Migranti, emergenza senza fine. A migliaia sulle coste italiane. Superstiti: "400 vittime"

migranti su un barconeNegli ultimi giorni oltre 5.600 salvataggi in mare. Ieri l’ennesima tragedia con il ritovamento a 80 miglia dalle coste libiche di nove morti per un barcone rovesciato. Sicilia e Calabria esplodono e a nulla sono valsi finora gli sforzi in sede europea per fermare gli sbarchi e controllare le coste da dove scafisti senza scrupoli costringono donne, uomini e bambini a navigare in balia delle onde.

Lunedi il Viminale aveva allertato i prefetti con una circolare con cui si chiedeva il reperimento di 6.500 posti per ospitare altrettanti immigrati. Sarebbero circa 2mila i migranti sbarcati nelle ultine 24 ore. Secondo testimoni le vittime del naufragio sulle coste libiche di ieri sarebbero 400 e non solo nove. Tra le vittime – rende noto Save the Children – ci sarebbero anche molti giovani, probabilmente minori. L’organizzazione spiega che tra le migliaia di sbarcati negli ultimi giorni ci sono circa 450 bambini, tra cui 317 non accompagnati.

Sul fronte politico è polemica. Il problema immigrazione, per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, “va risolto alla radice”, stabilizzando la Libia. “E’ un pò poco che una superpotenza economica come l’Ue spenda 3 milioni al mese”, ha spiegato il ministro sottolineando che vanno colpite “le organizzazioni che fanno questo traffico e stabilizzare la Libia”.

Il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook attacca il governo: “Alfano e Renzi cercano altri 6.500 posti letto per gli immigrati. Chiedo ai governatori, ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri della Lega di dire no, con ogni mezzo, a ogni nuovo arrivo. Come Lega siamo pronti a occupare ogni albergo, ostello, scuola o caserma destinati ai presunti profughi”.

Salvini addossa le responsabilità in particolare al ministro dell’Interno, e da Siena affonda: “Alfano – ha detto Salvini – sta facendo l’affittacamere per i clandestini”. “Sta cercando 6.500 posti letto per i clandestini: io pensavo di avere un ministro dell’Interno non un affittacamere di alberghi ad ore”. Poi Salvini ha detto di aver chiesto “a tutti gli amministratori della Lega di dire no, con ogni mezzo possibile, all’arrivo di queste persone”.

“Se fosse al governo Matteo Salvini, leader della Lega Nord, chiamerebbe i comandi della Guardia costiera e della Marina militare e darei l’ordine alle navi di pattugliare le acque territoriali, soccorrere chi deve essere soccorso ma non far sbarcare assolutamente nessuno”.

Il segretario della Lega ribadisce poi che le forze navali italiane dovrebbero “difendere i confini” perché più immigrati partono “più ne muoiono. Purtroppo abbiamo un governo complice”, ha aggiunto ricordando che in pochi giorni “ne sono sbarcati settemila” e di questo passo “rischiamo di superare ogni record storico”. Oltre a dover leggere notizie come quella di oggi “del morto dato in pasto agli squali”, ha detto Salvini riferendosi a un migrante, deceduto durante la traversata dopo aver esalato vapori di benzina. La salma, hanno riferito testimoni, è stata gettata in mare e il corpo è stato dato dilaniato da squali che seguivano il gommone. A Ragusa è stato arrestato il presunto scafista, accusato anche della morte del migrante gettato in mare.

L’emergenza sbarchi continua e sembra non cessare. Previsti ancora sbarchi nei prossimi giorni. Nel porto di Reggio Calabria solo stamane sono sbarcati 678 migranti a bordo della nave Orione dove è nata una bambina. Con loro anche un cadavere recuperato nel naufragio di ieri sulle coste libiche. I migranti sono stati imbarcati su una nave della Marina Militare impegnata nell’operazione Triton, che ha fatto rotta verso la Sicilia per poi raggiungere il porto di Reggio Calabria.

Un sindaco calabrese, Giuseppe Geraci, primo cittadino di Corigliano Calabro non si allinea alla circolere prefettizia e prende posizione: “Per quello che ci riguarda, – spiega – stiamo valutando la possibilità di non garantire come Comune nessuna assistenza a terra per le previste operazioni di sbarco e accoglienza dei migranti. Corigliano e la Sibaritide non sono assolutamente in grado di poter sopportare, da nessun punto di vista, ulteriori sbarchi di migranti”. Per Geraci si tratta di “una situazione che abbiamo già spiegato in occasione dei due precedenti sbarchi”. Geraci si appella a Mattarella e Renzi “affinché intervengano con urgenza per prendere cognizione dell’emergenza assoluta nella quale versa questo territorio ed interrompere questa che è ormai diventata una spirale negativa, incontrollata ed ingestibile, destinata ad impoverire ed emarginare definitivamente la Calabria ionica”. “Da questo momento in poi – ha concluso il sindaco calabrese – la città di Corigliano intraprenderà tutti le più forti azioni di protesta, in sinergia con i sindaci del territorio contro questa totale disattenzione delle istituzioni nazionali rispetto alle esigenze e ai bisogni delle popolazioni locali”.

In Sicilia la situazione non è meno grave. Dopo lo sbarco al porto di Palermo di 1169 immigrati, si attendono quasi trecento persone mercoledì 15 aprile, a partire già dalle 8, quando giungeranno 102 profughi al molo Puntone. Altri novantacinque migranti, che sbarcheranno al molo Piave, mentre nella tarda mattinata, intorno alle 13, arriverà la nave con altre ottantotto persone. In allerta l’Asp, protezione civile, Croce Rossa e le forze dell’ordine, che dovrenno procedere ai soccorsi e all’identificazione.

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