Botte e soprusi ai bimbi dell’asilo, arrestate 4 maestre

Correlati

maltrattamenti bambini asiloQuattro maestre di una scuola materna in provincia di Bari sono state arrestate dai carabinieri per maltrattamenti. Secondo l’accusa, avrebbero preso a schiaffi sul volto bambini di 4 e cinque anni, spintonandoli e trascinandoli per l’aula, arrivando anche a legarli e sbatterli faccia al muro.

Le indagini sono scattate dopo che alcuni genitori avevano notato dei lividi sulla pelle dei loro figli, nonché turbamento nei bambini i quali non volevano andare all’asilo. Gli investigatori, attraverso delle telecamere nascoste, hanno appurato che i bambini erano vessati, minacciati, picchiati e anche legati con corde.

In alcuni casi le minacce consistivano nel terrorizzare i bambini dicendo loro che se non facevano i buoni li avrebbero portati “in caserma dai Carabinieri dove un cane gli avrebbe dato un morso”.

I bambini venivano strattonati fino a farli cadere, schiaffeggiati o costretti a rimanere in un angolo della classe con il volto rivolto verso il muro o con le mani dietro la schiena, per periodi prolungati. Stamani l’incubo e finito con le maestre poste ai domiciliari.

Potrebbero interessarti


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Questo sito, per scelta, non intende monetizzare mostrando fastidiosi e invasivi banner pubblicitari che irritano l'utenza. Si sostiene grazie alle donazioni dei lettori.

Altre news

Attentato a Ranucci, prese 4 persone. “Pagati per agire in trasferta”. Caccia ai mandanti

Svolta nelle indagini sull'attentato al conduttore di Report. Presunti esecutori sono campani che sono stati pagati per compiere l'attacco lo scorso ottobre a Pomezia. La Dda di Roma contesta anche il metodo mafioso. Il giornalista: "Ora capire se ci sono altri livelli". Fondamentali l'incrocio delle riprese di videosorveglianza e i tabulati telefonici

DALLA CALABRIA

Incendiarono locale a Vicenza per incassare l’assicurazione, 5 arresti tra cui tre calabresi

Le indagini della Polizia e della Guardia di finanza hanno portato al fermo in carcere dei proprietari e di tre presunti complici assoldati a Reggio Calabria