Napoli, blitz anti camorra contro clan Esposito. 6 arresti

Napoli, blitz anti camorra contro clan Esposito. arrestiNAPOLI – Nelle prime ore di venerdì 4 marzo, nelle province di Caserta, L’Aquila, Oristano e Avellino, i Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, coordinati dai Magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 indagati (3 dei quali già detenuti per altra causa), ritenuti presunti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso.

L’indagine, ha consentito, tra l’altro, di accertare la sussistenza di un’associazione a delinquere operante nella provincia di Caserta ed in particolare nei territori dei comuni di Sessa Aurunca, Carinola, Cellole, nonché nel basso Lazio, riconducibile al clan Esposito conosciuto come “Muzzoni”.

Il provvedimento, spiega la Dda, recepisce gli esiti di un’articolata attività d’indagine, condotta tra il mese di novembre 2011 ed aprile 2014, in merito alle attività criminose poste in essere da soggetti appartenenti al clan camorristico degli Esposito cd. “Muzzoni”, storicamente operante sui territori di Sessa Aurunca, Cellole e Baia Domizia e la cui esistenza è attestata dalla sentenza di condanna emessa il26.05.1998 della Corte di Appello di Napoli che riconosce il ruolo di capo clan a Mario Esposito che costituì un’organizzazione di tipo familiare in quanto composta dai parenti più stretti e dagli amici più fidati dell’Esposito.

Nella circostanza, a seguito dell’atto intimidatorio commesso da-alcuni sodali con l’utilizzo di armi da sparo nei confronti di un commerciante della zona, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca, sotto la direzione dei Magistrati della Dda di Napoli, consentirono di individuare gli esecutori materiali dell’attentato a seguito del quale uno dei responsabili decideva, di li a poco, di collaborare con la giustizia. Nel corso delle successive indagini vennero rinvenute e sequestrate le armi utilizzate dal gruppo anche per la commissione di altri atti intimidatori.

Gli spunti offerti dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e le ulteriori attività investigative, consistite in attività tecniche di intercettazione, servizi di osservazione e pedinamento nonché riscontri, hanno consentito di confermare l’ipotesi accusatoria circa l’operatività sino ai giorni nostri della consorteria criminale degli Esposito dedita principalmente alla commissione di attività estorsive.

Come riportato dal gip nel provvedimento cautelare, le indagini hanno permesso di appurare l’esistenza di una presunta associazione armata di tipo mafioso riconducibile al clan camorristico degli Esposito, cosiddetto “Muzzoni”. Il gruppo sarebbe autore di 13 estorsioni, perpetrate con il metodo mafioso nei confronti di imprenditori e commercianti della zona, finalizzate alla “riscossione delle tangenti” o “regali per il clan” e al controllo delle attività commerciali.

Secondo i magistrati sarebbe emerso anche il favoreggiamento della latitanza di due esponenti di vertice del clan ricercati per omicidio, per associazione di tipo mafioso ed estorsione; la commissione di una serie di atti intimidatori realizzati attraverso l’utilizzo di armi da sparo e mediante atti incendiari nei confronti di attività commerciali ed abitazioni private.

Nelle dinamiche criminali ricostruite dagli inquirenti è emersa la struttura organizzativa del presunto clan che, come detto, è di tipo familistico essendo quasi tutti gli esponenti legati da stretti vincoli. di sangue. All’interno. del sodalizio erano ben definiti i ruoli e i compiti assegnati ai presunti affiliati, come ad esempio la custodia degli elenchi dei soggetti taglieggiati e l’affidamento della gestione della cassa per il sostentamento alle famiglie dei membri reclusi.