Sbarchi, Ue sconcertante: "Non abbiamo soldi". Intanto l'Isis ci ricatta: In Italia tramite "soffiate"

Migranti su un barcone Emergenza sbarchi in Italia
Migranti su un barcone (Ansa/Lami 2013)

L’Europa si arrende di fronte all’incessante mole di sbarchi e lascia il cerino in mano all’Italia. Bruxelles si dice disarmata e nulla può per far fronte all’emergenza. Lo ammette il Commissario Ue per l’Immigrazione Dimitri Avramopoulos: “Dobbiamo essere franchi, la Commissione non può fare da sola. Non abbiamo la bacchetta magica”. Prese così, le dichiarazioni dell’Ue lasciano sconcertati di fronte a un fenomeno di portata colossale che avrebbe invece bisogno di decisioni immediate e risolutive per evitare di essere ricattati dall’Isis, l’organizzazione terroristica che costringe i migranti a imbarcarsi sui gommoni della morte e, al tempo stesso, avere il ruolo di becchino del Mediterraneo.

Certo, dice il commissario per l’Immigrazione Ue, Avramopoulos, la situazione “è grave e peggiorerà nelle prossime settimane e mesi” ma la cosa più sconfortante – al di là dell’assenza della bacchetta magica – è che l’Europa “non ha i fondi né il sostegno politico” per condurre interventi di salvataggio di questa portata. Si comprende che tutta l’emergenza, dovrà essere gestita dall’Italia. Da sola, invasa da gommoni pieni di profughi di cui non si conosce né l’identità né il reale obiettivo della loro traversata in Europa. La certezza è che ce li manda l’Isis. Tra gennaio e febbraio aveva promesso che ci spediva mezzo milione di migranti. E questo sta avvenendo. I soli quattro giorni ne sono sbarcati diecimila. Nell’indifferenza assoluta dell’Ue, indifferenza anche per le vite spezzate nel Mare Nostrum.

Isis gestisce i porti rivieraschi (Ap)
Isis gestisce i porti rivieraschi (Ap)

Sul fatto che li mandi l’Isis, Graham Leese, consulente speciale per l’operazione Frontex, in una intervista al britannico Daily Telegraph conferma questa ipotesi e anzi va oltre: “Le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani nel Mediterraneo – afferma –  avvertono in anticipo le autorità italiane “tramite delle soffiate” quando stanno per inviare barche cariche di migranti. Sempre secondo le sue parole, gli scafisti non mettono più la stessa quantità di carburante sulle imbarcazioni “sapendo che poi i migranti saranno recuperati”. Tutto organizzato in un sistema che somiglia molto a Mafia Capitale.

Perché tanto poi ci pensano Guardia Costiera e Marina militare a recuperare il “carico” di disperati portandolo, quando va bene intero, sano e salvo sulle nostre coste non a spese dei luogotenenti dei terroristi – gli scafisti, che equivalgono ai picciotti dei boss mafiosi – che hanno intascato il malloppo, ma a carico dello Stato italiano. Bell’affare!

E l’Europa si chiama fuori, si dice inerme dinnanzi a questa emergenza e al dramma dei migranti gestiti dall’Isis. Ciò fa comprendere quanto debole e vulnerabile siano gli stati membri dinnanzi a qualsiasi minaccia che prim’ancora dei terroristi, a questo punto è lecito pensare risieda proprio a Bruxelles e nella sua incapacità di gestire gli eventi.

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