Coronavirus, anche la Procura di Lodi apre un’inchiesta. Carabinieri in ospedale

I magistrati vogliono capire come si sia diffuso il virus che ha ucciso diversi anziani già ricoverate con patologie pregresse. Verso il sequestro della cartella clinica del "paziente 1". E' mistero sul "paziente zero". Non si trova

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Dopo la Procura di Padova, anche i magistrati di Lodi hanno aperto un’inchiesta conoscitiva sulle dinamiche di diffusione del Coronavirus e sulle procedure adottate negli ospedali di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi, dove questa notte i Nas di Cremona hanno fatto un’ispezione.

I carabinieri del Nas, su disposizione della procura di Lodi, hanno sequestrato all’ospedale di Codogno le cartelle cliniche del “paziente 1”, riporta l’agenzia Ansa citando fonti vicine alle indagini. L’ispezione si è svolta anche negli uffici della Asst di Lodi. Il fascicolo aperto nelle scorse ore dai magistrati lodigiani, secondo quanto si apprende, è al momento a carico di ignoti.

L’inchiesta è scattata dopo che il premier Conte aveva ammesso che ci sarebbe stata “una falla” all’interno del sistema sanitario, tirando in ballo implicitamente i Governatori delle regioni Lombardia e Veneto.

I magistrati di Lodi e Padova più in generale vogliono capire di più sulla diffusione del virus negli ospedali dove sono deceduti oltre 10 anziani che erano ricoverati con altre patologie pregresse, ovvero accertare eventuali responsabilità nel sistema sanitario delle regioni oggetto dello “scontro” con il governo.

Intanto è ancora mistero sul cosiddetto “paziente zero”, cioè il portatore del covid-19 in Italia. Non si riesce a trovare, aveva fatto sapere qualche giorno fa il capo della protezione civile Borrelli.

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