Erdogan annuncia attacchi militari turchi in Siria. Curdi: “Reagiremo”

Carlomagno Faro istituzionale

L’operazione militare turca per prendere il controllo del nord-est della Siria potrebbe iniziare in qualsiasi momento. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo l’annuncio di Donald Trump di voler abbandonare l’area.

“C’è una frase che abbiamo sempre utilizzato: possiamo arrivare una notte all’improvviso. È assolutamente impossibile per noi tollerare ulteriormente le minacce di questi gruppi terroristici”, ha aggiunto Erdogan in una conferenza stampa prima di partire per la Serbia, facendo riferimento alle milizie curde dell’Ypg, il ramo siriano ritenuto contiguo ai terroristi curdi del PKK, nemici giurati di Usa, Turchia e Ue.

Trump: “Via da guerre ridicole”
“E’ il momento per noi di sfilarci da ridicole guerre senza fine, molte delle quali tribali. E’ il momento di riportare i nostri soldati a casa”, twitta Donald Trump, dopo la decisione degli Usa di ritirarsi dal confine tra Siria e Turchia.

“Combatteremo solo dove avremo benefici, e combatteremo solo per vincere. Turchia, Europa, Siria, Iran, Iraq, Russia e i curdi dovranno risolvere la situazione e capire cosa voglio fare con i soldati dell’Isis catturati”.

I curdi-siriani: “Se Turchia attacca ci difenderemo”
Le forze curdo-siriane hanno affermato oggi di esser pronte a “difendere a ogni costo” il nord-est della Siria, in particolare la zona frontaliera con la Turchia esposta alla pressione turca e da dove nelle ultime ore si sono ritirare truppe americane. “La zona è ora diventata un teatro di guerra. Noi siamo determinati a difendere il nordest a ogni costo”, ha detto il portavoce delle forze curdo-siriane, Mustafa Bali, citato dai media locali e regionali.

Onu: “Ci prepariamo al peggio”
Intanto le Nazioni Unite si stanno “preparando al peggio” nel nord est della Siria dopo che gli Stati Uniti si sono fatti da parte per permettere alla Turchia di effettuare azioni militari nella zona. “Non sappiamo cosa succederà. Ma ci prepariamo al peggio”, ha dichiarato il coordinatore Onu per le operazioni umanitarie in Siria, Panos Moumtzis sottolineando che le Nazioni Unite sono in contatto “con entrambe le parti sul campo”. La nostra priorità, ha detto, è che qualsiasi eventuale azione della Turchia non abbia conseguenze sul piano umanitario.

Pentagono: “No a sostegno militare a Turchia”
“Gli Stati Uniti non sostengono l’annunciato intervento militare della Turchia nel nord della Siria: lo sottolinea il Pentagono in un comunicato nel quale si ammonisce Ankara delle “conseguenze destabilizzanti” di una possibile azione militare.

Trump intende ritirare una cinquantina di militari Usa dalla Siria lasciando così margine di manovra a Erdogan di conquistare una zona strategica ad est del fiume Eufrate in Siria, definita strategica per la sicurezza turca, ma in cui vive la popolazione curda. La mossa di Erdogan è finalizzata a “liberare” quei territori da quelli che definisce gli alleati dei terroristi del PKK.

Ancora non si registrano reazioni da parte della Russia di Vladimir Putin, che è alleato strategico della Siria, in antitesi alla Turchia che invece fa parte della Nato, quindi alleata militarmente del blocco occidentale.

Il presidente Usa avverte Erdogan: “Pronti a distruggere economia turca”
“Come ho detto in passato, se la Turchia fa qualcosa che io, nella mia insuperabile saggezza, considero off limits distruggerò e annienterò l’economia della Turchia (l’ho già fatto in precedenza!)”, twitta Donald Trump. “Gli Stati Uniti hanno fatto molto di più di quanto ci si potesse attendere, inclusa la cattura del 100% del Califfato dell’Isis. E’ ora che altri nell’area, alcuni molti ricchi, proteggano il loro territorio”, aggiunge Trump.

Critici molti paesi europei alla minacciata offensiva turca sul territorio curdo siriano. La stessa popolazione – sostengono – che ha dato un grosso contributo all’arretramento delle truppe del califfato dell’Isis.