Una minaccia ogni trentaquattro ore: ogni 34 ore un incendio, una lettera minatoria, una scritta sul muro, un proiettile inviato a casa, email e messaggi da brivido su facebook. Nel 2011 in Italia sono stati 270 gli atti di intimidazione ai danni di amministratori locali e personale della pubblica amministrazione, il 27% in piu’ dell’anno precedente. Amministratori spesso giovani, che si sono visti recapitare a casa animali morti, che hanno visto bruciare la loro auto o la casa di un parente. O hanno subito attentati, anche mortali se non si sono visti addirittura trafugare la salma di un parente dal cimitero. E’ quanto emerso dal II Rapporto Nazionale di Avviso Pubblico ‘Amministratori sotto tiro: intimidazioni mafiose e buona politica’ presentato questa mattina nella sede della Provincia di Roma. All’iniziativa, cui ha partecipato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, sono intervenuti il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, l’ex presidente della commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione, il direttore del centro siciliano di documentazione ‘Giuseppe Impastato’ Franco La Torre, figlio del padre Pio ucciso dalla Mafia, e alcuni amministratori locali che hanno subito sulla loro pelle la minaccia della malavita. Delle 270 minacce, 233 sono state ‘dirette’ (contro la persona), 37 indirette (contro scuole, uffici, auto pubbliche). Dal punto di vista della distribuzione geografica, al primo posto c’e’ la Calabria (31%), seguita dalla Sicilia (25%) e dalla Sardegna (13%). Novita’ di quest’anno la Lombardia (9 casi, in particolare a Lecco), oltre a casi in Toscana, Liguria, Emilia, Marche e Trentino. Il Lazio conta 7 casi (3%), in particolare nella provincia di Roma. Riguardo al 2012, infine, e’ emerso che l’anno in corso e’ quello che ha toccato il recordo negativo dei Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, ben 25.
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