Calabria, Italia resta divisa dopo crollo viadotto A3: Duro Oliverio: "Anas inadeguata"

Il viadotto Italia dove è avvenuto il crollo che ha spaccato l'Italia in due
Il viadotto Italia dove è avvenuto il crollo che ha spaccato l’Italia in due

Sono mesi che l’Italia è tagliata letteralmente in due dopo il crollo di un pilone dell’autostrada Salerno Reggio Calabria, sul viadotto Italia, tra Calabria e Basilicata. Quel crollo costò la vita a un giovane operaio rumeno e il totale isolamento della Calabria. Il tratto è ancora sotto il sequestro dell’autorità giudiziaria, i tempi di ripristino si preannunciano lunghi e la stagione estiva è alle porte. Dopo numerosi interventi parlamentari finora non si è mossa foglia che potesse dar speranza a quanti percorrono quotidianamente l’arteria e alle tante attività commerciali che operano sul tratto dell’A3.

IL GOVERNATORE DELLA CALABRIA OLIVERIO: “ANAS DIMOSTRA DI ESSERE INADEGUATA”
Sul punto è intervenuto durissimo il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio: “Se le misure immediate che chiediamo al Governo, per alleviare i danni provocati dal blocco dell’A3 dopo il crollo del viadotto Italia, non dovessero trovare ascolto da parte di Anas e, quindi del Governo, siamo pronti ad assumere poteri straordinari anche di divieto del traffico pesante a partire dal periodo estivo”. “Anas – accusa Oliverio – in questa vicenda sta dimostrando assoluta inadeguatezza”.

ISOLAMENTO TOTALE
Oliverio, coglie l’occasione per tornare sul viadotto Italia durante un incontro che ha visto la partecipazione a Diamante, nel Cosentino, di tantissimi sindaci della costa tirrenica. I disagi derivanti dalla chiusura del tratto autostradale della Sa-Rc compreso tra Laino Borgo e Mormanno sono estenuanti. “La chiusura di questo importante tratto, come è noto, comporta gravi conseguenze non solo sull’economia dell’intera regione, ma va ad incidere pesantemente anche sulla vocazione turistica locale che rischia di restare isolata dal resto del Paese”, si legge in una nota del portavoce.

Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria
Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria

SINDACI SUL PIEDE DI GUERRA
Nel corso dell’incontro tutti i sindaci intervenuti hanno evidenziato le gravi conseguenze che ricadono sulla viabilità e sulla sicurezza dei cittadini, considerata la continua, massiccia circolazione di mezzi pesanti che vengono inevitabilmente deviati sulla SS 18, proprio a causa della chiusura del tratto autostradale. Un disagio, questo, che rischia di acutizzarsi ulteriormente nei prossimi mesi estivi, durante i quali la circolazione sulla SS 18 aumenta in maniera esponenziale, considerato l’afflusso di turisti su tutto il litorale tirrenico cosentino.

“REAGIREMO CON FERMEZZA, ANCHE CON AZIONI LEGALI”
“Siamo di fronte – ha detto il Governatore della Calabria – ad una situazione che, più passa il tempo, più diventa insopportabile. E’ assurdo che dopo tre mesi dall’incidente verificatosi con il crollo di una campata sul viadotto Italia, l’Anas si sia presentata con una soluzione provvisoria. La Calabria e le popolazioni interessate questa volta reagiranno e lo faranno con la fermezza e la determinazione che una situazione così grave richiede. Nei confronti dell’Anas, in particolare, promuoveremo un’azione legale e chiederemo il risarcimento dei danni subiti dalla nostra regione da tre mesi a questa parte”.

Il pilone del ponte crollato
Il pilone del ponte crollato

“CONSEGUENZE DISASTROSE, STATO E ANAS DOVRANNO FARSENE CARICO”
Non solo un’azione legale, quanto “Stato ed Anas – per il presidente Oliverio – dovranno farsi carico dell’isolamento a cui sono costrette le nostre strutture turistiche, tagliate praticamente fuori dai flussi provenienti dal resto del Paese e dall’estero, dei notevoli disagi a cui è sottoposta una popolazione a cui viene preclusa ogni tipo di collegamento con il resto del Paese, delle conseguenze disastrose che l’invasione di tir e automobili comporta in quei comuni che, da soli e con sacrifici enormi, si stanno facendo carico di garantire un percorso alternativo che è pericoloso e inadeguato”.

“NON C’E’ TEMPO DA PERDERE”
“Non c’è più – ha aggiunto Oliverio – neanche un minuto da perdere. La stagione estiva è ormai alle porte e siamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Bisogna fare in fretta. La SS. 18 è ormai al collasso e le attuali soluzioni non sono assolutamente in grado di sopportare Il traffico veicolare che durante l’estate assumerà proporzioni ancor più insopportabili. I mezzi di trasporto, soprattutto quelli pesanti, devono essere dirottati attraverso altre vie”.

“PER I MEZZI PESANTI AUTOSTRADE DEL MARE”
“Penso alle vie del mare, soprattutto per quei mezzi che trasportano merci. Bisogna ripristinare il modello delle cosiddette “autostrade del mare”, stabilendo polizze di imbarco scontate nei porti calabresi e siciliani per i tir diretti verso il nord del Paese e l’Europa. Occorre potenziare, inoltre, i collegamenti alternativi all’autostrada, istituendo un rafforzamento della mobilità aeroportuale e ferroviaria, attraverso l’istituzione di una seconda corsa della Freccia d’Argento e stabilendo tariffe agevolate per la Calabria da parte delle compagnie aeree”, ha concluso Oliverio.

IL SENATORE GENTILE: “NON POSSIAMO TOLLERARE RITARDI”
Intanto una delegazione di parlamentari cosentini guidata dal senatore Antonio Gentile e composta dai colleghi Giovanni Bilardi e Paolo Naccarato scrivono in una nota che “Il prefetto Tomao, con grande impegno e con serietà, ha ribadito che è in stretto contatto con l’Anas e la magistratura e che ha appreso che sarà possibile aprire una carreggiata non prima di agosto. Sono allo studio altre soluzioni tampone che prevedono la possibilità di utilizzare altre vie di sfogo in collegamento con la Lucania”. Gentile ha ringraziato il prefetto “per la serietà e la correttezza, ma non possiamo più tollerare i ritardi del governo. Aprire ad agosto – ha aggiunto Gentile – significa uccidere l’economia turistica calabrese. Bisogna ricordare che il tratto del Savuto è chiuso, che la 106 non parte con i lavori, che le strade di collegamento sono sature”.

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