Quando Buzzi disse: "Migranti fruttano più della droga". Il gip: tangenti per Gramazio

Dall’alto in senso orario Giordano Tredicine, Daniele Ozzimo, Luca Gramazio e Mirko Coratti  - Nuovo arresto per Buzzi
Dall’alto in senso orario Giordano Tredicine, Daniele Ozzimo, Luca Gramazio e Mirko Coratti (Ansa)

“Il business dell’immigrazione frutta più della droga”. Salvatore Buzzi, arrestato insieme ad altre 37 persone il 2 dicembre scorso in una maxi retata della procura di Roma per corruzione e affari con i clan, non immaginava di essere intercettato dal Ros dei Carabinieri. Una delle frasi più “inquietanti”, tra quelle che ha fatto scattare la madre di tutte le inchieste su “Mafia Capitale”.

A distanza di qualche mese quella frase e tutta una serie di comportamenti ha dato ai magistrati, coordinati da Giuseppe Pignatone, la chiave per indagare a fondo in una storia fatta di corruzione e “favoreggiamento” dell’immigrazione attraverso un sistema collaudato dove a specularci sopra era una presunta associazione a delinquere che proprio sull’immigrazione aveva messo su una macchina per fare soldi, tanti soldi. Dopo appena sei mesi, gli inquirenti hanno dato seguito alla saga Buzzi-Carminati con un blitz che ha portato in carcere altre 44 persone, tra cui politici di spicco.

IN CELLA POLITICI E CONSIGLIERI COMUNALI
In manette l’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti (Pd), e Luca Gramazio, ex capogruppo Pdl-FI prima al comune di Roma poi al Consiglio regionale del Lazio. In manette anche l’ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo e Angelo Scozzafava, ex assessore comunale a Roma alle Politiche Sociali. I Ros hanno arrestarto anche i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l’ex presidente del X Municipio (Ostia), Andrea Tassone. I provvedimenti hanno riguardato anche alti dirigenti della Regione Lazio come Daniele Magrini nella veste di responsabile del dipartimento Politiche Sociali. Arrestati anche Mario Cola, dipendente del dipartimento Patrimonio del Campidoglio e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Mirko Coratti. Infine posto ai domiciliari il costruttore Daniele Pulcini.

NUOVO ARRESTO PER BUZZI. GIP NON CONVALIDA QUELLO PER ODEVAINE (ENTRAMBI GIA’ IN CARCERE)
Tra i destinatari del provvedimento di custodia cautelare figura ancora Salvatore Buzzi, presidente della “Cooperativa 29 giugno”, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar, Massimo Carminati. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (già in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma.

“UN SISTEMA CORRUTTIVO PER METTERE LE MANI SU CENTRI ACCOGLIENZA MIGRANTI”
Una “diffusa attività di condizionamento” attuata dalla presunta associazione mafiosa: tutto ciò grazie alla “rete di rapporti e al ramificato sistema tangentizio intessuti dal gruppo mafioso” con il coinvolgimento di “pubblici amministratori e pubblici ufficiali”. Le indagini del Ros hanno documentato, tra l’altro, “un ramificato sistema corruttivo per favorire un cartello di imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”. Nella capitale, dicono gli investigatori del Ros impegnati nell’operazione, “c’era una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.

GRAMAZIO, IL RUOLO DI COLLEGAMENTO E LE TANGENTI
“Luca Gramazio – spiega il gip Flavia Costantini nell’ordinanza di custodia cautelare per il consigliere regionale di Forza Italia – svolge un ruolo di collegamento tra l’organizzazione da un lato e la politica e le istituzioni dall’altro, ponendo al servizio della stessa il suo “munus publicum” e il suo ruolo politico”, secondo il magistrato Gramazio “può ricondursi al capitale istituzionale di Mafia Capitale: quel sistema di relazioni con uomini politici, apparati burocratici, soggetti appartenenti a vario titolo alle istituzioni, che costituiscono il contatto privilegiato dell’organizzazione con il mondo di sopra”.

L’esponente di Fi rappresenta “un collegamento che, sul piano politico, si traduce nella costruzione del consenso necessario ad assecondare gli affari del sodalizio; sul piano istituzionale, in materia di iniziative formali e informali intese per un verso a collocare nei plessi – sensibili per l’organizzazione – dell’amministrazione pubblica soggetti graditi, per altro verso nell’orientare risorse pubbliche in settori nei quali il sodalizio, in ragione del capitale istituzionale di cui dispone, ha maggiori possibilità di illecito arricchimento”. Per il gip, elabora “insieme ai vertici dell’organizzazione le strategie di penetrazione della pubblica amministrazione”. Non solo: L’esponente politico per favorire il gruppo di Carminati avrebbe ottenuto mazzette per oltre 100mila euro: 98 mila in contanti in tre tranche e 15mila euro con un bonifico”.

LE REAZIONI

Marino, dimissioni? Andiamo avanti
“Dimissioni? Continuiamo in questo modo. Stiamo cambiando tutto”, ha risposto il sindaco di Roma Ignazio Marino a chi gli chiede se avesse pensato di dimettersi dopo la nuova ondata di arresti per l’inchiesta su Mafia Capitale. “Credo che – ha aggiunto Marino – la politica nel passato abbia dato un cattivo esempio ma oggi sia in Campidoglio che in alcune aree come Ostia abbiamo persone perbene che vogliono ridare la qualità di vita e tutti i diritti e la dignità che la Capitale merita”.

Salvini: ‘Ecco chi guadagna, stop sbarchi e appalti’
“Mafia Capitale, altri 44 arresti per il business degli immigrati. Fermare subito le partenze e gli sbarchi, bloccare subito tutti gli appalti! Altro che buoni, accoglienti e solidali… sono ladri! Renzi e Alfano spargono clandestini negli alberghi di mezza Italia, capito chi ci guadagna?”. Così su Fb il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini.