Corruzione al Mose, condannato a 4 anni l’ex ministro Matteoli

Carlomagno Panda Settembre 2018
Altero Matteoli
Altero Matteoli

L’ex ministro alle infrastrutture del governo Berlusconi, Altero Matteoli, è stato condannato a 4 anni di reclusione e al pagamento di oltre 9,5 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta “Mose”, dove il politico era imputato per corruzione. Lo ha deciso il tribunale di Venezia presieduto da Stefano Manduzio.

Condannati pure l’imprenditore Nicola Falconi, con una pena a due anni e 78 mila euro di multa; Corrado Crialesea a un anno e dieci mesi e 1.000 euro di multa, pena sospesa. Inflitti 4 anni e nove mesi, con 5 milioni di euro di multa l’imprenditore Erasmo Cinque.

Esce illeso dal processo, per assoluzione o prescrizione di parte delle vicende ascritte, l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni che era accusato di finanziamento illecito ai partiti. Orsoni, insieme ad altri, era stato arrestato da sindaco a giugno 2014 nell’ambito di un presunto giro di mazzette attorno al Mose, sofisticata opera di ingegneria realizzata per difendere Venezia dall’acqua alta.

Sono usciti dal procedimento, perché assolti o per prescrizione, anche l’ex presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva, l’ex presidente del consiglio regionale del Veneto, Amalia Sartori, e l’architetto Danilo Turcato che aveva curato i lavori di restauro della villa già di proprietà di Giancarlo Galan, l’ex governatore del Veneto che aveva patteggiato la pena.

Matteoli: “Credo nella giustizia ma io estraneo a questa vicenda”

“Come ho avuto modo di confermare anche stamani davanti al Tribunale di Venezia non sono un corrotto, mai ho ricevuto denaro né favorito alcuno. Non comprendo quindi questa sentenza verso la quale i miei avvocati ricorreranno in appello. Ho il dovere di credere ancora nella giustizia nonostante la forte amarezza che patisco da quasi 4 anni per una vicenda che non mi appartiene”, dichiara in una nota il senatore Altero Matteoli.