Stravince Alexis Tsipras. In Grecia è l’alba di una nuova era

Alexis Tsipras
Alexis Tsipras

Il partito di estrema sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras, stravince le elezioni politiche in Grecia con circa il 36% dei voti e 149 seggi sui 151 necessari per conquistare la maggioranza assoluta. Seconda Nea Dimokratia, Alba Dorata terzo partito.

Da mesi era nell’aria la vittoria del leader greco, che trionfa in seguito al peso insopportabile delle politiche di stretta economica Ue che avevano fatto precipitare il paese ellenico nella preistoria.

“Oggi chiudiamo – ha commentato entusiasta Alexis Tsipras – con il circolo vizioso dell’austerità, il popolo greco ha fatto la Storia”, ha ricordato con orgoglio. “Il nuovo governo greco negozierà una soluzione finanziaria giusta e vantaggiosa per tutte le parti”. “Voglio rassicurarvi – ha aggiunto – che il nuovo governo greco sarà pronto a collaborare con tutti gli amici europei” per far “ritornare l’Europa nella stabilità e nella crescita”.

A scrutinio ultimato, la formazione Syrizia si attesta al 36,34% e ottiene 149 seggi sui 151 necessari per conquistare la maggioranza e governare, magari con l’appoggio esterno della destra. Infatti i conservatori di Nea Dimohkratia si femano al 27,81%.

Stavince Alexis Tsipras
Alexis Tsipras durante la campagna elettorale

Il terzo partito greco si conferma l’estrema destra di Alba Dorata al 6,28%. Solo quarti i centristi di To Potami, possibili alleati di Syriza, al 6,05%.

Seguono i comunisti del Kke al 5,47%, poi i socialisti del Pasok al 4,75, ultimi i Greci Indipendenti (scissionisti di Nea Dimokratia) al 4,68%.  Il primo ministro uscente e leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato al telefono con Alexis Tsipras.

Dall’Italia esulta la sinistra radicale con Nichi Vendola che su Twitter ha definito la vittoria di Tsipras “una speranza contro la cinica politica austerity”.

A ruota Stefano Fassina e molti esponenti che fanno capo alla minoranza Pd nonché altre forze di sinistra. Ma anche formazioni molto lontane dalle posizioni di Syriza – come la Lega Nord di Matteo Salvini e il Front National di Marine Le Pen – guardano con favore al voto greco in chiave anti-europeista.

La vittoria di Alexis Tsipras preoccupa ora la troika composta da Ue, Bce e Fmi che già nel 2011 avevano imposto al governo loro uomini per orientare la Grecia a rientrare dal deficit “spaventoso”. Ne seguirono politiche d’austerity che massacrarono il tessuto produttivo, i lavoratori e le famiglie greche.