Strage di Mormoni in Messico, 9 persone bruciate vive dai narcos

Tra le vittime anche 6 bambini che viaggiavano con la famiglia al confine con gli Usa. Ira di Trump: "Dichiareremo guerra ai cartelli della droga"

Carlomagno campagna Jeep Cherokee Novembre 2019

Strage in Messico dove una una decina di persone sono state bloccate, trucidate e infine bruciate ancora vive. Dalle prime informazioni, a ucciderli sarebbero stati i narcos che controllano i cartelli di droga di quelle aree.

Le vittime sarebbero almeno nove persone, tre donne e 4 bambini e due infanti, che a bordo di tre auto viaggiavano insieme ad altri familiari in Messico, vicino al confine con gli Usa, tra gli stati di Chihuahua e Sonora.

Le persone uccise erano mormoni americani con doppia cittadinanza, e sono state vittime di un’imboscata compiuta in pieno giorno. Forse presi di mira per sbaglio, scambiati per uno dei tanti convogli delle bande armate che infestano la zona. Gli aguzzini sarebbero infatti uomini armati appartenenti ad uno dei potenti cartelli della droga attivi nella regione. Quello che è stato compiuto è un vero e proprio massacro, uno dei più gravi della storia messicana recente.

Tra le vittime anche due gemelli di appena sei mesi rimasti legati ai propri seggiolini, intrappolati nell’auto data alle fiamme con la madre, il fratello di 11 anni e la sorella di 9.

Mentre in un’altra auto hanno trovato la morte un bimbo di 6 anni, la sorellina di 4 e ad altre due donne. Uno dei bambini, secondo il racconto dei sopravvissuti, sarebbe stato falciato senza pietà mentre correva nel tentativo di scappare. Mentre altri cinque o sei ragazzini sarebbero riusciti a sfuggire alla furia omicida nascondendosi tra la vegetazione del bosco.

La ricostruzione di quanto accaduto è ancora sommaria, mentre si teme che il bilancio della strage possa diventare più pesante. Nel mondo dei mormoni è un lutto che non ha forse eguali nella loro storia.

La famiglia di missionari colpita appartiene ad una comunità formata da discendenti di mormoni che lasciarono gli Stati Uniti nel diciannovesimo secolo per sfuggire alla repressione della poligamia, all’epoca praticata nella loro religione. Erano in viaggio verso Phoenix, in Arizona, per andare a prendere un parente in aeroporto, il marito di una delle vittime.

La coppia si apprestava a festeggiare l’anniversario di matrimonio. Lo shock in Messico è enorme, così come negli Stati Uniti. Ma montano anche l’indignazione e la rabbia per una violenza cieca e senza eguali che sembra oramai del tutto fuori controllo.

L’ira di Donald Trump non si è fatta attendere. Il presidente americano su Twitter si è detto pronto ad aiutare il Messico inviando anche forze dagli Usa che potrebbero risolvere il problema delle bande criminali, ha scritto, in maniera “rapida ed efficace”. “Questo è il momento per il Messico con l’aiuto degli Stati Uniti di dichiarare guerra ai cartelli e spazzarli via dalla faccia della terra”, ha affermato Trump.