Migranti, Renzi sulle posizioni francesi. "Rimpatriare i clandestini". Delrio: "Lecito sparare a scafisti"

Francois Hollande e Matteo Renzi la scorsa settimana all'Expo - rimpatriare clandestini, accogliere rifugiati
Francois Hollande e Matteo Renzi la scorsa settimana all’Expo

ROMA – Sul tema dei migranti il premier Matteo Renzi si spinge sulle posizioni francesi. “Sul tema dell’accoglienza ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e criteri di ragionevolezza”, ha detto il capo del governo aprendo l’incontro con le Regioni. “I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici (quelli comunemente definiti clandestini, ndr) vengano rimpatriati”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

ITALIA SULLE POSIZIONI DELLA FRANCIA
La stessa cosa disse dieci giorni fa, nelle ore concitate dei migranti a Ventimiglia, il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve: “Bisogna creare in Italia (e in Grecia) dei campi gestiti dall’Ue per distinguere i migranti economici dai richiedenti asilo già dal loro arrivo. I primi verrebbero immediatamente espulsi verso i loro Paesi d’origine, gli altri ripartiti tra i Paesi d’Europa”.

La posizione di Renzi, analoga a quella della Francia, pare abbia preso forma nell’ultimo incontro a Milano con il presidente Francois Hollande in occasione dell’Expo. I “criteri di ragionevolezza” di cui parla il presidente del Consiglio “è convincere” oggi le regioni ad una “maggiore responsabilità” e a uno “sforzo congiunto”.

RENZI: “SERVE CONDIVISIONE IN UE”
L’Italia farà la sua parte, ma ha bisogno anche dell’Ue che finora “ha fatto poco o niente” sull’emergenza immigrazione. “Ci vuole condivisione in Europa”, afferma Renzi “e più l’Italia si mostra compatta, meglio è. Siamo un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema immigrazione deve essere condivisa e congiunta”, dice all’incontro coi governatori.

DELRIO CHIAMA IN CAUSA L’ONU: “IN LIBIA FORZE DI INTERPOSIZIONE”
Sulla stessa lunghezza d’onda il braccio destro di Renzi, Graziano Delrio, che in una intervista a Panorama va oltre e chiama in causa anche le Nazioni Unite. “L’Onu – afferma il ministro delle Infrastrutture – faccia l’Onu dicendo chiaramente: in Libia adesso mandiamo una forza di interposizione.

Il tavolo a Palazzo Chigi tra Governo e Regioni sul tema dell'immigrazione, Roma, 25 giugno 2015.
Il tavolo a Palazzo Chigi tra Governo e Regioni sul tema dell’immigrazione, Roma, 25 giugno 2015.
(Ansa/Palazzo Chigi)

“LECITO SPARARE AI TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI”
Per il ministro bisogna fare in Libia “i campi di accoglienza e di selezione individuando chi veramente può godere dello status di rifugiato e facciamo una guerra dove al limite è lecito anche sparare a tutti coloro che fanno commercio di carne umana”. E cioè “agli scafisti: quelli vanno arrestati e con quelli – affema Delrio al settimanale – va usato il pugno di ferro, non nei confronti di coloro che scappano dalla miseria e dalla guerra”. Inoltre occorre fare “un filtro con l’Africa”, poiché il blocco navale equivarrebbe a una “dichiarazione di guerra”.

ZAIA: “PREFETTI SI RIBELLINO”
Chi resta sulle proprie posizioni sono i governatori del Nord che fanno capo al centrodestra.  “I prefetti – incalza il governatore del Veneto, Luca Zaia – devono ribellarsi, rispettare le istanze dei territori, rappresentare, nel mio caso, i veneti fino in fondo e non rispondere più al telefono al governo”.

“Sull’immigrazione – spiega Zaia – paghiamo l’incapacità di un governo che non si è accorto che nel 2012 aveva 13mila immigrati, 43mila nel 2013, 170mila nel 2014 e oggi 200mila. Il governo si è occupato troppo tardi del problema e i prefetti”, dovrebbero “ribellarsi” alle direttive del Viminale e “rispettare le istanze dei territori e non rispondere più neanche al telefono al governo”, aggiunge il presidente del Veneto.

TOTI: “NESSUN PIANO B SULL’IMMIGRAZIONE”
Secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti, nella riunione a palazzo Chigi “non sono stati illustrati i dettagli del piano B sull’immigrazione. Che l’incontro sia stato convocato è un primo passo, che i contenuti siano stati soddisfacenti, non possiamo dirlo”, ha detto Toti al termine del vertice.

CHIAMPARINO: “PIU’ SPIRITO NAZIONALE”
Sulla vicenda immigrazione “servirebbe più spirito nazionale e meno spirito di parte”. Così il presidente della conferenza Stato Regioni, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi di Regioni e Comuni con il Governo sull’emergenza migranti.

MARONI: “INCONTRO DELUDENTE” “Nell’incontro con Matteo Renzi – dice il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni – non c’è stata nessuna risposta alle mie sollecitazioni per sapere se si fanno i campi profughi giù e nuovi accordi di rimpatrio. Ho chiesto dove si fa verifica fra chi è richiedente asilo e chi è immigrato economico e la risposta non c’è stata”.

ALTRO INCONTRO TRA 15 GIORNI
Concluso il vertice sull’immigrazione il governo, durato un’ora e mezza, è stato fissato un nuovo incontro tra 15 giorni per discutere della spinosa vicenda immigrazione. Lo ha comunicato lo stesso Renzi ai presidenti di regioni e ai comuni delegati dell’Anci.

Intanto stamani, nel porto di Catania, è attraccato il pattugliatore d’altura svedese “Poseidon” con a bordo 497 migranti tratti in salvo in tre distinte operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Sulla nave anche il cadavere di una donna e una donna ferita. Non sono chiare le modalità del decesso e del ferimento.

Condividi

Rispondi