L’ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, indagato per peculato e accesso abusivo dalla Procura di Roma nell’indagine sulla ‘Squadra Fiore’ – gruppo clandestino che faceva attività di dossieraggio – e che ha portato oggi ad una serie di perquisizioni da parte del Ros, “avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”.
E’ quanto emerge da una nota diffusa dai carabinieri del Ros che oggi hanno effettuato una serie di perquisizioni. Del Deo, dopo essere uscito dal Dis, è attualmente il presidente esecutivo di Cerved Group Spa.
Nel procedimento è anche indagato Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind, per truffa. I due filoni di indagine hanno collegamenti in base ad alcune intercettazioni in cui appartamenti alla Squadra Fiore tira in ballo Del Deo. Le contestazione riguardano presunti illeciti iniziati nel 2022.
L’attività ha riguardato sette persone. Nel filone che coinvolge Del Deo – quando era all’Aisi – i pm contestano peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all’impianto accusatorio, l’ex 007 affidava con contratti alla società ‘amica’ Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati anch’egli indagato.
Perquisizioni dunque nell’ambito dell’indagine sulla ‘Squadra Fiore’. L’attività è stata svolta dai carabinieri del Ros. Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizio segreti.
L’inchiesta
“L’indagine – spiega una nota del Ros – trae origine, in parte, dagli elementi acquisiti dall’Autorità Giudiziaria romana dal procedimento penale relativo alla cd inchiesta “Equalize” diretta dalla Procura della Repubblica di Milano con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (i cui esiti più recenti hanno portato lo scorso 9 aprile alla notifica di 81 avvisi all’indagato della conclusione delle indagini preliminari) e, in parte, da sviluppi investigativi della Procura capitolina tesi a verificare l’operatività di una struttura, fiduciariamente denominata “squadra fiore”, dedita all’attività di “dossieraggio” su importanti persone fisiche ed imprese italiane attraverso l’accesso abusivo a banche dati istituzionali.
Le prolungate attività di indagine dirette dalla Procura della Repubblica di Roma hanno permesso, in primo luogo, di riscontrare l’effettiva operatività della suddetta “squadra fiore”, attiva dal novembre 2024, i cui componenti (in parte ex appartenenti alle FF.PP. ed all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna – AISI) sono indagati per i delitti associazione per delinquere finalizzata alla interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, nonché intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. In particolare ed in estrema sintesi, gli interessati avrebbero acquisito e commercializzato in cambio di remunerazione mensile e/o per singoli contratti – anche su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari – informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, realizzando dossier con la profilazione di persone fisiche e giuridiche. Avrebbero inoltre eseguito, dietro compenso corrisposto per ogni singolo intervento, attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni telefoniche/telematiche e di installazione di dispositivi per la captazione fraudolenta di conversazioni private. Della “squadra fiore”, si sarebbe avvalso un ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, attuale Presidente esecutivo di CERVED Group S.p.A.
Nel medesimo contesto, gli approfondimenti investigativi hanno permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati:
di peculato in concorso (sarebbero implicati imprenditori e il già citato ex dirigente in posizione apicale del comparto d’intelligence nazionale) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’AISI, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware;
accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico, poiché il già menzionato ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del predetto comparto;
truffa aggravata, poiché – nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione – l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (EBITDA) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa. Tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di € non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso CDP Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente.
Da ultimo, le indagini hanno permesso di acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso.
E’ doveroso precisare che le indagini sono in corso e che gli indagati – per i quali ancora non vi sono determinazioni in ordine all’esercizio dell’azione penale – non debbono essere considerati colpevoli dei reati ipotizzati a loro carico sino a sentenza definitiva.”
Spiato anche Del Vecchio. Perquisizioni e sequestri per estorsione e truffa
Nell’ambito dell’inchiesta Equalize la Procura di Milano con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha disposto perquisizioni e sequestri, eseguite dal R.O.S. Carabinieri Milano, nei confronti di persone fisiche e giuridiche, in relazione ai reati di intrusione abusiva ed esfiltrazione di dati sensibili, estorsione e truffa in danno di Leonardo Maria Del Vecchio. Lo spiega una nota della procura milanese guidata da Marcello Viola.
L’indagine in corso come quella, in coordinamento investigativo, condotta dalla Procura di Roma e in relazione alla quale sono state eseguite, sempre oggi, perquisizioni e sequestri su molteplici obiettivi, anche nei confronti della c.d. “Squadra Fiore” trae origine dalla nota inchiesta denominata Equalize.
