19 Maggio 2024

Dossieraggi su politici e vip, quasi mille gli accessi abusivi

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Sono circa 800 gli accessi abusivi che, secondo la procura di Perugia, il finanziere Pasquale Striano in servizio alla Procura nazionale Antimafia ha eseguito nelle banche dati. L’inchiesta per la presunta attività di dossieraggio è guidata da Raffaele Cantone e, ora, non riguarda più il solo Striano, ma una quindicina di persone tra cui il sostituto procuratore antimafia Antonio Laudati, in passato responsabile del servizio Sos (Segnalazione operazioni sospette). Indagati anche altri otto giornalisti, tra cui tre del Domani, a cui viene contestato il concorso nell’attività abusiva.

Le personalità oggetto della ricerca
A quanto riportano oggi i principali quotidiani tra le personalità oggetto della ricerca ci sono attuali esponenti del governo come i ministri Francesco Lollobrigida, Marina Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso e i sottosegretari Andrea Delmastro e Giovanbattista Fazzolari. Ma anche Marta Fascina, parlamentare di FI e ultima compagna di Silvio Berlusconi, e Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte. Anche Matteo Renzi compare tra gli oggetti delle ricerche, così come Marco Carrai. Digitati pure i nomi di persone estranee al mondo della politica, come Fedez o, nel 2021, l’allora presidente della Juventus Andrea Agnelli, l’allenatore Massimiliano Allegri e il calciatore Cristiano Ronaldo, oltre al presidente della Figc Giuseppe Gravina. L’inchiesta è partita da una denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto. Altri nomi che compaiono negli accessi sono quelli dell’ex parlamentare (oggi in carcere) Denis Verdini, dell’ex presidente della Camera Irene Pivetti, dell’avvocato Piero Amara, dell’imprenditore-editore Francesco Gaetano Caltagirone.

Per ora non emergono dossier su politici
Nessun dossier su personaggi istituzionali e politici ma una presunta attività di ricerca di informazioni a strascico che in tanti casi ha dato esito negativo quella contestata dalla procura di Perugia nell’indagine che coinvolge Pasquale Striano finanziere che era distaccato alla procura nazionale antimafia nel gruppo di lavoro che si occupava dello sviluppo delle Sos, le Segnalazioni di operazioni bancarie sospette, e da tempo trasferito. Secondo quanto risulta all’Ansa al momento non risulterebbe che le informazioni acquisite siano state utilizzate in un’attività di dossieraggio. L’indagine coordinata dal procuratore Raffaele Cantone punta comunque a stabilire se e per cosa siano state impiegate le notizie carpite, riservate e inserite nella banca dati per poi essere vagliate per accertare eventuali illeciti.

Nessuna dazione di danaro
In alcuni casi sono state destinate – ritengono i magistrati – ad attività giornalistiche e in altri per scopi non ancora chiari. Dagli accertamenti è intanto emerso che Striano non ha ricevuto denaro a fronte dei presunti accessi illeciti alla banca dati, che sono stati centinaia. L’inchiesta punta a chiarire perché lo abbia fatto. In quattro o cinque casi i risultati sarebbero confluiti – emerge sempre dall’indagine – in attività di tipo giudiziario. Una parte d’indagine nella quale risulta coinvolto anche il magistrato della Procura Antimafia Antonio Laudati che però attraverso il suo difensore ha rivendicato la correttezza del proprio comportamento.

Gasparri: subito ispezione alla Procura Antimafia
«Io credo che bisognerebbe dar luogo ad un’immediata ispezione e valutare se debbano essere poi assunti provvedimenti straordinari per la guida di questo organismo che pare essere sfuggito al controllo». È quanto afferma in una nota il capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri, commentando l’inchiesta della Procura di Perugia a proposito dei dossier che sarebbero stati fatti da un agente della GdF Pasquale Striano in servizio alla Procura Nazionale Antimafia.


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