Musulmano radicalizzato spara e uccide a Parigi. L’Isis ringrazia

attentato Parigi Champs Elysees
Champs Elysees a Parigi

Ennesimo attacco terroristico a Parigi. Un uomo armato di kalashnikov ha fatto fuoco su una pattuglia di poliziotti in presidio agli Champs Elysees, nel cuore della capitale francese. Il bilancio è di un agente ucciso e due suoi colleghi gravemente feriti.

Dalla ricostruzione fatta dal ministro dell’interno, l’attentatore è giunto sul posto a bordo di un’automobile e si è fermato davanti il noto esercizio inglese “Marks & Spencer”. Lì è sceso e ha iniziato mitragliare gli agenti. Uno di loro, a terra ferito, ha sparato neutralizzando la minaccia.

L’area è stata evacuata e in zona si sono riversate ambulanze e forze speciali che hanno blindato l’intero quartiere. Secondo quanto riportano alcuni media francesi, citando testimoni, la sparatoria è stata violenta. Verifiche sono in corso sull’attentatore ucciso. Secondo i media, il killer era conosciuto dagli 007 francesi come un “elemento radicalizzato” e avrebbe lasciato su Telegram, un post su cui avrebbe espresso la sua volontà di colpire la Polizia.

Le teste di cuoio francesi hanno fatto irruzione nella casa dell’attentatore a Seine-et-Marne. Non sono al momento state diffuse le sue generalità. In un primo momento si era parlato di un secondo attentatore ma la notizia è stata poi smentita dalle autorità.

L’attentato a Parigi avviene a tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali in Francia. Oggi, nella zona della sparatoria c’era stato un dibattito in vista della consultazione. Poi l’arrivo del “lupo solitario”, un musulmano radicalizzato, che ha puntato alla Polizia come a Londra e al Louvre e in altre circostanze.

Intanto, è curioso che mentre Hollande sta ancora vagliando se si tratti di terrorismo o di un pazzo scappato da un manicomio, il sedicente stato islamico ha rivendicato l’attacco a Champs Elysees. Lo ha fatto sapere attraverso l’organo di propaganda Amaq. Secondo l’organizzazione criminale jihadista, l’attacco è stato commesso da un belga.