10 Dicembre 2025

La Corte dei conti boccia il Ponte sullo Stretto. Ira della premier Meloni

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“La sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n.
41/2025 del Ponte sullo Stretto. Lo si legge in una nota.
“Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni”.

I magistrati contabili hanno bocciato la decisione del Cipess di agosto che aveva approvato il progetto definitivo dell’opera. Ma l’esecutivo è determinato ad andare avanti. Dopo il no, la reazione è arrivata immediata.

Meloni attacca: “Ennesima invasione dei giudici” Salvini: “Scelta politica”

“La mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento”, afferma la premier Giorgia Meloni. “Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”, spiega.

Il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini tuona: si tratta di “una scelta politica e una grave danno per il Paese” e assicura: “Andremo avanti”. L’altro vicepremier, il ministro degli esteri Antonio Tajani, si dice “esterrefatto”: “Non è ammissibile che in un Paese democratico la magistratura contabile decida quali siano le opere strategiche da realizzare”. Seconda la leader del Pd Elly Schlein, Meloni vuole “mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione. Con le sue gravi affermazioni contro la Corte dei Conti chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale’. E non nasconde la sorpresa l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. “Tutto l’iter seguito – spiega – è stato sempre svolto nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte”.

“Gravissimo e ignobile che Salvini attacchi la Corte invece di assumersi le proprie responsabilità”, incalza Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera. Tuttavia, tecnicamente, anche con il parere negativo della Corte dei Conti il governo può comunque decidere di andare avanti con il progetto. Infatti – viene spiegato dalla stessa Corte – nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso.

In questo caso la Corte, se ancora mantiene la propria contrarietà, è chiamata ad apporre un ‘visto con riserva alla delibera’. La procedura prevede poi una segnalazione in Parlamento: “L’atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del Governo – spiega il sito della Corte – poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva”.

Tra i diversi punti finiti sotto la lente dei magistrati le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali, antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Le eccezioni sollevate durante l’adunanza della Sezione centrale della Corte, dal consigliere, Carmela Mirabella – secondo quanto si apprende – sarebbero state diverse: tra queste anche quella sulla competenza del Cipess, considerato organo “politico”. La Corte, del resto, valuta gli aspetti economico finanziari e la correttezza dell’iter procedimentale, non esprime quindi un giudizio complessivo sull’opera.

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