Manovra da 22,5 miliardi. Via Equitalia, soldi a pensioni, sanità e imprese

Piercarlo Padoan e Matteo Renzi illustrano la Manovra
Piercarlo Padoan e Matteo Renzi illustrano la Manovra

Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra finanziaria per il 2017 e per il triennio 2017-2019, più un decreto legge che sopprime Equitalia. Il provvedimento è stato illustrato dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Nelle slide illustrate sono tante le misure destinate alla crescita e alla competitività. La manovra, da 22,5 miliardi, è composta da “6 capitoli, il più importante” è quello sulla “competitività” su cui ci sono “20 miliardi in più anni”, ha detto Renzi illustrando le slide che recano l’hashtag #passodopopasso.

In premessa il presidente del Consiglio ha fatto un confronto tra il febbraio 2014 e ottobre 2016. Il Pil da -2% è oggi al +1 percento: la disoccupazione dal 13,2 di due annii fa è scesa all’11,4%; il deficit dal 3 percento a 2,3 punti mentre gli occupati da 22,179 milioni del 2014 a 22,768 milioni con una differenza positiva di 589mila posti di lavoro in più.

Importante incremento sulla sanità con una misura che porta da 111 miliardi a 113 miliardi il fondo destinato a una delle voci pricipe del bilancio dello Stato.

In questi è previsto lo sblocco del turnover grazie al quale saranno stabilizzati 3mila medici precari e 4mila infermieri. Renzi, al proposito ha affermato: “Un affettuoso abbraccio a tutti coloro che hanno annunciato tagli sulla sanità”.

“I 2 miliardi in più devono andare alle richieste di medici e pazienti sulle nuove terapie oncologiche. Il governo deve investire su queste voci, qui non c’è destra o sinistra. I fondi vanno anche ai vaccini e alle stabilizzazioni. Questo governo sulla sanità non ha mai tagliato e non comincia adesso”, ha sottolineato Renzi.

Chiude Equitalia e da questa operazione dovrebbero ricavarsi 4 miliardi con il passaggio alle Entrate. Il premier ha però precisato che “chi deve pagare paga”. Saranno solo “eliminati” balzelli come more e interessi.

Altro capitolo degno di nota è il pacchetto pensioni, con i prepensionamenti (Ape), oltre agli investimenti “sull’industria 4.0“, (20 miliardi in tre anni); un miliardo per il fondo di garanzie per le Pmi; poi misure per il pubblico impiego, stop all’aumento dell’Iva, il bonus alle future mamme (800 euro) e quello per aiutare le famiglie in stato di disagio economico.

Sulle tasse l’Ires si riduce “al 24% e togliamo l’Irpef agricola. Inoltre prevediamo un sostegno alle partite Iva. Già nel decreto legge c’è un miliardo di euro per le piccole e medie imprese”, risorse che arrivano dal “fondo presidenza”.

Complessivamente la nuova legge di bilancio inciderà nel 2017 per 22,5 miliardi ai quali vanno aggiunti altri 2 miliardi per finanziare misure già adottate. Il tutto dovrebbe consentire di conquistare 1 punto percentuale di Pil. Il deficit dovrebbe attestarsi sul 2.3 percento, uno 0,7 sotto la soglia del patto di stabilità.

Confermate le agevolazioni per le ristrutturazioni e la messa in sicurezza antisismica. Confermata tra le polemiche anche la voluntary disclosure-bis. Rifinanziato il Piano Casa.

Saranno confermate le attuali agevolazioni per le ristrutturazioni (al 50%) e per l’efficienza energetica (al 65%), compreso il bonus mobili introdotto lo scorso anno (sempre al 50%). Dovrebbe invece essere “fortemente potenziato” il “sismabonus”, cioè lo sconto per i lavori di messa in sicurezza antisismica. L’agevolazione dovrebbe passare almeno dal 50% al 65%.

Nella manovra c’è poi “1 miliardo in più su scuola e università, non solo per i decreti legislativi per la buona scuola” ma anche per un “intervento per le scuole non statali, per le materne paritarie”, ha detto sempre Renzi.

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