a rilento degli aiuti umanitari e l’uccisione disumana di civili, compresi bambini, mentre cercano di soddisfare i propri bisogni essenziali di acqua e cibo.
È agghiacciante che oltre 800 palestinesi siano stati uccisi mentre tentavano di accedere agli aiuti. Il rifiuto da parte del Governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione
civile è inaccettabile. Israele deve adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale. Gli ostaggi trattenuti crudelmente da Hamas dal 7 ottobre 2023 continuano a subire terribili sofferenze. Condanniamo la loro detenzione prolungata e chiediamo il loro rilascio immediato e incondizionato. Un cessate il fuoco negoziato rappresenta la migliore speranza per riportarli a casa e porre fine all’angoscia delle loro famiglie.
Invitiamo il governo israeliano a revocare immediatamente le restrizioni al flusso degli aiuti e a consentire con urgenza alle Nazioni Unite e alle ONG umanitarie di svolgere il proprio lavoro salvavita in sicurezza ed efficacia.
Chiediamo a tutte le parti di proteggere i civili e di rispettare pienamente gli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale. Le proposte di trasferire la popolazione palestinese in una “città umanitaria” sono del tutto inaccettabili. Lo sfollamento forzato permanente costituisce una violazione del diritto umanitario internazionale. Ci opponiamo fermamente a qualsiasi misura che implichi un cambiamento territoriale o demografico nei Territori palestinesi occupati. Il piano di insediamento E1 annunciato dall’Amministrazione Civile israeliana, se attuato, dividerebbe in due il futuro Stato palestinese, costituendo una palese violazione del diritto internazionale e compromettendo gravemente la soluzione dei due Stati. Nel frattempo, la
costruzione di nuovi insediamenti in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, ha subito un’accelerazione, mentre le violenze da parte dei coloni nei confronti dei palestinesi sono aumentate drasticamente. Tutto ciò deve cessare.
Esortiamo le parti e la comunità internazionale a unirsi in uno sforzo comune per porre fine a questo terribile conflitto, attraverso un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente. Ulteriori spargimenti di sangue non servono a nulla. Ribadiamo il nostro pieno sostegno agli sforzi di Stati Uniti, Qatar ed Egitto per raggiungere questo obiettivo. Siamo pronti ad adottare ulteriori misure a sostegno di un cessate il fuoco immediato e di un percorso politico che garantisca sicurezza e pace per israeliani, palestinesi e l’intera regione.

La situazione a Gaza è una “vergogna per l’umanità”, secondo il re del Belgio Filippo.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Belga, nel suo discorso al suo Paese in occasione della Festa nazionale belga, re Filippo ha affermato che quando il diritto internazionale viene calpestato, “si scatenano imprevedibilità e violenza”.
Il reale belga ha osservato che i civili a Gaza stanno morendo di fame e di bombardamenti. Philippe ha aggiunto: “La situazione attuale persiste da troppo tempo. È una vergogna per l’umanità. Sosteniamo l’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite per la fine immediata di questa crisi insostenibile”.
Filippo ha dichiarato di aver incontrato due padri, uno palestinese e uno israeliano, che hanno perso i loro figli, e ha affermato: “Questi padri ci ricordano che, al di là della dimensione politica, ciò che è sempre in gioco è la dignità umana”.
Affermando che l’Europa deve diventare un’alternativa credibile alle “spietate lotte di potere” a cui assistiamo oggi, re Filippo ha affermato: “Possiamo proteggere la dignità umana rispettando il diritto internazionale e i diritti umani”.
