Marino assolto per gli scontrini: “Ora giro per dire No al referendum”

Ignazio Marino
Ignazio Marino

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto dall’accusa di peculato e truffa nel processo a suo carico in relazione agli scontrini dei rimborsi presentati al Campidoglio e per i contributi alla onlus “Imagine”. “Il fatto non sussiste” ha sancito il Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri. La Procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi. Il processo si è svolto con rito abbreviato.

LA COMMOZIONE DELL’EX SINDACO – “Sono felice”, ha detto Marino. “Aspettavo questo esito perché sapevo di essere innocente. Ringrazio la giustizia – ha detto visibilmente commosso – di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, è stata finalmente ristabilita la verità”.

“LA CITTA’ VIOLENTATA DA PICCOLO GRUPPO DIRIGENTE” – “Un anno fa in questa città – ha detto il chirurgo in conferenza stampa -, che non è una città qualunque ma la capitale di un paese del G7, la democrazia è stata lesa, la verità è stata negata e centinaia di migliaia di romani e romane sono stati violentati nella loro scelta democratica che avevano fatto, violentati da un piccolo gruppo di classe dirigente che si è rifugiato nello studio di un notaio invece che presentarsi in aula e con il loro volto spiegare perché avevano o non avevano fiducia nel loro sindaco, come avviene in tutte le democrazie del mondo, o almeno nei paesi che la democrazia ce l’hanno”.

“Il conto di certe azioni le paga il Paese”, ha detto ancora Ignazio Marino, “soprattutto quando riguardano la capitale di Italia. Forse qualcuno deve guardarsi allo specchio e pensare se ce l’ha veramente la statura da statista nel nostro Paese e farsi l’esame di coscienza e riflettere”.

BOTTA E RISPOSTA CON ORFINI – Il riferimento è implicitamente diretto ai dirigenti dem della Capitale. Matteo Orfini, presidente del Pd, che a quei tempi si oppose chiese al sindaco di rassegnare le dimissioni, ha scritto su Facebook: “Ricordo a tutti – ha detto Orfini – che non chiedemmo le dimissioni di Marino per la vicenda scontrini. Fu Sel a farlo con una mozione poi ritirata alla quale – non a caso – non ci accodammo. Su questa vicenda in più di un’occasione abbiamo augurato a Marino di riuscire a dimostrare la sua estraneità. Ne abbiamo chiesto le dimissioni – e questo abbiamo sempre detto – per la sua incapacità a risolvere i problemi di Roma. Incapacità alla quale ancora paghiamo un prezzo altissimo.

MARINO: “ORA GIRO L’ITALIA PER IL NO AL REFERENDUM – “Intanto, assolto da ogni accusa, l’ex sindaco si rimette in moto e intende girare l’Italia per andare a dire di votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. “Ho inviti in oltre 20 città italiane. Dirò quel che penso sulla riforma: che il Senato va totalmente abolito e che la revisione non è stata studiata e votata come avevano fatto all’assemblea costituente”

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