Le riprese del Mottarone: la Cabinovia arriva, si impenna e torna indietro. Poi il dramma

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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La cabina numero 3 si avvicina lentamente alla stazione di arrivo Mottarone, a bordo quindici persone tra cui il piccolo Eitan, il bambino unico sopravvissuto. All’improvviso la cabina si impenna, mostrando la pancia: nessuno riesce a rimanere in piedi mentre scivola all’indietro, sempre più veloce. Fino al salto nel vuoto con l’impatto a terra che non si vede perché avviene dietro al rilievo.

Sono immagini esclusive, quelle diffuse dal Tg3 della Rai, che riprendono l’incidente alla funivia del 23 maggio, in cui sono morte quattordici persone. Il video, registrato dai carabinieri riprendendo un monitor, è agli atti dell’inchiesta.

Immagini choccanti. Nella inquadratura interna alla stazione si vede l’addetto che attende l’arrivo della cabina alzare per un attimo la testa, come a guardare qualcosa che non va. Poi la fune si spezza, la cabina torna indietro e precipita. L’uomo corre a chiamare i soccorsi. Ma ormai è troppo tardi.

Si tratta dello stesso video che aveva visionato all’indomani del tragico incidente il procuratore di Verbania Olimpia Bossi che descrisse le sequenze drammatiche proprio come si vede nella clip venuta in possesso del Tg3: “Era quasi arrivato, poi uno scossone e di colpo torna indietro”.

Procuratore di Verbania sul Video: “E’ agli atti, ma ne è vietata la pubblicazione poiché ancora in fase di indagini preliminari”
“In riferimento al servizio mandato in onda dal TG 3 della RAI in data odierna, nel quale sono state trasmesse le immagini estrapolate dall’ impianto di videosorveglianza della funivia Stresa-Alpino-Mottarone, immediatamente riprese e descritte da numerosi altri organi di informazione, preciso che tali immagini, contenute in un file video, risultavano depositate, unitamente a tutti gli atti di indagine, all’atto della richiesta di convalida del fermo e di applicazione di misura cautelare, con diritto degli indagati e dei rispettivi difensori di prenderne visione ed estrarne copia, diritti ampiamente esercitati”. Lo spiega in una nota il procuratore di Verbania Olimpia Bossi.

Il magistrato spiega che “si tratta, tuttavia, di immagini di cui, ai sensi dell’art. 114 comma 2 c.p.p., e comunque vietata la pubblicazione, anche parziale, trattandosi di atti che, benché non più coperti dal segreto in quanto noti agli indagati, sono relativi a procedimento in fase di indagini preliminari. Ma, ancor più del dato normativo, mi preme sottolineare la assoluta inopportunità della pubblicazione di tali riprese, che ritraggono gli ultimi drammatici istanti di vita dei passeggeri della funivia precipitata il 23 maggio scorso sul Mottarone, per il doveroso rispetto che tutti, parti processuali, inquirenti e organi di informazione, siamo tenuti a portare alle vittime, al dolore delle loro famiglie, al cordoglio di una intera comunità”.

“Portare a conoscenza degli indagati e dei loro difensori – conclude il procuratore – gli atti del procedimento a loro carico nelle fasi processuali in cui ciò e previsto, non significa, per ciò stesso, autorizzare ed avallare l’indiscriminata divulgazione del loro contenuto agli organi di informazione, soprattutto, come in questo caso, in cui si tratti di immagini dal fortissimo impatto emotivo, oltretutto mai portate a conoscenza neppure dei familiari delle vittime, la cui sofferenza, come e di intuitiva comprensione, non può e non deve essere ulteriormente acuita da iniziative come questa”.

Alla luce delle considerazioni del procuratore di Verbania, il video pubblicato dal Tg3 e ripreso, come tanti altri organi di stampa, anche da Secondo Piano News è stato pertanto rimosso.

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