Salvini da Pontida 2015 strali al Papa. A Renzi: Ti asfalteremo

Il raduno della Lega a Pontida 2015
Il raduno della Lega a Pontida 2015

La “grande festa di popolo” della Lega 2.0 a Pontida 2015 inizia coi “botti” e finisce con uno strascico di polemiche, a cominciare da quelle che il leader del Carroccio fa nuovamente con Papa Francesco. Il pontefice oggi in visita pastorale a Torino ha avuto in programma, fra l’altro, di ricevere in visita una famiglia di rom.

Aveva avuto modo già di polemizzare coi migranti quando il Santo Padre sui fatti di Ventimiglia chiese “Perdono” al posto dei francesi che li respingono. Lui replicò: “Quanti migranti ci sono in Vaticano?”. Quella di oggi è invece più soft: “Mi fa piacere che Papa Francesco a Torino abbia trovato il tempo per incontrare dei rom e sono sicuro che avrà incontrato anche i torinesi esodati”, è il messaggio al Papa. Poi puntualizza: “Non mi permetto di attaccare il Papa, io sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma rispetto chiama rispetto”, ha aggiunto tornando sulla polemica per l’accoglienza degli immigrati.

Nella Pontida 2015 presenti in migliaia per il raduno annuale della Lega che, viste le ambizioni di calarsi (elettoralmente) oltre il Po, dovrà considerare una Pontida del Sud. Sui prati verdi del comune bergamasco ci sono delegazioni di “Noi con Salvini” dall’Abruzzo e altri piccoli gruppi, la maggioranza è composta dallo zoccolo duro e pur dai “seguaci” di Alberto da Giussano.

Dalle nove di mattina affluiscono i militanti della Lega a Pontida 2015. Ci sono i gazebo che vendono i tradizionali gadget e panini e, novità di quest’anno, anche le t-shirt con su stampata la ruspa di Salvini, quella che lui userebbe per radere al suolo i campi rom.

“La ruspa – spiega – fa giustizia di tanti errori. La ruspa la uso per Renzi non per qualcun altro. La ruspa la usiamo per far ripartire il lavoro”, dice il leader della Lega davanti a migliaia di militanti. Per dire che lui è pronto ad “asfaltarlo” politicamente come lui ha rottamato tutta la vecchia nomenclatura Pd.

Prima di cominciare il suo intervento il segretario della Lega Matteo Salvini non poteva non stringersi in un caloroso abbraccio al leader storico Umberto Bossi che aveva appena concluso il suo intervento e stava scendendo dal palco.

Durante il comizio, Salvini, era attorniato dai bambini per segnalare che il suo progetto guarda “al futuro” e alle prossime generazioni “che dovranno vivere liberamente nella terra dei nonni”, ha affermato sotto gli applausi. Poi attacca Renzi e quanti sono favorevoli a introdurre il reato di tortura: “No al reato di tortura che impedisce di lavorare a Polizia e Carabinieri, il Parlamento stia con guardie, non con ladri”, si legge tra le decine di twitt.

Salvini ha aggiunto che “il discorso che sto facendo qui oggi lo faccio a braccio, non lo ho scritto con degli spin-doctor capaci di suggerirmi citazioni colte. Il mio discorso nasce dall’aver ascoltato quello che lavora alle salamelle, e il militante di un paesino dove ho tenuto un comizio e la mamma che mi ha raccontato i problemi del figlio”. Il discorso “l’ho scritto parlando con voi che volete cambiare l’Italia”.

“L’anno scorso – ha concluso – eravamo qua per ricostruire e ripartire. Quest’anno siamo ripartiti e siamo qua”, a Pontida 2015, “per vincere”. “Abbiamo le idee e gli uomini giusti, vogliamo prendere un voto in più di Renzi e andare al governo a cambiare le cose”, ha detto Salvini alla folla che inneggiava.