Appalti e tangenti in Lombardia, indagato anche il governatore Fontana

Il presidente della regione è accusato di abuso d'ufficio nell'inchiesta della Dda di Milano che ieri è culminata con diversi arresti, anche in Piemonte.

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Attilio Fontana
Attilio Fontana

Il governatore lombardo Attilio Fontana è indagato per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta della Dda di Milano che ieri ha portato a 43 misure cautelari. Lo riporta stamani il Corriere della Sera e la notizia è stata confermata stamani da fonti qualificate. La contestazione riguarda la nomina del suo “socio di studio” Luca Marsico a un incarico in Regione Lombardia. Fontana potrebbe essere interrogato già oggi dagli inquirenti.

Nell’operazione antimafia per tangenti in Lombardia e Piemonte, è stata eseguita martedì un’ordinanza per 43 custodie cautelari, 12 in carcere, nell’inchiesta della Dda su due “gruppi criminali” tra tra Milano e Varese costituiti da politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati di associazione per delinquere per aggiudicarsi appalti pubblici.

Tra gli arrestati due dirigenti di Forza Italia: il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia, e il consigliere comunale milanese Pietro Tatarella, candidato alle Europee, che sarebbe stato a “libro paga” dell’imprenditore del settore rifiuti Daniele D’Alfonso. Nell’inchiesta anche un caso di ‘istigazione alla corruzione’ verso il presidente della Regione Fontana, che non è indagato, ma non lo avrebbe denunciato. Chiesta alla Camera l’autorizzazione all’arresto per finanziamento illecito del deputato di Fi Diego Sozzani.

Il gip Raffaella Mascarino, citando brani di una conversazione di Sozzani intercettata dagli inquirenti, scrive che per ex consigliere regionale in Piemonte e dal 2018 deputato di Forza Italia, l’elezione in Parlamento serviva per procacciarsi “ulteriori clienti per lo studio” tecnico-professionale. Sozzani è ingegnere.