Camorra, agevolava il clan dei Casalesi – Schiavone. Un arresto

A sinistra Giordano Arbolino
A sinistra Giordano Arbolino

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giordano Arbolino, classe 1983, gravemente indiziato di associazione per delinquere di stampo mafioso ed intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi.  

Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura partenopea.

È stato inoltre notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altri 3 indagati, Joseph Danilo Iacoviello, Alessandro Gigante e Antonio Esposito, gravemente indiziati in concorso tra loro, di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita ed intestazione fittizia di beni commessi con l’aggravante mafiosa e per agevolare il clan camorristico in concorso con Giordano Arbolino.

Secondo quanto scrive il Gip, Giordano Arbolino – ritenuto esponente del “clan dei Casalesi – fazione Schiavone” – avrebbe, per conto e nell’interesse dell’organizzazione criminale, commesso numerose estorsioni ai danni di esercenti commerciali della Provincia di Caserta, nonché reimpiegato i proventi derivanti dai traffici illeciti del clan in attività economiche e di ristorazione, avvalendosi del contributo di compiacenti “prestanome”.

In particolare Joseph Danilo Iacoviello, gestore del ristorante “Il Cabreo” di Firenze, intestato alla società Onda Srl, avrebbe proposto di rilevare le quote della società ad Arbolino che, dopo aver ottenuto dal gruppo Schiavone il placet ed i capitali necessari all’investimento, accettava la proposta e formalizzava l’acquisto, in due tranche, delle quote societarie intestandole fittiziamente al prestanome Alessandro Gigante e Iacoviello.

Secondo l’accusa, nell’operazione finanziaria i tre venivano coadiuvati da Antonio Esposito che forniva consigli sulle modalità con le quali portare a termine le operazioni di intestazione e reimpiego e partecipava alle operazioni di vendita delle quote del ristorante.

Nel corso dell’odierna perquisizione domiciliare effettuata presso l’abitazione di Arbolino, veniva rinvenuta, interrata in un vaso, una pistola Beretta calibro 9 corto, provento di furto commesso a Napoli in data 08 settembre 2013, completa di caricatore contenente un colpo.

Giordano Arbolino era stato già arrestato dalla polizia giudiziaria nel 2013 poiché trovato in possesso di una pistola calibro 7.75, completa di caricatore contenente due cartucce, detenuta illegalmente per conto del clan.