Giallo sulla morte di Claudio Salini. Forse un "sabotaggio" sulla Porsche

Giallo sulla morte Claudio Salini. La sua Porsche sabotata?
Giallo sulla morte Claudio Salini. La sua Porsche sabotata?

La Porsche sulla quale viaggiava il costruttore Claudio Salini potrebbe essere stata sabotata. E’ questa una delle ipotesi che si fa largo sulla morte del noto costruttore e ripresa venerdì dal “Corriere della Sera”.

I maggiori sospetti li ha avuti l’avvocato Oliviero De Carolis, legale del fondatore del Gruppo Salini, in quanto ricorda che l’imprenditore morto a fine agosto in un drammatico incidente stradale a Roma, avrebbe dovuto testimoniare il 16 settembre prossimo nel processo contro tre uomini vicini ad ambienti camorristici che aveva fatto arrestare lo scorso anno per tentata estorsione. Al momento l’ipotesi prevalente resta l’alta velocità e l’asfalto sconnesso e inadeguato sulla Cristoforo Colombo. Salini uscì di strada con la sua Porsche andando a schiantarsi contro un albero.

“I carabinieri – scrive il Corsera – analizzeranno i tabulati telefonici dell’imprenditore Claudio Salini. Un accertamento tecnico per capire con chi il costruttore quarantenne — appena tornato dalle vacanze in Sardegna — abbia parlato prima di salire sulla Porsche ed eventualmente anche durante il suo tragitto lungo la Colombo.

Il sospetto è che Salini possa essere stato minacciato da qualcuno. E che la sua Porsche possa essere stata sabotata. Ma sono solo sospetti, appunto. A colpire è soprattutto la coincidenza che il 16 settembre prossimo l’imprenditore avrebbe dovuto testimoniare nella prima udienza del processo contro tre casertani che aveva fatto arrestare, con la sua denuncia, alla fine dell’anno scorso per tentata estorsione. Personaggi considerati dagli investigatori dell’Arma vicini agli ambienti della camorra e che pretendevano un risarcimento di 1,8 milioni di euro perché Salini aveva tolto a uno di loro il sub appalto per lavori al polo museale di Bergamo e al nuovo centro affari di Arezzo.

L'imprenditore Claudio Salini
L’imprenditore Claudio Salini

Il terzetto aveva anche organizzato un sequestro lampo del costruttore. Per il momento, sottolinea chi indaga sull’incidente, non ci sono elementi per collegare direttamente la morte di Salini a quella vicenda, ma resta il fatto che Salini era rimasto molto scosso”.

Il Corriere scrive ancora che “la procura, che ha delegato i carabinieri — ma anche l’avvocato Oliviero De Carolis, legale della famiglia Salini —, vuole fare piena luce su tutti gli aspetti di questa storia. Cosa è successo all’imprenditore nei pochi chilometri — meno di tre — percorsi sulla Colombo prima di morire? È possibile che abbia incrociato qualcuno che l’ha spaventato? Era stato minacciato di nuovo, come gli era già accaduto pochi mesi prima?”, viene riportato dal quotidiano di via Soferino.

L’avvocato De Carolis ha chiesto una perizia sui resti della Porsche 911 acquistata da poco, che Salini aveva lasciato per un mese nel complesso residenziale dove abitava a Porta San Sebastiano. Un luogo controllato, dotato di videosorveglianza. Gli esami serviranno per valutare anche l’ipotesi del sabotaggio — presa in considerazione dall’entourage del costruttore —, oltre a quella di un guasto meccanico. Altri accertamenti saranno svolti sulle registrazioni delle numerose telecamere puntate sulla Colombo, dall’abitazione dell’imprenditore al luogo della sua morte. Proprio in quel punto, ieri mattina, sempre su ordine della procura, una dozzina di agenti della polizia municipale ha bloccato la strada per ripetere i rilievi”. Al momento solo sospetti e dubbi che potranno essere fugati solo dopo accurati accertamenti investigativi.

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