Migranti, la Francia: "Prima distinguere rifugiati da clandestini, poi parliamo di quote"

Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve
Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve

Sui migranti si accende lo scontro diplomatico tra l’Italia e paesi come Francia, Svizzera e Germania che hanno una “visione” diversa dell’Italia sull’accoglienza. L’Inghilterra aveva già fatto sapere di non essere d’accordo con la gestione delle quote.

Il vertice di mercoledi tra Renzi, Hollande e Cameron non promette nulla di buono, così come a nulla è valso il tentativo dell’Italia di coinvolgere l’Ue. La giornata di oggi è stata incandescente.

I migranti allo stato, deve accollarseli tutti il paese dove sono approdati: l’Italia. La Francia, che ha tenuto a precisare che non ha né chiuso le frontiere, né sospeso Shenghen di fatto non ha fatto passare i trenta migranti che stazionano sugli scogli a Ventimiglia. Oggi attraverso il suo ministro degli interni Bernard Cazeneuve Parigi prova a fare un ragionamento.

LA POSIZIONE FRANCESE: BISOGNA RISPETTARE SHENGHEN
“Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico”, premette il ministro francese. Perché “bisogna rispettare le regole di Schengen. Bisogna che l’Italia accetti di creare dei centri” per distinguere i migranti economici irregolari (i clandestini tout court) dai rifugiati, dice il ministro francese, sottolineando che la Francia “non ha bloccato le frontiere”.

Migranti sugli scogli a Ventimiglia
Migranti sugli scogli a Ventimiglia (Ansa)

CAZENEUVE: “FARE DEI CAMPI IN ITALIA E GRECIA PER DISTINGUERE TRA MIGRANTI IRREGOLARI E RIFUGIATI. I PRIMI VANNO ESPLULSI POI PARLIAMO DI QUOTE”
Cazeneuve, secondo il quotidiano Le Monde, “tenta di convincere il suo omologo italiano (Angelino Alfano) sull’opportunità di creare in Italia (e in Grecia) dei campi gestiti dall’Ue per distinguere i migranti economici dai richiedenti asilo già dal loro arrivo. I primi verrebbero immediatamente espulsi verso i loro Paesi d’origine, gli altri ripartiti tra i Paesi d’Europa”. Fatto questo, “possiamo ragionare” è il succo del discorso della Francia, nel senso che Parigi è sì disponibile al riparto ma non di tutti, solo quelli che hanno diritto d’asilo.

RENZI REPLICA A PARIGI: “NO A EGOISMI”
L’immigrazione è una “vicenda complessa che si gestisce con la solidità di un Paese come il nostro che non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare i migranti in Italia. Nessun egoismo nazionale può chiudere gli occhi”. Così il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “L’Ue è ad un bivio: o ragiona come comunità e si fa carico di risolvere tutti insieme il problema, e questo è il piano A. Ma se non si trovano soluzioni alte, faremo da soli: il piano B è che l’Italia affronta il problema da grande paese che è. E’ evidente che l’atteggiamento muscolare di alcuni ministri di paesi amici va in direzione opposta. L’Italia deve farsi carico e se ne fa, salva centinaia di vite e continueremo a farlo”.

LA SVIZZERA CHIUDE E RESPINGE ALTRI MIGRANTI
Intanto altri trenta migranti sono stati respinti al confine tra Italia e Svizzera a Domodossola. La polizia elvetica ha rimandato in Italia un gruppo di stranieri, composto in gran parte da iracheni. La polizia italiana li ha identificati prima che riprendessero il primo treno per Milano. Nei primi cinque mesi dell’anno i respingimenti al confine tra Italia e Svizzera, che ieri erano stati sessanta, sono stati quasi 1.700. La Confederazione elvetica ha chiuso totalmente le porte.

LA POSIZIONE DELL’UNIONE EUROPEA
La Commissione “è al corrente dei controlli alle frontiere di Francia, Austria e Svizzera” con l’Italia e “stiamo verificando” la situazione. Lo dice Natasha Bertaud, portavoce del Commissario Ue all’Immigrazione. “Ricordiamo che tutti devono rispettare Schengen e le regole del sistema di asilo europeo”, aggiunge. “Non siamo al corrente di piani B”, afferma Bertaud. Il piano “B” lo aveva annunciato Renzi qualora l’Europa se ne fosse lavata le mani.

Migranti sul lungomare di Ventimiglia
Migranti sul lungomare di Ventimiglia (Ansa)

IL MINISTRO DELL’INTERNO ALFANO
“Le immagini dei migranti sugli scogli a Ventimiglia sono un pugno in faccia all’Europa: quelle persone vogliono andare in Europa, non in Italia e domani quelle immagini me le porterò dietro al vertice dei ministri dell’Interno Ue a Lussemburgo”, ha detto il titolare del Viminale al programma Agorà su Raitre. “In poche ore risolveremo il problema dei migranti che affollano le stazioni e grazie ad un accordo con le Fs saranno trovati luoghi dove ospitarli”, ha aggiunto. “Se l’Ue non accetta di accogliere i migranti arrivati qui, l’Europa si troverà la stessa Italia davanti, non sarà l’Italia solidale che è stata fin qui, ma ricambieremo lo stesso atteggiamento”, ha spiegato Alfano. I migranti che sbarcano in Italia “non vogliono farsi identificare qui, altrimenti, per il regolamento di Dublino, dovrebbero restare nel nostro Paese. E quando un poliziotto si trova di fronte un eritreo di due metri che non vuole farsi mettere il dito nella macchina per le impronte, non può spezzargli la falange, ma deve rispettare i diritti umani”, ha aggiunto.

SALVINI: “RENZI DICE DI FAR DA SOLO? UN FENOMENO”
“Renzi è un vero fenomeno. Adesso scopre che cosa è l’Europa…Adesso dice che l’Italia fa da sola? Straordinario…è un anno che noi lo diciamo prendendoci solo insulti”, Così il leader del Carroccio Matteo Salvini parlando con gli ascoltatori di radio Padania, ha commentato la dichiarazioni di Renzi sul “piano B” per l’immigrazione.

MIGRANTI COMINCIANO AD ANDARE VIA DA VENTIMIGLIA
Intanto, a Ventimiglia un’altra decina di migranti ha lasciato la scogliera di Ponte san Ludovico, vicino alla frontiera con la Francia. E’ incessante la mediazione della polizia e della Croce rossa italiana che si avvale di una giovane volontaria marocchina come mediatrice culturale. In tutto sono una trentina gli immigrati che hanno deciso di lasciare la scogliera per essere trasferiti nella zona della stazione di Ventimiglia. I migranti hanno trascorso la seconda notte sugli scogli. Alla stazione di Ventimiglia invece hanno dormito circa 80 persone tra cui donne e bambini.

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