Attentato a Londra, raid e arresti. Ministro: “Legato a terrorismo islamico”

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Westminster Bridge dopo l'attacco a Londra
Westminster Bridge dopo l’attacco a Londra (frame video The Guardian)

Sarebbero 7 gli arresti effettuati dalla polizia britannica dopo la drammatica giornata di ieri a Londra, dove un lupo solitario radicalizzato ha falciato col Suv prima i passanti sul ponte di Westminster, uccidendo due persone, e poi accoltellando a morte un agente, Keith Palmer, vicino il Parlamento inglese. Almeno una ventina di persone sono rimaste ferite, di cui alcune in condizioni critiche.

L’attentatore è stato poi ucciso dalle forze britanniche. L’arma utilizzata, oltre al Suv, è un coltello  L’attacco è “legato in qualche forma al terrorismo islamico”, ha detto il ministro della Difesa britannico, Michel Fallon, in un’intervista radiofonica alla Bbc.

Gli investigatori, ha sottolineato Fallon, “hanno lavorato duro nella notte sul retroterra (dell’attentatore), oltre che per stabilire come si sia procurato l’automobile (con cui ha investito i passanti), dove la vettura sia stata negli ultimi 1-2 giorni e chi abbia potuto o non potuto aiutarlo”.

Alcuni degli arrestati, secondo le agenzie britanniche e alcuni media online, sarebbero avvenuti a Birmingham, città dove viveva l’attentatore. A Birmingham sarebbe stato noleggiato il suv Hyundai i40 con cui l’uomo ha travolto la folla sul ponte del Big Bang, nel cuore della capitale britannica.

Alcune delle persone arrestate, riporta il Guardian, sono state trovate in un appartamento sopra un negozio vicino il centro. Non si conosce ancora l’identità né dell’attentatore né degli arrestati.

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