Migranti, l'Ue ha deciso ma c'è disaccordo sulle "quote". Spagna e Francia sul chi va là

Jose' Manuel Garcia-Margallo (Epa)
Jose’ Manuel Garcia-Margallo (Epa)

Il tema sull’immigrazione è caldo e l’Ue sta cercando di prendere le giuste decisioni contro i trafficanti di esseri umani. “La decisione di stabilire una missione navale Ue per distruggere il modello di business dei contrabbandieri e delle reti di trafficanti nel Mediterraneo è stata appena presa”.

E’ quanto spiega su twitter l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri Federica Mogherini. In sostanza è un via libero, ma prima di twitter per un’azione del genere ci vuole il via libera dell’Onu che ancora non c’è. In Europa sembra che siano tutti d’accordo con la volontà del piano che però va ad infrangersi con l’accoglienza dei profughi. Non tutti infatti sono d’accordo con l’idea italiana.

Secondo la Spagna, paese di frontiera come l’Italia, la Commissione “deve rivedere la sua proposta” di stabilire quote obbligatorie per la redistribuzione di rifugiati. Secondo il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo “lo sforzo di solidarietà deve essere proporzionato, giusto e realista, cosa che la proposta della Commissione non è”, puntualizza il ministro spagnolo.

“Condividere la responsabilità di cosa facciamo delle persone che salviamo è parte integrante della strategia” Ue per l’immigrazione. Così Federica Mogherini replica ai dubbi del premier francese sulla redistribuzione dei migranti.

“Mi aspetto che gli stati membri, gli stessi che hanno chiesto alla Ue di agire velocemente e efficacemente, consentano all’Europa di essere efficace in questa azione in tutti i suoi aspetti: nell’operazione navale, nel salvataggio delle vite in mare ed anche nella gestione delle vite che salviamo”.

Stamane in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno Angelino Alfano dice che “Nessuno può pensare di lasciarci di nuovo soli a gestire la drammatica situazione dell’Africa e del Medio Oriente. L’Italia non può continuare a pagare un prezzo alto, come ha invece fatto finora. La Francia – continua il ministro – è sempre stata al nostro fianco nel chiedere un intervento dell’Europa in materia di immigrazione, sarebbe assurdo se avesse cambiato posizione proprio adesso”.

Per cui, “indietro non si torna, l’obiettivo è comune. La ricollocazione dei profughi? Noi riteniamo che debba accadere al termine delle procedure di identificazione e di fotosegnalamento: quindi pochi giorni dopo gli sbarchi”. “Non voglio nemmeno immaginare che il piano Juncker salti, le quote non si toccano”, sottolinea Alfano anche al Quotidiano nazionale auspicando di “chiarire i dubbi” con la Francia.

Ieri il ministro, a proposito delle rivelazioni del consulente diplomatico libico, Abdul Basit Haroun circa la possibilità che i terroristi dell’Isis possano nascondersi tra i migranti sui barconi, Alfano ha detto:
“di non avere allo stato traccia di terroristi sui barconi. “Fin qui – ha sottolineato – non abbiamo traccia di presenze di terroristi sui barconi. Questo non significa che abbiamo abbassato la tensione e l’attenzione, che rimangono altissime su questo argomento”.

Su questa problematica, ha aggiunto Alfano, “hanno indagato peraltro anche varie procure e non hanno trovato fin qui riscontri” ha aggiunto Alfano, a margine di un’iniziativa elettorale a Pesaro. “Per cui – ha proseguito – noi speriamo che abbiano ragione le procure e che abbiano ragione i nostri, che hanno fatto tutte le valutazioni sul campo per dire che fin qui non c’è traccia. Ma comunque – ha concluso – questo ci porta ad essere egualmente attenti nella consapevolezza che non c’è un Paese a rischio zero e che dobbiamo stare veramente con un’allerta sempre alta”. Eventuali segnali in questa direzione erano giunti anche dalla procura di Palermo.

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