La nuova legge elettorale è stata approvata in via definitiva dalla Camera oggi giovedì 8 ottobre, con voto segreto. I sì sono stati 227, i no 164. Ovazioni dalla maggioranza di Centrodestra mentre tutta l’opposizione ha protestato in aula al momento del voto finale. I deputati hanno mostrato una serie di cartelli con scritto, tra gli altri, ‘legge truffa’ e ‘con Meloni gasolio a 3 euro’.
Meloni: “Ora gli italiani potranno scegliere”
“Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale alla Camera. “E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”, ha aggiunto.
“Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta”, ha scritto ancora la presidente del Consiglio. “Allo stesso tempo – ha continuato – introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”.
Schlein: “Per 4 anni vi siete occupati di voi, lo fate anche con questa legge”
“Vi vantate di essere stati la maggioranza più stabile eletta con la legge attuale e dopo quattro anni scopriamo che per essere stabili avete bisogno disperato di cambiare questa legge elettorale. Se davvero siete così forti perché non vi presentate agli elettori con le stesse regole di quattro anni fa? La verità è che avete paura di perdere, la verità è che la novità siamo noi un’alleanza progressista unita competitiva che ha preso più voti assoluti di voi in tutte le ultime tornate elettorali. Noi oggi siamo uniti e divisi siete voi”, ha detto Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto alla Camera.
“Noi voteremo convintamente contro” questa legge elettorale. “Le regole della democrazia non possono essere piegate alle esigenze di chi governa oggi, perché il potere che oggi esercitate vi è affidato per un tempo. E allora cambiatevi pure da soli questa legge elettorale, perché tanto noi saremo in grado con la nostra alleanza progressista di vincere con qualunque legge elettorale e cambiare in meglio la vita degli italiani”, ha aggiunto la segretaria dem.
Conte: “Avete pallino per capocrazia, c’è sottile nostalgia del ventennio”
“Vi siete ancora industriati per rimanere incollati e cercare di autoperpetuare il vostro potere. E che avete fatto? Avete recuperato un vecchio privilegio di casta per la politica, per i politici che già che sono qui. Ha detto ‘sbarriamo la strada alle nuove formazioni’. Giorgia Meloni, quando è entrata in Parlamento nel lontano 2013, è entrata”raccogliendo “circa 40.000 firme. Oggi voi state chiedendo alle nuove formazioni per presentarsi addirittura e presentare le liste alla competizione elettorale” che “dovranno raccogliere oltre 400.000 firme. Ma non vi vergognate? Ma non vi vergognate per questa norma liberticida antidemocratica?”, ha detto Giuseppe Conte nelle dichiarazioni di voto alla Camera.
Cosa prevede lo Stabilicum e le novità rispetto al Rosatellum
La nuova legge elettorale è stata soprannominata “Stabilicum” o “Melonellum”. Tante le novità rispetto alla precedente legge, il cosiddetto Rosatellum.
Le novità del Melonellum
Un sistema proporzionale corretto con una quota maggioritaria con premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che incassa almeno il 42 per cento dei voti. E’ questo, in sintesi, lo ‘Stabilicum’ (o ‘Melonellum’), la nuova legge elettorale che la Camera ha approvato in via definitiva. Vediamolo nei dettagli:
IL PREMIO – Nella riforma si prevede, appunto, il premio che scatta al raggiungimento di almeno il 42% dei voti. Ma se nessuna lista ottiene il 42% o se l’esito del voto assegna due maggioranze diverse tra Camera e Senato il premio non si attribuisce e per la ripartizione dei seggi vale il proporzionale puro. Tra le conseguenze, in tal caso, c’è quella che nessuno dei candidati delle liste circoscrizionali valide per il premio viene eletto. In sostanza, il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 seggi al Senato. Se la coalizione che vince supera i 220 seggi alla Camera o i 113 seggi al Senato scatta il tetto e i seggi eccedenti vengono sottratti nella parte proporzionale.
Le novità del Melonellum
Un sistema proporzionale corretto con una quota maggioritaria con premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che incassa almeno il 42 per cento dei voti. E’ questo, in sintesi, lo ‘Stabilicum’ (o ‘Melonellum’), la nuova legge elettorale che la Camera ha approvato in via definitiva. Vediamolo nei dettagli:
IL PREMIO. Nella riforma si prevede, appunto, il premio che scatta al raggiungimento di almeno il 42% dei voti. Ma se nessuna lista ottiene il 42% o se l’esito del voto assegna due maggioranze diverse tra Camera e Senato il premio non si attribuisce e per la ripartizione dei seggi vale il proporzionale puro. Tra le conseguenze, in tal caso, c’è quella che nessuno dei candidati delle liste circoscrizionali valide per il premio viene eletto. In sostanza, il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 seggi al Senato. Se la coalizione che vince supera i 220 seggi alla Camera o i 113 seggi al Senato scatta il tetto e i seggi eccedenti vengono sottratti nella parte proporzionale.
LE PREFERENZE. La nuova legge reintroduce sì le preferenze, ma in modo parziale. I capilista, infatti, restano bloccati ma l’elettore può esprimere fino a tre preferenze dal secondo candidato in lista, che è corta perchè prevede un totale di sei nomi.
PARI OPPORTUNITA’. L’alternanza di genere è prevista solo per le preferenze (ovviamente se ne viene espressa più di una) ma non vale per i capilista, la cui indicazione è libera da parte dei partiti. Il rispetto della proporzione 60-40 tra i generi deve essere assicurato per le lista di coalizione valide per il premio.
COLLEGI. Le liste ‘coprono’ i vari collegi plurinominali. Per concorrere al premio si devono presentare liste circoscrizionali anche, ovviamente, di coalizione. L’elettore si troverà quindi di fronte a liste di partito e una lista di coalizione (quella per il premio).
LE SOGLIE. La legge introduce la soglia del 10% per le coalizioni e del 3% per le liste singole o coalizzate. Previsto il ripescaggio del ‘miglior perdente’. Tutte le liste, anche quella sotto il 3%, concorrono al premio di maggioranza.
IL CANDIDATO PREMIER. I partiti devono indicare il nome della persona che proporranno come premier nel programma elettorale che viene depositato alla presentazione delle liste. Il nome non apparirà, però, sulla scheda elettorale.
VOTO AI FUORI SEDE. La riforma introduce la possibilità di voto per chi si trova temporaneamente fuori domicilio. Idem per i caregiver familiari.
CIRCOSCRIZIONI ESTERE. Sforbiciata per le circoscrizioni estere, solo due alla Camera (Europa e extra Ue) e una sola al Senato (mondo).
LE FIRME. La nuova legge prevede una serie di disposizioni per la raccolta delle firme per la presentazione delle liste, a partire dalle esenzioni per i partiti che hanno un Gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere purchè costituito entro il 31 dicembre 2025. Lo stesso non vale per i partiti che hanno una componente del gruppo Misto in un ramo del Parlamento (Fn o +Europa), che quindi dovranno raccogliere almeno 1.500 sottoscrizioni. Per i partiti non presenti in Parlamento il tetto delle firme è stato alzato, fino a 6mila per collegio.
