Banca Etruria, indagati i vertici. Bufera su Bankitalia

Banca Etruria, indagati i vertici. Bufera su BankitaliaSono tre i filoni di inchiesta che la procura di Arezzo sta seguendo per il dissesto finanziario di Banca Etruria, che ha portato sul lastrico migliaia di clienti che si sono visti evaporare i propri risparmi.

I primi due indagati sono Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria prima del commissariamento nel febbraio 2015, e l’ex consigliere di amministrazione Luciano Nataloni. Secondo il Corriere della Sera e il Messaggero l’ipotesi d’accusa nei loro confronti è “conflitto di interessi”. Avrebbero percepito finanziamenti dalla banca che guidavano, alcuni poi finiti nelle sofferenze, senza avvisare il mercato.

La loro iscrizione nel registro degli indagati, è stata confermata dalla procura di Arezzo per conflitto di interessi. Si tratta del terzo dei tre filoni di indagine aperti dalla magistratura aretina dopo quelli relativi alle sospette false fatturazioni e al reato di ostacolo alla vigilanza.

I nomi di Rosi e Nataloni erano stati segnalati nel verbale della Banca d’Italia al termine delle ispezioni sull’istituto di credito aretino. Per Rosi, secondo l’organo di vigilanza, il conflitto risiede nelle attività della cooperativa “La Castelnuovese”, di cui il manager era presidente. Secondo quanto appreso dall’Agi, nove sono invece le posizioni di conflitto di interesse rilevate a carico di Nataloni dagli ispettori di Bankitalia.

La Guardia di Finanza avrebbe trovato almeno 185 milioni di euro di prestiti concessi in palese “conflitto di interessi”, non tutti riferiti a Rosi e Nataloni. Per questo nei prossimi giorni la lista degli indagati eccellenti potrebbe allungarsi.

Una massa di indagini ai quali si aggiungono le richieste dei risparmiatori, dopo gli esposti di Adusbef e Federconsumatori, di questa mattina, sui quali, però, non sono stati ancora aperti fascicoli.

Sta invece per arrivare a conclusione anche il filone che ipotizza il reato di ostacolo all’autorità di vigilanza. Questo fascicolo, che risale al marzo 2014, è stato aperto dopo la relazione degli ispettori della Banca d’Italia compiuta due anni fa, nel 2013.

Per questo sono stati notificati nei giorni scorsi gli avvisi di chiusura delle indagini dalla Procura di Arezzo per alcuni degli ex vertici di Banca Etruria. Si tratta dell’ex direttore generale, Luca Bronchi, degli ex presidenti Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi. Rosi è stato l’ultimo presidente, fino al commissariamento dell’istituto.

Nella bufera Bankitalia. Gli inquirenti si domandano come mai non sia intervenuta su questa situazione visto che tra dicembre 2012 e febbraio 2015 aveva inviato i suoi ispettori per indagare sui conti di Banca Etruria.

Di sicuro c’è che Palazzo Koch aveva consigliato di non vendere le obbligazioni subordinate ai piccoli risparmiatori. Il prodotto finanziario, poi diventato carta straccia, doveva servire a Banca Etruria per coprire il buco da tre miliardi che gli stessi ispettori di Bankitalia avevano individuato. La Banca Centrale però si difende dicendo che non ha alcun potere di veto sulle decisioni delle banche e quindi bisogna anche capire quale ordine Banca Etruria ha dato ai direttori delle varie filiali.